Compravendite case, Biella è ultima

09 Luglio 2009 ore 13:34

Compravendite case,
Biella è ultima
Crolla il mercato nonostante i prezzi bassi

(9 lug) Sarà per colpa dell’isolamento, della carenza di infrastrutture o della morsa stringente della crisi economica e industriale che fa sì che neanche i prezzi bassi possano invogliare all’acquisto. Fatto sta che il mercato del “mattone” biellese è in forte rallentamento, tanto da essere il fanalino di coda a livello regionale.

Compravendite case,
Biella ultima in Piemonte

Crolla il mercato nonostante i prezzi bassi

Sarà per colpa dell’isolamento, della carenza di infrastrutture o della morsa stringente della crisi economica e industriale che fa sì che neanche i prezzi bassi possano invogliare all’acquisto. Fatto sta che il mercato del “mattone” biellese è in forte rallentamento, tanto da essere il fanalino di coda a livello regionale. E’ quanto è emerso dai dati diffusi dall’Agenzia del territorio regionale  e relativi al 2008. Il numero di compravendite immobiliari effettuate lo scorso anno nella provincia è calato del 22,8% rispetto al 2007, anche a fronte di un prezzo di 785 euro al metro quadro, il più basso di tutto il Piemonte. Non solo, la situazione è peggiore se si considerano le compravendite nel solo capoluogo: in un anno le transazioni sono scese del 33%. Anche in questo caso, il prezzo degli immobili, pari a 1.309 euro al metro quadro, è tra i più contenuti a livello regionale.
«Le transazioni sono state in costante calo nel 2008 – spiega Giancarlo Gentile, direttore dell’Agenzia del territorio provinciale – il che significa che il numero delle compravendite si è abbassato di più rispetto a quanto sia aumentato quello dei sequestri».
Franco Busoni, presidente provinciale per la Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali (Fiaip) e membro dell’Osservatorio del mercato immobiliare, spiega: «I dati presi in considerazione dall’Agenzia del territorio non necessariamente riescono a fotografare la situazione reale. Ritengo che il mercato biellese non sia così negativo: certo, non è euforico e risente di qualche segnale di rallentamento già da un paio di anni, ma non è bloccato. Gli appuntamenti con i clienti ci sono, c’è la voglia di acquistare un immobile che, rispetto alla finanza, è un investimento percepito come più sicuro. E non si tratta di un problema di prezzo». Busoni aggiunge: «La riduzione di prezzi registrata, ad esempio, in località turistiche, dipende dal fatto che in certi casi il mercato ha riportato il prezzo a corrispondere a quello “reale”».
Un nodo cruciale, dunque, rimane l’accesso al credito: «E’ sempre più difficile accendere un mutuo: non intendo puntare il dito contro le istituzioni di credito locali ma l’impressione è che l’intero sistema bancario rimanga immobile. Se, da una parte, i tassi di interesse per il mutuo sono scesi, dall’altra è aumentato il ricarico attraverso lo Spread: il risultato è un aumento dei costi per il mutuatario intorno al 50%, un rincaro che va a colpire quei soggetti che obbligatoriamente devono far fronte a richieste di credito per comprare casa».
Si profila una situazione che certo non incentiva la compravendita di immobili e si traduce in crescenti difficoltà per il settore.
Secondo Fiaip, dagli studi di settore emerge un quadro economico preciso circa lo stato di crisi che le attività delle agenzie immobiliari stanno attraversando, evidenziando una flessione media pari al 15-20% per l’anno 2008 a livello nazionale.
Carlo Botto Steglia, presidente della sede biellese della Federazione italiana mediatori agenti d’affari (Fimaa), precisa: «Al di là delle conseguenze della crisi economica internazionale, a Biella la situazione sembra aggravarsi ulteriormente: la gente tende a cercare opportunità altrove quindi il mercato immobiliare è fermo. E’ un rallentamento iniziato già nel 2007 e peggiorato nel 2008. Sembra, però, che nei primi mesi del 2009 ci sia qualche segnale di ripresa: non credo che si possa assistere ad una vera e propria inversione di rotta prima del 2010 ma qualcosa si può fare. Penso, ad esempio, a migliori collegamenti infrastrutturali».
Proprio su questo punto, il Collegio Costruttori Edili insiste da tempo: «E’ necessario che il Biellese esca dall’isolamento perché l’economia, a partire dall’edilizia e dal mercato immobiliare, torni a rivitalizzarsi – ribadisce il presidente, Rino Bazzani -. Qualche piccolo segnale positivo c’è stato nei primi mesi del 2009 ma non si può ancora essere ottimisti, è necessario essere realisti».
Laura Ricardi

9 luglio 2009

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