Artisti della luce illuminano Biella

Artisti della luce illuminano Biella
Eventi e Cultura 06 Gennaio 2016 ore 01:04

BIELLA – Nell’anno internazionale della luce che si sta chiudendo, il progetto artistico che ha portato a Biella la rassegna “Siam come le lucciole” e l’allestimento di altre opere in diversi punti della città, assume alcuni importanti significati: la luce e le sue fonti rinnovabili come motivo di risparmio energetico, ma anche luce come segno di speranza per il futuro nostro e delle prossime generazioni. Nei giorni delle feste è decisamente un tema che “illumina ” (è proprio il caso di dirlo) le nostre giornate d’attesa. 

Non è certo da perdere, quindi, “In luce”, questa rassegna di arte contemporanea e design che, inaugurata il 5 dicembre, ci accompagnerà fino al 10 gennaio riuscendo senza dubbio a sorprenderci e a divertirci.

Protagonista pressocchè assoluta delle mostre a Palazzo Gromo Losa e al Museo del Territorio, è infatti la vernice luminescente, utilizzata come mezzo espressivo da una ventina di artisti per le loro tele o le loro installazioni. Avvalendosi di tale tecnica, le opere che con la luce artificiale appaiono senza consistenza o addirittura quasi invisibili, nell’oscurità acquistano invece tutta la loro bellezza, e più vengono stimolate con punti luce e più si trasformano, mostrando vita e colore. Quasi un gioco, quindi, e una nuova dimensione percettiva nata da un’idea di Raimondo Galeano e Daniela Maccaferri che si è concretizzata nel progetto di Simona Gavioli in collaborazione con la Famiglia Zingarelli.

Ed è proprio dalla passione per l’arte di questa famiglia, fondatrice di una nota azienda vitivinicola nel favoloso Chianti, che nelle cantine di Rocca delle Macìe sono stati ospitati nei mesi scorsi i cosiddetti “artisti della luce” e le loro elaborazioni, ora trasferitisi nei musei biellesi. A Palazzo Gromo Losa, al Piazzo, Raimondo Galeano (che si definisce “pittore illuminato”) ci propone una deliziosa piazza del Popolo a Roma sulla quale potremo divertirci a evidenziare luci e colori. Per spaziare poi sul grande telo-arazzo dove il visitatore può anche lasciare la propria ombra, oppure fermarsi sui grandi classici di Van Gogh, con il suo autoritratto e i celebri girasoli. Girando nelle altre sale ci potremo imbattere in un alieno uscito come per magia dall’immagine di una figurina naif dell’artista tedesca Karin Andersen, oppure nei leprottini a strisce multicolori di Massimiliano Pelletti, e nelle figure di bimbi nascosti nei bauli (ed illuminati da esilissimi fili incandescenti) di Alessandro Lupi. Una parete ci sembrerà ricoperta di fogli di carta bianca, ma una lampada apposita ci farà scoprire che su di essi sono scritti i nostri desideri (un’idea del polacco Piotr Hanzelewicz), mentre nella sala grande troveremo anche un’opera di Omar Ronda risalente agli anni ‘90.

Le opere “con la luce” nascosta si trovano anche al Museo del Territorio (molto suggestiva la visione dell’abbazia di San Galgano, nel senese, firmata da Massimo Catalani) e in molti negozi della città con oggetti di design, opere d’arte contemporanea e lampade d’artista. Per fare della luce un’arte e un simbolo di rinascita.

Luisa Benedetti

BIELLA – Nell’anno internazionale della luce che si sta chiudendo, il progetto artistico che ha portato a Biella la rassegna “Siam come le lucciole” e l’allestimento di altre opere in diversi punti della città, assume alcuni importanti significati: la luce e le sue fonti rinnovabili come motivo di risparmio energetico, ma anche luce come segno di speranza per il futuro nostro e delle prossime generazioni. Nei giorni delle feste è decisamente un tema che “illumina ” (è proprio il caso di dirlo) le nostre giornate d’attesa. 

Non è certo da perdere, quindi, “In luce”, questa rassegna di arte contemporanea e design che, inaugurata il 5 dicembre, ci accompagnerà fino al 10 gennaio riuscendo senza dubbio a sorprenderci e a divertirci.

Protagonista pressocchè assoluta delle mostre a Palazzo Gromo Losa e al Museo del Territorio, è infatti la vernice luminescente, utilizzata come mezzo espressivo da una ventina di artisti per le loro tele o le loro installazioni. Avvalendosi di tale tecnica, le opere che con la luce artificiale appaiono senza consistenza o addirittura quasi invisibili, nell’oscurità acquistano invece tutta la loro bellezza, e più vengono stimolate con punti luce e più si trasformano, mostrando vita e colore. Quasi un gioco, quindi, e una nuova dimensione percettiva nata da un’idea di Raimondo Galeano e Daniela Maccaferri che si è concretizzata nel progetto di Simona Gavioli in collaborazione con la Famiglia Zingarelli.

Ed è proprio dalla passione per l’arte di questa famiglia, fondatrice di una nota azienda vitivinicola nel favoloso Chianti, che nelle cantine di Rocca delle Macìe sono stati ospitati nei mesi scorsi i cosiddetti “artisti della luce” e le loro elaborazioni, ora trasferitisi nei musei biellesi. A Palazzo Gromo Losa, al Piazzo, Raimondo Galeano (che si definisce “pittore illuminato”) ci propone una deliziosa piazza del Popolo a Roma sulla quale potremo divertirci a evidenziare luci e colori. Per spaziare poi sul grande telo-arazzo dove il visitatore può anche lasciare la propria ombra, oppure fermarsi sui grandi classici di Van Gogh, con il suo autoritratto e i celebri girasoli. Girando nelle altre sale ci potremo imbattere in un alieno uscito come per magia dall’immagine di una figurina naif dell’artista tedesca Karin Andersen, oppure nei leprottini a strisce multicolori di Massimiliano Pelletti, e nelle figure di bimbi nascosti nei bauli (ed illuminati da esilissimi fili incandescenti) di Alessandro Lupi. Una parete ci sembrerà ricoperta di fogli di carta bianca, ma una lampada apposita ci farà scoprire che su di essi sono scritti i nostri desideri (un’idea del polacco Piotr Hanzelewicz), mentre nella sala grande troveremo anche un’opera di Omar Ronda risalente agli anni ‘90.

Le opere “con la luce” nascosta si trovano anche al Museo del Territorio (molto suggestiva la visione dell’abbazia di San Galgano, nel senese, firmata da Massimo Catalani) e in molti negozi della città con oggetti di design, opere d’arte contemporanea e lampade d’artista. Per fare della luce un’arte e un simbolo di rinascita.

Luisa Benedetti

 

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