Gioca 2,5 euro e ne vince 743mila

04 Marzo 2010 ore 11:51

(4 mar) Martedì pomeriggio ha comprato una schedina preconfezionata del Superenalotto e ha speso 2 euro e 50 centesimi. Ha fatto 5 + 1 e ha vinto 743.458 euro. Per chi avesse difficoltà a capire quanti soldi sono, vale la pena di ricordare che fanno un miliardo e 439 milioni delle vecchie lire, una cinquantina d’anni di stipendio di un operaio. Martedì pomeriggio ha comprato una schedina preconfezionata del Superenalotto e ha speso 2 euro e 50 centesimi. Ha fatto 5 + 1 e ha vinto 743.458 euro. Per chi avesse difficoltà a capire quanti soldi sono, vale la pena di ricordare che fanno un miliardo e 439 milioni delle vecchie lire, una cinquantina d’anni di stipendio di un operaio.
La vincita è stata realizzata nella ricevitorie della cartoleria Lux, di via Lamarmora 10 a Biella. «Finora non si è fatto vivo nessuno a dirmi: grazie, sono stato io, ma qualche sospetto ce l’ho» dice il titolare dell’agenzia, Renzo Sola, 37 anni, autore del “sistema” che, su un totale di 180 schedine, ognuna di cinque combinazioni, ha azzeccato quella vincente.
Da molto tempo la ricevitoria di via Lamarmora (prima era il bar Lux di cui ha mantenuto il nome) è un punto di riferimento per gli scommettitori biellesi. Molti i clienti abituali che ricordano discrete vincite e molti anche i clienti di passaggio. In questo caso Renzo Sola sembra non avere dubbi: «Ritengo sia un cliente abituale. Non posso essere sicuro al 100 per cento, ma penso proprio di non sbagliarmi».
Una giocata secca, di 2 euro e mezzo, di quelle che la ricevitoria prepara ogni mattina al computer elaborando una serie di combinazioni che possono essere giocate in giornata, ma anche riproposte per i concorsi successivi. Non come i sistemi preparati e poi divisi per quote che vanno invece “esauriti” in giornata. In quel caso al gestore capita sovente di dover acquistare le quote invendute e ha possibilità in caso di vincita di risultare fra i fortunati. «Lo faccio abitualmente, ma solo quando devo “recuperare” una parte delle quote dei sistemi già giocati; non era questo il caso anche se, ad averlo saputo, valeva la pena». L’investimento sarebbe stato di 450 euro. Ne sarebbero rimasti di utile 743 mila.
La vittoria di via Lamarmora non è certo la prima che premia gli scommettitori biellesi. La vincita più clasmorosa si ebbe nel 1998 in via Dante dove fu azzeccato un 6. C’erano ancora le vecchie lire e l’anonimo vincitore incassò ben nove miliardi. Poi a Gaglianico, lungo la Trossi, si ebbe nel 2002 una vincita di poco meno di 3 milioni di euro. Sempre rigorosamente anonimi i vincitori, anche se nel caso di Gaglianico qualcosa si seppe anche perché si trattava di un sistema a quote e alcuni dei fortunati non tennero nascosta la vincita.
Negli ultimi mesi, complici i record del jackpot e la crisi, le giocate al superenalotto sono aumentate. Succede sempre così quando i momenti economici si fanno difficili e la promessa dei premi delle scommesse si fa più allettante. A dire il vero non è solo il Superenalotto ad attrarre un numero sempre maggiore di giocatori, ma tutte le lotterie, a partire dal Gratta e vinci per arrivare fino al Lotto.
E, altro fenomeno curioso, sono le ricevitorie dove si sono in passato avute le vincite più clamorose, ad attirare il maggior numero di clienti.
«Per adesso questo effetto non si è ancora visto, ma mi auguro che si faccia sentire nei prossimi giorni» dice il titolare della ricevitoria di via Lamarmora. «In passato ci sono già state altre vincite, una di 55 mila euro e una di 6 mila, ma questa, da quando ho rilevato l’attività tre anni fa, è la più importante e spero contribuisca a far salire il giro d’affari» aggiunge.
Si aspetta che il vincitore si faccia vivo e venga ad offrirle almeno un brindisi? «Beh, sì, mi farebbe piacere», dice, ma non sembra contarci molto.
Del resto è abbastanza normale che chi realizza grosse vincite nelle lotterie si tenga nascosto. Una vera ragione non c’è, anche se molti sono convinti che la precauzione sia dovuta a ragioni fiscali. In realtà il fisco non c’entra. Le vincite delle lotterie sono già tassate. Il vincitore incassa senza pagare una lira di tasse. A indurre alla riservatezza è soprattutto il timore delle questue di amici e parenti. Insomma chi diventa improvvisamente ricco preferisce non farlo sapere per evitare che qualcuno ne approfitti.

4 marzo 2010

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