Gassmann alza il sipario del Sociale

Gassmann alza il sipario del Sociale
Eventi e Cultura 21 Ottobre 2016 ore 06:32

BIELLA - «“Qualcuno volò sul nido del cuculo” è il romanzo che Ken Kesey pubblicò nel 1962, dopo aver lavorato come volontario in un ospedale psichiatrico californiano. Racconta, attraverso gli occhi di Randle Mc Murphy, uno sfacciato delinquente che si finge matto per sfuggire alla galera, la vita dei pazienti di un ospedale psichiatrico statunitense e il trattamento coercitivo che viene loro riservato. Nel 1971, Dale Wasserman ne realizzò, per Broadway, un adattamento scenico, che costituì la base della sceneggiatura dell’omonimo film di Milos Forman, interpretato da Jack Nicholson ed entrato di diritto nella storia del cinema». 

È così che Alessandro Gassmann (in foto), attore nei panni stavolta del regista, sintetizza l’opera alla quale è affidata l’apertura della nuova stagione teatrale di Biella, a cura dell’associazione “Il Contato del Canavese”. Quell’adattamento di “Qualcuno volò sul nido del cuculo” che si materializzerà sul palco del Teatro Sociale Villani domani, sabato 22 ottobre, alle ore 20.30. 

Oggi, la drammaturgia di Wasserman torna in scena, rielaborata dallo scrittore Maurizio de Giovanni che, senza tradirne la forza e la sostanza visionaria, l’ha avvicinato a noi, cronologicamente e geograficamente. Randle Mc Murphy diventa, quindi, Dario Danise e la sua storia e quella dei suoi compagni si trasferiscono nel 1982, nell’Ospedale Psichiatrico di Aversa. Alessandro Gassmann dirige Daniele Russo e Elisabetta Valgoi, firmando una messinscena del tutto personale, ma fedele alle intenzioni dell’originale. Che spiega così: «La malattia, la diversità, la coercizione, la privazione della libertà sono temi che da sempre mi coinvolgono e che amo portare in scena con i miei spettacoli. Dario, il mio McMurphy, è un ribelle anticonformista che comprende subito la condizione alla quale sono sottoposti i suoi compagni di ospedale, creature vulnerabili, passive e inerti. Da quel momento si renderà paladino di una battaglia nei confronti di un sistema repressivo, ingiusto, dannoso e crudele, affrontando così anche un suo percorso interiore che si concluderà tragicamente ma riscatterà una vita fino ad allora sregolata e inconcludente». 

La “lezione” secondo Gassmann. «Un testo che è una lezione d’impegno civile, uno spietato atto d’accusa contro i metodi di costrizione e imposizione adottati all’interno dei manicomi ma anche, e soprattutto, una straordinaria metafora sul rapporto tra individuo e potere costituito, sui meccanismi repressivi della società, sul condizionamento dell’uomo da parte di altri uomini. Un grido di denuncia che scuote le coscienze e fa riflettere». 

Ed ecco il lavoro, complesso, del regista che viene ben simboleggiato dal grande effetto, non semplice da rappresentare, della sequenza finale, la fuga dal manicomio alle riconquista della libertà. «Come sempre lavorerò sui complessi rapporti psicologici tra i vari personaggi, immergendoli in uno spazio scenico realistico e asettico. In questo caso, le videografie, che spesso utilizzo nei miei spettacoli, mi permetteranno di tradurre in immagini i sogni e le allucinazioni dei cosiddetti “diversi”. L’obiettivo che mi pongo è, come sempre, quello di riuscire a far emozionare un pubblico di ogni età, soprattutto i più giovani che forse non conoscono quest’opera». 

Al fianco del Gassmann-regista, un maestro del giallo letterario italiano, Maurizio De Giovanni, napoletano. E autore, per citare l’ultima fatica, di “Serenata senza nome. Notturno per il commissario Ricciardi” (Einaudi). 
Info. Biglietti dai 15 ai 24 euro. Info: 0125-641161. 
Giovanna Boglietti 

BIELLA - «“Qualcuno volò sul nido del cuculo” è il romanzo che Ken Kesey pubblicò nel 1962, dopo aver lavorato come volontario in un ospedale psichiatrico californiano. Racconta, attraverso gli occhi di Randle Mc Murphy, uno sfacciato delinquente che si finge matto per sfuggire alla galera, la vita dei pazienti di un ospedale psichiatrico statunitense e il trattamento coercitivo che viene loro riservato. Nel 1971, Dale Wasserman ne realizzò, per Broadway, un adattamento scenico, che costituì la base della sceneggiatura dell’omonimo film di Milos Forman, interpretato da Jack Nicholson ed entrato di diritto nella storia del cinema». 

È così che Alessandro Gassmann (in foto), attore nei panni stavolta del regista, sintetizza l’opera alla quale è affidata l’apertura della nuova stagione teatrale di Biella, a cura dell’associazione “Il Contato del Canavese”. Quell’adattamento di “Qualcuno volò sul nido del cuculo” che si materializzerà sul palco del Teatro Sociale Villani domani, sabato 22 ottobre, alle ore 20.30. 

Oggi, la drammaturgia di Wasserman torna in scena, rielaborata dallo scrittore Maurizio de Giovanni che, senza tradirne la forza e la sostanza visionaria, l’ha avvicinato a noi, cronologicamente e geograficamente. Randle Mc Murphy diventa, quindi, Dario Danise e la sua storia e quella dei suoi compagni si trasferiscono nel 1982, nell’Ospedale Psichiatrico di Aversa. Alessandro Gassmann dirige Daniele Russo e Elisabetta Valgoi, firmando una messinscena del tutto personale, ma fedele alle intenzioni dell’originale. Che spiega così: «La malattia, la diversità, la coercizione, la privazione della libertà sono temi che da sempre mi coinvolgono e che amo portare in scena con i miei spettacoli. Dario, il mio McMurphy, è un ribelle anticonformista che comprende subito la condizione alla quale sono sottoposti i suoi compagni di ospedale, creature vulnerabili, passive e inerti. Da quel momento si renderà paladino di una battaglia nei confronti di un sistema repressivo, ingiusto, dannoso e crudele, affrontando così anche un suo percorso interiore che si concluderà tragicamente ma riscatterà una vita fino ad allora sregolata e inconcludente». 

La “lezione” secondo Gassmann. «Un testo che è una lezione d’impegno civile, uno spietato atto d’accusa contro i metodi di costrizione e imposizione adottati all’interno dei manicomi ma anche, e soprattutto, una straordinaria metafora sul rapporto tra individuo e potere costituito, sui meccanismi repressivi della società, sul condizionamento dell’uomo da parte di altri uomini. Un grido di denuncia che scuote le coscienze e fa riflettere». 

Ed ecco il lavoro, complesso, del regista che viene ben simboleggiato dal grande effetto, non semplice da rappresentare, della sequenza finale, la fuga dal manicomio alle riconquista della libertà. «Come sempre lavorerò sui complessi rapporti psicologici tra i vari personaggi, immergendoli in uno spazio scenico realistico e asettico. In questo caso, le videografie, che spesso utilizzo nei miei spettacoli, mi permetteranno di tradurre in immagini i sogni e le allucinazioni dei cosiddetti “diversi”. L’obiettivo che mi pongo è, come sempre, quello di riuscire a far emozionare un pubblico di ogni età, soprattutto i più giovani che forse non conoscono quest’opera». 

Al fianco del Gassmann-regista, un maestro del giallo letterario italiano, Maurizio De Giovanni, napoletano. E autore, per citare l’ultima fatica, di “Serenata senza nome. Notturno per il commissario Ricciardi” (Einaudi). 
Info. Biglietti dai 15 ai 24 euro. Info: 0125-641161. 
Giovanna Boglietti