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Biella, o “Il Paradiso delle Signore”

Biella, o “Il Paradiso delle Signore”
Eventi e Cultura 18 Dicembre 2015 ore 15:02

«L’azienda di Bertone è stata fondata nel 1852, a Biella. Pensi che è nata da un importante allevamento ovino».  «Pecore?», chiede Pietro Mori. «Inizialmente si occupava della filiera della lana, poi si è allargata a tutto il settore tessile». «Mi sa dire in che acque naviga, adesso?», chiede ancora Mori al suo ragioniere. «Ho saputo che l’azienda ha visto anni migliori».

È così che il Biellese è entrato nella trama della fiction “Il Paradiso della Signore”, in questi giorni in onda su Rai Uno per 10 puntate. Il nostro territorio, immerso nell’atmosfera vitale degli anni Cinquanta, ha prestato l’ispirazione per gli sceneggiatori della serie, diretta dalla regista Monica Vullo. E martedì sera, terza puntata, ne è stato non solo spunto per l’evoluzione della trama, ma ambientazione e sfondo per la romantica storia d’amore che lega Pietro Mori, interpretato dal noto attore Giuseppe Zeno, proprietario del grande magazzino milanese “Il Paradiso delle Signore”, alla sua commessa, la giovane siciliana Teresa Iorio, nella realtà Giusy Buscemi, attrice ed ex Miss Italia numero 73. 

A Biella, Mori e Teresa arrivano dopo che il primo ha acquistato l’azienda di un certo “commendatore Bertone”, pronti a ingraziarsi gli operai locali, che il determinato imprenditore alla commessa descrive così: «I lanifici spuntano come funghi. Mi creda, sono i migliori sulla piazza».

Il panorama dal Piazzo e l’elaborazione creativa della storia, elogio alla qualità del patrimonio industriale biellese, determinano una svolta nella produzione del grande magazzino: non più articoli confezionati, ma una produzione propria per diventare fornitori di se stessi. E, come fiction vuole, la trasferta nell’altrove alimenta l’interesse dei due protagonisti, che fermi in un campo di lucciole  o felici alle prese con un pic-nic, con vista sul Mucrone, alla fine della puntata hanno ceduto, scambiandosi un bacio. Biella, le fabbriche, le lane e gli amori. 

Giovanna Boglietti  

 

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA - VIDEO

«L’azienda di Bertone è stata fondata nel 1852, a Biella. Pensi che è nata da un importante allevamento ovino».  «Pecore?», chiede Pietro Mori. «Inizialmente si occupava della filiera della lana, poi si è allargata a tutto il settore tessile». «Mi sa dire in che acque naviga, adesso?», chiede ancora Mori al suo ragioniere. «Ho saputo che l’azienda ha visto anni migliori».

È così che il Biellese è entrato nella trama della fiction “Il Paradiso della Signore”, in questi giorni in onda su Rai Uno per 10 puntate. Il nostro territorio, immerso nell’atmosfera vitale degli anni Cinquanta, ha prestato l’ispirazione per gli sceneggiatori della serie, diretta dalla regista Monica Vullo. E martedì sera, terza puntata, ne è stato non solo spunto per l’evoluzione della trama, ma ambientazione e sfondo per la romantica storia d’amore che lega Pietro Mori, interpretato dal noto attore Giuseppe Zeno, proprietario del grande magazzino milanese “Il Paradiso delle Signore”, alla sua commessa, la giovane siciliana Teresa Iorio, nella realtà Giusy Buscemi, attrice ed ex Miss Italia numero 73. 

A Biella, Mori e Teresa arrivano dopo che il primo ha acquistato l’azienda di un certo “commendatore Bertone”, pronti a ingraziarsi gli operai locali, che il determinato imprenditore alla commessa descrive così: «I lanifici spuntano come funghi. Mi creda, sono i migliori sulla piazza».

Il panorama dal Piazzo e l’elaborazione creativa della storia, elogio alla qualità del patrimonio industriale biellese, determinano una svolta nella produzione del grande magazzino: non più articoli confezionati, ma una produzione propria per diventare fornitori di se stessi. E, come fiction vuole, la trasferta nell’altrove alimenta l’interesse dei due protagonisti, che fermi in un campo di lucciole  o felici alle prese con un pic-nic, con vista sul Mucrone, alla fine della puntata hanno ceduto, scambiandosi un bacio. Biella, le fabbriche, le lane e gli amori. 

Giovanna Boglietti  

 

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