I 5 campioni di matematica biellesi

I 5 campioni di matematica biellesi
Eventi e Cultura 25 Settembre 2016 ore 11:33

BIELLA - Sono cinque biellesi e sono stati dei migliori tra gli oltre 10mila ragazzi, dalle medie all’Università, che hanno partecipato al progetto Diderot per la matematica e il computing. E di questi cinque biellesi, quattro rientrano tra i 50 finalisti di Piemonte e Valle d’Aosta.

I campioni biellesi. Due frequentano l’Iis “Q. Sella” di Biella; due sono universitari a Torino, ex di Iti e del liceo Scientifico “Avogadro”, ma i loro restano “nomi noti” nel Biellese, perché già distintisi in più occasioni.

Questo l’esito lusinghiero dell’iniziativa promossa dalla Fondazione Crt, la cui finalissima si è svolta al Teatro Nuovo di Torino e ha coinvolto insegnanti, divulgatori e famiglie.

Chi sono, dunque, i talenti di numeri e formule biellesi? Tra gli allievi delle superiori, per la linea “Digital Mate Training”, che ha coinvolto complessivamente 3.573 studenti delle scuole secondarie, Giacomo Cortese (classe 4° Lssa) si è classificato quinto, mentre il compagno Michele Pettiti (classe 5° Lssa), che frequenta come lui l’Istituto “Quintino Sella” di Biella, è arrivato settimo. Su otto premiati.

Tra le varie categorie, il premio “Alfa Class” è andato ai migliori studenti del primo anno del Politecnico e dell’Università degli Studi di Torino, che si sono contraddistinti per le loro grandi abilità matematiche. Seconda classificata, per la “Caccia al tesoro matematica”, la squadra composta dal biellese Lorenzo Ridone, con Mariachiara Bo, Michele Da Re, Rosa Marchesini, Andrea Megaro e Martina Montagnini. Lorenzo Ridone si è diplomato nel 2015 e, da studente dell’Iti da massimo dei voti, si è distinto, tra le altre cose, per essere stato scelto dopo una selezione nazionale come “studente-ricercatore”, impegnato in uno stage di quindici giorni al prestigioso Istituto Ifom-Firc di Milano.

Un altro premiato. Sul gradino più alto del podio per i premi a squadre “Alfa Class” è poi salito, al secondo posto, il biellese Giovanni Siclari, con Mattia Luchese e Roberto Pizzo. Giovanni Siclari, che si è formato allo Scientifico “Avogadro” spiccando anche lui tra i “100 e lode” alla Maturità 2015, è invece un noto talento degli scacchi del Club di Valle Mosso, la cui squadra lo scorso marzo ha ottenuto la promozione in A1. Da segnalare il buon risultato conseguito anche dalla giovane biellese Gaia Peraro, un’altra ex conoscenza dell’Avogadro, che purtroppo non ha “agguantato” la finale, ma si è classificata tra i 60 migliori studenti, 35 dell’Università e 25 del PoliTo, ammessi alla competizione per l’alto rendimento accademico.

Cos’è il progetto Diderot. Giunto all’undicesima edizione, il progetto Diderot ha interessato finora circa 650mila studenti del Piemonte e Valle d’Aosta, tra i 6 e i 20 anni, per un investimento complessivo della Fondazione Crt pari a oltre 16 milioni di euro.

Ma in cosa consiste il progetto? Si tratta di offrire ai ragazzi una duplice opportunità: approfondire le materie tradizionali con metodologie innovative e, nello stesso tempo, avvicinarsi in modo creativo e stimolante a discipline non sempre inserite nei programmi curricolari.

Giovanna Boglietti

BIELLA - Sono cinque biellesi e sono stati dei migliori tra gli oltre 10mila ragazzi, dalle medie all’Università, che hanno partecipato al progetto Diderot per la matematica e il computing. E di questi cinque biellesi, quattro rientrano tra i 50 finalisti di Piemonte e Valle d’Aosta.

I campioni biellesi. Due frequentano l’Iis “Q. Sella” di Biella; due sono universitari a Torino, ex di Iti e del liceo Scientifico “Avogadro”, ma i loro restano “nomi noti” nel Biellese, perché già distintisi in più occasioni.

Questo l’esito lusinghiero dell’iniziativa promossa dalla Fondazione Crt, la cui finalissima si è svolta al Teatro Nuovo di Torino e ha coinvolto insegnanti, divulgatori e famiglie.

Chi sono, dunque, i talenti di numeri e formule biellesi? Tra gli allievi delle superiori, per la linea “Digital Mate Training”, che ha coinvolto complessivamente 3.573 studenti delle scuole secondarie, Giacomo Cortese (classe 4° Lssa) si è classificato quinto, mentre il compagno Michele Pettiti (classe 5° Lssa), che frequenta come lui l’Istituto “Quintino Sella” di Biella, è arrivato settimo. Su otto premiati.

Tra le varie categorie, il premio “Alfa Class” è andato ai migliori studenti del primo anno del Politecnico e dell’Università degli Studi di Torino, che si sono contraddistinti per le loro grandi abilità matematiche. Seconda classificata, per la “Caccia al tesoro matematica”, la squadra composta dal biellese Lorenzo Ridone, con Mariachiara Bo, Michele Da Re, Rosa Marchesini, Andrea Megaro e Martina Montagnini. Lorenzo Ridone si è diplomato nel 2015 e, da studente dell’Iti da massimo dei voti, si è distinto, tra le altre cose, per essere stato scelto dopo una selezione nazionale come “studente-ricercatore”, impegnato in uno stage di quindici giorni al prestigioso Istituto Ifom-Firc di Milano.

Un altro premiato. Sul gradino più alto del podio per i premi a squadre “Alfa Class” è poi salito, al secondo posto, il biellese Giovanni Siclari, con Mattia Luchese e Roberto Pizzo. Giovanni Siclari, che si è formato allo Scientifico “Avogadro” spiccando anche lui tra i “100 e lode” alla Maturità 2015, è invece un noto talento degli scacchi del Club di Valle Mosso, la cui squadra lo scorso marzo ha ottenuto la promozione in A1. Da segnalare il buon risultato conseguito anche dalla giovane biellese Gaia Peraro, un’altra ex conoscenza dell’Avogadro, che purtroppo non ha “agguantato” la finale, ma si è classificata tra i 60 migliori studenti, 35 dell’Università e 25 del PoliTo, ammessi alla competizione per l’alto rendimento accademico.

Cos’è il progetto Diderot. Giunto all’undicesima edizione, il progetto Diderot ha interessato finora circa 650mila studenti del Piemonte e Valle d’Aosta, tra i 6 e i 20 anni, per un investimento complessivo della Fondazione Crt pari a oltre 16 milioni di euro.

Ma in cosa consiste il progetto? Si tratta di offrire ai ragazzi una duplice opportunità: approfondire le materie tradizionali con metodologie innovative e, nello stesso tempo, avvicinarsi in modo creativo e stimolante a discipline non sempre inserite nei programmi curricolari.

Giovanna Boglietti