Eventi e Cultura

L’Arte come nutrimento

L’Arte come nutrimento
Eventi e Cultura 17 Giugno 2015 ore 17:26

BIELLA - Figure umane con il volto coperto da scaglie di lurex, in costante movimento. Ad accogliere e condurre, di sala in sala, la visita a creazione artistiche diverse per autore, materiali, scopi ed epoche, ma unite e accolte dalla dimensione suggestiva dell’Ex Lanificio Pria. Sono le figure che hanno fatto da installazioni viventi all’inaugurazione della mostra d’arte contemporanea “Pria 2015”, organizzata a cadenza biennale dalla famiglia Azario in collaborazione con Archivio Pria e Atl, sotto la cura di Graziano Prola. 

BIELLA - Figure umane con il volto coperto da scaglie di lurex, in costante movimento. Ad accogliere e condurre, di sala in sala, la visita a creazione artistiche diverse per autore, materiali, scopi ed epoche, ma unite e accolte dalla dimensione suggestiva dell’Ex Lanificio Pria. Sono le figure che hanno fatto da installazioni viventi all’inaugurazione della mostra d’arte contemporanea “Pria 2015”, organizzata a cadenza biennale dalla famiglia Azario in collaborazione con Archivio Pria e Atl, sotto la cura di Graziano Prola.  

L’esposizione, allestita nello storico ex lanificio, s’ispira quest’anno al grande evento rappresentato da “Expo Milano 2015” e il nome stesso attribuitole ne tradisce il taglio: “Nutrire il Pianeta. L’Arte come Energia per la Vita”. E proprio sul tema si declinano le esperienze artistiche dei “quattro ospiti più uno” che vi hanno esposto le loro creazioni. 

A partire  dall’ideatore delle figure umane dal volto coperto di lurex, Francesco Cinelli, artista toscano che le definisce sotto il nome di “Figura umana nella sua interezza vitale”: «Il mio lavoro sui corpi, in particolare sui volti, celebra l’Arte come nutrimento per l’uomo», spiega Cinelli, che firma affascinanti teste di retroresina. Idea che lo accumuna in parte a Antonio Teruzzi, autore di “Fondi persi. I colori di oggi”, che al nero e all’oro si ispira, sostanza di esistenze in cui rinascita dopo il declino e orizzonte nuovo si uniscono,  nei graffi della tela dove emergono volti di uomini, di Cristi, ali d’angeli, corpi contriti, verso la spiritualità. «Che io interpreto come religiosità», spiega Teruzzi. Dimensione di alimento, le emozioni, per Carla Cecere, di origini californiane, che mescola “Arte, scienza e spiritualità in tavola”: sue le ceramiche, colorate con i sette toni della cromoterapia, costruite sull’incastro dello Yin e Yang della filosofia cinese. Di intreccio in altro intreccio, la collezione “Alvy” propone di Aldo e Valérie Giurietto svelano al pubblico i cartoni preparatori dei celebri arazzi che nel Seicento hanno reso famoso un angolo di natura di Francia: sono i “Cartons de Tapisserie d’Aubusson”. Per gli arazzi, dal 2009 patrimonio dell’Unesco, che si sono nutriti di favole, paesaggio e mano di artigiani rimasti anonimi. Ma pur sempre artisti.

La mostra resterà aperta fino al 28 giugno. Orari: da martedì a venerdì, dalle 16 alle 19.30. Sabato e domenica continuato, dalle 14.30 alle 20.

Giovanna Boglietti   

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