La Passione fa decollare la Valle Elvo

La Passione fa decollare la Valle Elvo
15 Aprile 2015 ore 17:48

SORDEVOLO – La Passione, patrimonio storico e culturale di Sordevolo ma, in realtà, del Biellese intero. «E patrimonio di tutto il Piemonte», aggiunge. Si presenta così, con uno sguardo che proietta subito il paese e la provincia su scala regionale, Antonella Parigi, assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte, che sabato scorso ha incontrato, a Sordevolo, rappresentanti e autorità locali. D’altronde, il significato della venuta dell’assessore Parigi sta proprio lì, nella lettura che segna l’edizione 2015 del grande spettacolo di teatro popolare e che, mai come quest’anno, abbina “Passione” con “Piemonte”. 

La collaborazione, che ha in un certo senso ricevuto battesimo con la proclamazione a testimonial del governatore Sergio Chiamparino, è stata meglio definita dal confronto tenutosi in municipio. Ad accogliere Antonella Parigi, il sindaco di Sordevolo Riccardo Lunardon, l’assessore Alberto Monticone e i consiglieri Giulio Salivotti e Fabrizio Buscaglione. Con loro, la senatrice Nicoletta Favero e il direttore dell’Atl di Biella, Stefano Mosca. Una e una sola la linea guida principale da seguire: poter contare sull’aiuto concreto della Regione impegnata anch’essa nella promozione dell’evento, unico nel suo genere e con 200 anni di storia alle spalle. «La Passione è un asse di promozione del territorio, ma non solo questo. Può fare da traino per lavorare a un tessuto culturale più ampio, anche e soprattutto in chiave internazionale», spiega Antonella Parigi. In che modo? La Regione inizierà promuovendo la Passione, perla tra le perle del Piemonte, a Expo Milano 2015, nel “padiglione Cina”, e durante l’Ostensione della Sacra Sindone, a Torino. Occasioni di richiamo mondiale che anticipano e accompagneranno la Passione, alle quali potrebbe aggiungersi la prestigiosa Biennale di Venezia.  

Il supporto della Regione, tuttavia, sembra guardare oltre. Al Biellese, in cui l’assessore Parigi vede «grandissimo fermento», e in particolare alla Valle Elvo, che trova in Sordevolo e nella Passione la bandiera del momento. «Per fare sistema occorre un centro d’irradiazione. Bisogna che le amministrazioni vogliano accompagnare questo percorso e credere nella cultura come sviluppo di un Paese. Quanto alla Valle Elvo, è in crescita e ha le capacità per puntare molto, a mio parere, sul turismo green». La crescita si percepisce nei numeri: i 200 posti letto ricavati e le 7 strutture ricettive attivate in zona sono prova di voler puntare sulla Passione come volano turistico, che dia linfa al territorio in modo continuativo. Il sindaco Lunardon mette i panni di presidente dell’Unione Montana dell’Elvo: «Il segnale che stiamo dando è che per mettersi in gioco si deve essere uniti». A testimoniarla la presenza all’incontro del sindaco di Graglia, Elena Rocchi. «Siamo la prima valle qui, e probabilmente in Piemonte, i cui Comuni anticipano alla Provincia 100mila euro per riaprire la strada della Passione. Non abbiamo il Ricetto, né un Santuario. Né ci siamo inventati qualcosa: si è puntato su ciò che siamo».

Nella collaborazione non poteva mancare l’Atl di Biella. Stefano Mosca conferma l’ottimo dialogo con Torino: «La condivisione delle strategie della Regione segue la strada del futuro: condividere progetti e ottimizzare le risorse, ragionando su aree vaste». Sul destino delle Atl, legato alla riduzione stabilita dalla Regione, Mosca parla di opportunità: «Resterà il presidio e, di fatto, non cambierà nulla. La promozione come Piemonte è certo più forte di quella centrata su Biella. Starà poi a noi attirare l’attenzione, con iniziative di qualità». 

La senatrice Nicoletta Favero, dal canto suo, annuncia di puntare ora a quello del Presidente della Repubblica. E a un incontro, a Roma, tra i rappresentanti della Passione, diretti in Vaticano, e il ministro Dario Franceschini.  Insomma, guai d’ora in avanti a intendere solamente Sordevolo con la Passione. Innescata la miccia del “fare sistema”, va mantenuta. E mica per il Biellese tutto, ma «per tutto il Piemonte». E l’Italia con loro. 

Giovanna Boglietti

SORDEVOLO – La Passione, patrimonio storico e culturale di Sordevolo ma, in realtà, del Biellese intero. «E patrimonio di tutto il Piemonte», aggiunge. Si presenta così, con uno sguardo che proietta subito il paese e la provincia su scala regionale, Antonella Parigi, assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte, che sabato scorso ha incontrato, a Sordevolo, rappresentanti e autorità locali. D’altronde, il significato della venuta dell’assessore Parigi sta proprio lì, nella lettura che segna l’edizione 2015 del grande spettacolo di teatro popolare e che, mai come quest’anno, abbina “Passione” con “Piemonte”. 

La collaborazione, che ha in un certo senso ricevuto battesimo con la proclamazione a testimonial del governatore Sergio Chiamparino, è stata meglio definita dal confronto tenutosi in municipio. Ad accogliere Antonella Parigi, il sindaco di Sordevolo Riccardo Lunardon, l’assessore Alberto Monticone e i consiglieri Giulio Salivotti e Fabrizio Buscaglione. Con loro, la senatrice Nicoletta Favero e il direttore dell’Atl di Biella, Stefano Mosca. Una e una sola la linea guida principale da seguire: poter contare sull’aiuto concreto della Regione impegnata anch’essa nella promozione dell’evento, unico nel suo genere e con 200 anni di storia alle spalle. «La Passione è un asse di promozione del territorio, ma non solo questo. Può fare da traino per lavorare a un tessuto culturale più ampio, anche e soprattutto in chiave internazionale», spiega Antonella Parigi. In che modo? La Regione inizierà promuovendo la Passione, perla tra le perle del Piemonte, a Expo Milano 2015, nel “padiglione Cina”, e durante l’Ostensione della Sacra Sindone, a Torino. Occasioni di richiamo mondiale che anticipano e accompagneranno la Passione, alle quali potrebbe aggiungersi la prestigiosa Biennale di Venezia.  

Il supporto della Regione, tuttavia, sembra guardare oltre. Al Biellese, in cui l’assessore Parigi vede «grandissimo fermento», e in particolare alla Valle Elvo, che trova in Sordevolo e nella Passione la bandiera del momento. «Per fare sistema occorre un centro d’irradiazione. Bisogna che le amministrazioni vogliano accompagnare questo percorso e credere nella cultura come sviluppo di un Paese. Quanto alla Valle Elvo, è in crescita e ha le capacità per puntare molto, a mio parere, sul turismo green». La crescita si percepisce nei numeri: i 200 posti letto ricavati e le 7 strutture ricettive attivate in zona sono prova di voler puntare sulla Passione come volano turistico, che dia linfa al territorio in modo continuativo. Il sindaco Lunardon mette i panni di presidente dell’Unione Montana dell’Elvo: «Il segnale che stiamo dando è che per mettersi in gioco si deve essere uniti». A testimoniarla la presenza all’incontro del sindaco di Graglia, Elena Rocchi. «Siamo la prima valle qui, e probabilmente in Piemonte, i cui Comuni anticipano alla Provincia 100mila euro per riaprire la strada della Passione. Non abbiamo il Ricetto, né un Santuario. Né ci siamo inventati qualcosa: si è puntato su ciò che siamo».

Nella collaborazione non poteva mancare l’Atl di Biella. Stefano Mosca conferma l’ottimo dialogo con Torino: «La condivisione delle strategie della Regione segue la strada del futuro: condividere progetti e ottimizzare le risorse, ragionando su aree vaste». Sul destino delle Atl, legato alla riduzione stabilita dalla Regione, Mosca parla di opportunità: «Resterà il presidio e, di fatto, non cambierà nulla. La promozione come Piemonte è certo più forte di quella centrata su Biella. Starà poi a noi attirare l’attenzione, con iniziative di qualità». 

La senatrice Nicoletta Favero, dal canto suo, annuncia di puntare ora a quello del Presidente della Repubblica. E a un incontro, a Roma, tra i rappresentanti della Passione, diretti in Vaticano, e il ministro Dario Franceschini.  Insomma, guai d’ora in avanti a intendere solamente Sordevolo con la Passione. Innescata la miccia del “fare sistema”, va mantenuta. E mica per il Biellese tutto, ma «per tutto il Piemonte». E l’Italia con loro. 

Giovanna Boglietti

 

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