Daniele Fabbri, il “timido Anticristo”

Daniele Fabbri, il “timido Anticristo”
Eventi e Cultura 20 Gennaio 2017 ore 09:14

BIELLA - “Il clero che è in noi”. È questa l’espressione che il comico romano Daniele Fabbri usa per rendere l’idea del cuore dello spettacolo, o meglio del sesto monologo live, che lo vede protagonista. E che porta il titolo: “Il timido Anticristo”.L’evento, fissato per domani, sabato 21 gennaio, alle 21.30, a Palazzo Ferrero, nella sede del Biella Jazz Club, poggia su quella che gli organizzatori descrivono come una «comicità di matrice anglosassone, senza censure e dal taglio fortemente satirico», «un tipo di intrattenimento che in Italia sta prendendo sempre più piede, grazie a comici come Giorgio Montanini, Saverio Raimondo e lo stesso Fabbri, che hanno sdoganato lo “stile americano”; non solo nei teatri ma anche in televisione».Largo dunque, al monologo satirico. «Mettendo da parte il cabaret classico fatto di tormentoni e personaggi fittizi, si dà più spazio al monologo satirico che evidenzia le contraddizioni della società senza paura di sbattere la verità in faccia, partendo da esperienze personali per arrivare a concetti universali». Classe 1982, scrittore comico, da 10 anni nel campo della satira, Fabbri porta i suoi monologhi di stand up comedy pura in lungo e in largo per l’Italia, presentandoli tra club e teatri, e ha scritto 25 spettacoli teatrali. La sua carriera conta, poi, lavori in tv - a “Nemico Pubblico” su Rai3, per fare un esempio - ed è autore di programmi radiofonici per Rai, RadioRai, Comedy Central. Con Stefano Antonucci Firma, inoltre, i fumetti “Gesù La Trilogia”, “V for Vangelo”, “Quando C’era L”.Sullo spettacolo che si terrà a Biella, la critica si è così espressa: «Affronta la religione finalmente con un punto di vista nuovo. Fabbri non parla di Chiesa né di bigotti, ma racconta di essere cresciuto in una famiglia credente, di aver lasciato il credo, di essersi reso conto che la moralità acquisita continua a “influenzare” la sua vita, obbligando la coscienza a lottare per imparare nuovamente a distinguere, in maniera adulta, il bene dal male».Giovanna Boglietti

BIELLA - “Il clero che è in noi”. È questa l’espressione che il comico romano Daniele Fabbri usa per rendere l’idea del cuore dello spettacolo, o meglio del sesto monologo live, che lo vede protagonista. E che porta il titolo: “Il timido Anticristo”.L’evento, fissato per domani, sabato 21 gennaio, alle 21.30, a Palazzo Ferrero, nella sede del Biella Jazz Club, poggia su quella che gli organizzatori descrivono come una «comicità di matrice anglosassone, senza censure e dal taglio fortemente satirico», «un tipo di intrattenimento che in Italia sta prendendo sempre più piede, grazie a comici come Giorgio Montanini, Saverio Raimondo e lo stesso Fabbri, che hanno sdoganato lo “stile americano”; non solo nei teatri ma anche in televisione».Largo dunque, al monologo satirico. «Mettendo da parte il cabaret classico fatto di tormentoni e personaggi fittizi, si dà più spazio al monologo satirico che evidenzia le contraddizioni della società senza paura di sbattere la verità in faccia, partendo da esperienze personali per arrivare a concetti universali». Classe 1982, scrittore comico, da 10 anni nel campo della satira, Fabbri porta i suoi monologhi di stand up comedy pura in lungo e in largo per l’Italia, presentandoli tra club e teatri, e ha scritto 25 spettacoli teatrali. La sua carriera conta, poi, lavori in tv - a “Nemico Pubblico” su Rai3, per fare un esempio - ed è autore di programmi radiofonici per Rai, RadioRai, Comedy Central. Con Stefano Antonucci Firma, inoltre, i fumetti “Gesù La Trilogia”, “V for Vangelo”, “Quando C’era L”.Sullo spettacolo che si terrà a Biella, la critica si è così espressa: «Affronta la religione finalmente con un punto di vista nuovo. Fabbri non parla di Chiesa né di bigotti, ma racconta di essere cresciuto in una famiglia credente, di aver lasciato il credo, di essersi reso conto che la moralità acquisita continua a “influenzare” la sua vita, obbligando la coscienza a lottare per imparare nuovamente a distinguere, in maniera adulta, il bene dal male».Giovanna Boglietti