Gaja: «Ampliare il museo entro il 2011»

05 Marzo 2009 ore 13:48
Gaja: «Ampliare il museo entro il 2011»
Il presidente degli alpini rieletto:
«Guardiamo all’adunata di Torino»
 
 
(18 feb) E’ stato appena eletto, ma già pensa al suo successore. Edoardo Gaja, che oggi compie 70 anni, prima pensa al bene degli alpini, poi ai propri interessi. D’altronde è dal 1961, quando si congedò dal servizio di leva, che il presidente della sezione delle penne nere biellesi vive come una seconda pelle l’identità alpina. Nella foto, un momento dell’assemblea in cui è stato rieletto Gaja  

Gaja: «Ampliare il museo entro il 2011»
Il presidente degli alpini rieletto:
«Guardiamo all’adunata di Torino»
 

 


 

E’ stato appena eletto, ma già pensa al suo successore. Edoardo Gaja (a destra), che oggi compie 70 anni, prima pensa al bene degli alpini, poi ai propri interessi. D’altronde è dal 1961, quando si congedò dal servizio di leva, che il presidente della sezione delle penne nere biellesi vive come una seconda pelle l’identità alpina.


L’hanno rieletta domenica, con un mandato triennale, e già pensa di lasciare?
“Calma. La questione è diversa: penso al futuro. Voglio che il passaggio di consegne sia il più naturale possibile. Nel corso del mio mandato, quindi, individuerò la figura ideale che possa sostituirmi, alla luce dei suoi meriti e delle sue capacità».

La poltrona non le interessa… Molto poco italiano.
«Alla sezione serve un presidente motivato, energico e con idee nuove. Farò sempre la mia parte. Ma il domani va programmato oggi, attraverso un lavoro di responsabilizzazione delle persone più valide all’interno del nostro gruppo».

Avrà già in mente qualche nome.
«Ovviamente. Le persone in gamba non ci mancano. Ma vedremo a tempo debito… E non sarà solo una mia decisione. Farò delle proposte e l’ultima parola spetterà al consiglio e ai soci».

Quanti sono gli alpini dell’Ana di Biella?
«Circa 4 mila e 500, più un migliaio di “amici degli alpini”. Ma il dato interessante è un altro: oggi ci sono una decina di biellesi che svolgono il servizio militare nel corpo alpino; quindici anni fa, invece, saranno stati trecento o forse anche di più».

Una polemica contro la legge sull’abolizione della leva obbligatoria?
«Che vada rivista lo dicono in molti.  Il problema non è solo legato alla lenta, ma inesorabile, diminuzione del numero degli alpini. C’è un problema di numeri dei contingenti operativi, che spesso non sono raggiunti nei vari corpi dell’esercito».

Quanti euro servono per associarsi all’Ana?
«Il bollino costa 15,50 euro all’anno. In questi ultimi tempi, purtroppo, mancano diversi rinnovi. Non mi stupirei fosse anche per via della crisi economica».

Addirittura?
«Perché no? L’età media dei soci è alta. E oggi, tutto fa. Ogni anno un’ottantina di alpini “vanno avanti”».

Oltre al successore, quali obiettivi si pone per il suo mandato, il terzo?
«Ampliare il museo, riconosciuto tra i più interessanti d’Italia. Una volta non avevamo spazio neanche per mettere una cartolina, oggi possiamo diventare un punto di riferimento nazionale. Dovremo essere pronti per il 2011, quando a Torino ci sarà l’adunata nazionale e la celebrazione dei 150 anni dell’unità d’Italia».

E quanti soldi servono?
«Diciamo 250 mila euro».

Progetti?
«Li abbiamo presentati in più occasioni all’assessore regionale alla cultura Gianni Oliva, che s’è dichiarato molto interessato».

Altro in cantiere?
«Creare una foresteria. Uno spazio per l’ospitalità, da riservare ai consulenti e ai conferenzieri che invitiamo nella nostra sezione e che oggi vanno in albergo».

Lavori per i quali potrete sempre contare sulle braccia e sulle intelligenze dei tanti alpini e molti  “amici degli alpini”…
«Senza queste disponibilità fisiche e professionali, molte cose ci sarebbero quasi impossibili. La nostra forza in termini di protezione civile nasce da queste qualità. In caso di calamità naturale, abbiamo i mezzi adeguati, ma soprattutto un’ottantina di uomini pronti a correre per prestare soccorso». Parola d’alpino.

p.l.b.

18 febbraio 2009

 

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