In 1200 visitatori a Palazzo Ferrero e a Palazzo La Marmora

05 Aprile 2009 ore 23:58
Già 1200 i visitatori
per i palazzi del Piazzo

Piaciuti il "Ferrero" e il "La Marmora" ristrutturati
tra antichi e godibili affreschi e stanze… segrete
 
 
(29 mar 2009) La pioggia ha rovinato al prima vera domenica di primavera in città  per il mercatino dell’antiquariato di Riva, ma ha invece assicurato una frequenza continua a costante alle meraviglie al chiuso che il Fondo ambiente italiano ha premiato con le proprie attenzioni, contribuendo a farle conoscere al Piazzo: circa 1200 sono stati infatti i visitatori tra sabato pomeriggio e ieri al restaurato Palazzo Ferrero (foto a lato)  e alla Sala del Galliari (foto in alto) del “cugino” Palazzo La Marmora  che ha mostrato i suoi affreschi segreti frutto dell’ingegno dei fratelli andornesi Galliari che nel Settecento decorarono il locale con finte prospettive e raffinati “trompe l’oeil” su varianti di grigio e giallo raffiguranti le muse, scienze e arti.  

Già 1200 i visitatori
per i palazzi del Piazzo
Piaciuti il "Ferrero" e il "La Marmora" ristrutturati
tra antichi e godibili affreschi e stanze… segrete


 

(29 mar 2009) La pioggia ha rovinato al prima vera domenica di primavera in città  per il mercatino dell’antiquariato di Riva, ma ha invece assicurato una frequenza continua a costante alle meraviglie al chiuso che il Fondo ambiente italiano ha premiato con le proprie attenzioni, contribuendo a farle conoscere al Piazzo: circa 1200 sono stati infatti i visitatori tra sabato pomeriggio e ieri al restaurato Palazzo Ferrero (foto a lato)  e alla Sala del Galliari (foto in alto) del “cugino” Palazzo La Marmora  che ha mostrato i suoi affreschi segreti frutto dell’ingegno dei fratelli andornesi Galliari che nel Settecento decorarono il locale con finte prospettive e raffinati “trompe l’oeil” su varianti di grigio e giallo raffiguranti le muse, scienze e arti.
Non meno  prestigiosi gli affreschi  riemersi e mostrati per la prima volta al pubblico di Palazzo Ferrero con, ovunque, i “timbri”  del casato, il leone innanzitutto,  e  sale con storie proprie, come quella delle Meraviglie e quella delle Allegorie. Le vicende di  questo palazzo – che sabato verrà inaugurato con una mostra di videoart (vedi a pagina 41) – si intrecciano inevitabilmente con le vicissitudini della città  dal 1100 in poi.  Le mutazioni architettoniche e di impiego degli edifici narrano le diverse ragioni dello sviluppo di Biella e bene lo hanno raccontato un centinaio di studenti apprendisti Ciceroni del liceo Scientifico, del Santa Caterina,  del liceo ginnasio “G. e Q. Sella”, del liceo Scientifico e tecnologico “Q. Sella” e dell’istituto Bona.

29 marzo 2009

 

 

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