A cinquant’anni dalla morte di Francesco Cusano, Biella ha ricordato questo pomeriggio il vice questore ucciso il 1° settembre 1976 durante un controllo a un’auto sospetta. Ai Giardini Zumaglini, in Largo Cusano, è stato inaugurato il nuovo monumento dedicato al funzionario di Polizia, alla presenza del capo della Polizia Vittorio Pisani, del questore di Biella Delia Bucarelli, del sindaco Marzio Olivero, del ministro Gilberto Picchetto Fratin e del figlio Maurizio Cusano, oltre alle autorità civili, militari e religiose. Una cerimonia particolarmente sentita, accompagnata dalla presenza della Polizia di Stato, anche con il reparto a cavallo e la Fanfara, e di numerosi cittadini. Dopo lo scoprimento dell’opera, il capo della Polizia Pisani e il questore Bucarelli hanno deposto una corona d’alloro in memoria di Cusano.
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Il picchetto della Polizia di Stato
Le agenti a cavallo della Polizia di Stato
La scoperta del monumento a Francesco Cusano
La scoperta del monumento a Francesco Cusano
Il monumento a Francesco Cusano
La benedizione da parte del vescovo di Biella, Roberto Farinella
La deposizione della corona d'alloro
«Quella notte Biella restò sveglia»
A ricordare ciò che l’omicidio rappresentò per la città è stato il sindaco Marzio Olivero. «Ricordo le prime notizie. Quella notte Biella restò sveglia, frastornata, come se in un istante avesse preso consapevolezza di qualcosa di grave». Nei giorni successivi, ha aggiunto, la città «si sentì orfana, vulnerabile, fragile». Un legame che, secondo Olivero, spiega perché il ricordo sia ancora così vivo mezzo secolo dopo: «Se c’è ancora tanto affetto è perché era legato alla figura professionale e umana di Cusano. In lui sono sempre state riconosciute capacità professionali e doti umane non comuni». Particolarmente personale il ricordo del figlio Maurizio Cusano, che ha seguito le orme del padre diventando a sua volta vice questore. «Ho sentito la città vicina», ha detto, ricordando anche la madre, rimasta vedova per 48 anni: «Mi dispiace che non sia qui, sarebbe stato il coronamento del suo sacrificio». Poi il ricordo del padre: «Lavorava molto, ma era sempre presente. Con gli occhi ti diceva che cosa dovevi fare. Sono stato contento di avere un padre così». Una figura che ha segnato anche la sua scelta professionale: «Per questo ho seguito il suo esempio e sono diventato vice questore anch’io. Ho sentito la sua mancanza da quando è morto».
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Il sindaco di Biella, Marzio Olivero
Il capo della Polizia, Vittorio Pisani
Maurizio Cusano, figlio di Francesco
Il ministro Gilberto Picchetto Fratin
Pisani: «La sua memoria diventi memoria della comunità»
Il capo della Polizia Vittorio Pisani ha inquadrato l’omicidio negli anni in cui il terrorismo iniziava a mostrare tutta la propria violenza. All’epoca, ha ricordato, il contrasto al fenomeno poggiava in larga parte sull’iniziativa dei singoli funzionari di Polizia e degli ufficiali dei Carabinieri. Fu proprio l’attenzione di Cusano a portarlo a notare qualcosa di insolito e ad avvicinarsi alle persone sospette per un controllo. «Oggi abbiamo molti più strumenti per il contrasto al terrorismo», ha osservato Pisani, auspicando che «la memoria del nostro caduto possa diventare memoria comune della comunità». Alla commemorazione è intervenuto anche il ministro Gilberto Pichetto Fratin, che ha ricordato il clima degli anni di piombo e il valore del sacrificio di chi si trovò in prima linea nella difesa dello Stato. «Se oggi possiamo guardare questi eventi come una pagina del passato lo dobbiamo anche a persone come Cusano, che hanno pagato, in alcuni casi, il prezzo più alto». A cinquant’anni di distanza, ha concluso Pichetto Fratin, ricordare Cusano significa non soltanto rendere omaggio a un uomo che perse la vita nell’adempimento del proprio dovere, ma anche «riaffermare i valori per cui quel sacrificio è stato compiuto». Al centro della cerimonia è rimasto il nuovo monumento, collocato nei Giardini Zumaglini e accompagnato dalla targa: «1976-2026. In memoria di Francesco Cusano nel 50° anniversario». Un nuovo segno permanente del legame tra la città e il vice questore ucciso mezzo secolo fa.