Economia

“Vegea”: ora il filato nasce dal vino

“Vegea”: ora il filato nasce dal vino
Economia 19 Dicembre 2017 ore 14:55

Un innovativo filato fatto con il...vino: è quello messo a punto da “Vegea”, l’azienda milanese fondata, nel 2016, da Gianpiero Tessitore e Francesco Merlino,  e, da gennaio 2017, insediata presso “Progetto Manifattura”, incubatore clean tech di “Trentino Sviluppo” e polo dell’economia circolare. Lo scorso 28 novembre, “Vegea”, azienda che produce biomateriali innovativi per i settori moda e design, è stata premiata al Parlamento Europeo di Bruxelles nell’ambito della “European TOP 50 competition”, una competizione che ogni anno seleziona le cinquanta migliori idee d’impresa del nuovo millennio, tra migliaia presentate da tutto il continente. «Per noi - commenta Francesco Merlino, direttore tecnico di “ Vegea” - è un onore essere stati selezionati come modello virtuoso di economia circolare che risolve le problematiche connesse al sistema economico lineare sempre più insostenibile, inefficiente e costoso in quanto produce rifiuti, inquinamento e sfruttamento delle risorse naturali». Ma per la giovane azienda, l’evento di Bruxelles è stato anche una grande occasione per annunciare il lancio di un nuovo prodotto: oltre al già noto biomateriale da utilizzare come alternativa alle pelli animali e sintetiche, ecco il nuovo progetto “filato dal vino” che verrà utilizzato per la produzione di tessuti innovativi. 

«In collaborazione con le cantine vinicole, stiamo lavorando ad un importante progetto per la valorizzazione, oltre che dei semi e delle bucce dell’uva, anche per i residui di potatura delle viti - spiega, infatti, Francesco Merlino - . Quest’ultimi, infatti, contengono composti polifunzionali dai quali possiamo produrre un filato innovativo che potrà essere usato per i settori moda, arredo e auto». La nuova ricerca di Vegea è incentrata, oltre che sulla realizzazione di tessuti spalmati biobased alternativi alle pelli animali e sintetiche, anche sullo sviluppo di filati per la creazione di nuovi “tessuti dal vino”, andando ad utilizzare una materia totalmente vegetale e rinnovabile. Ogni anno dalla potatura delle vigne con le quali Vegea collabora, si ricavano 1.200 chili di tralci per ettaro. «Per rendersi conto della grande scalabilità del progetto - aggiunge Merlino -, basta pensare che solo in Italia sono presenti circa 650 mila ettari di vigne, e nel mondo 7,5 milioni di ettari».
Giovanni Orso

Nella foto, il Ceo di “Vegea”, Gianpiero Tessitore con un tessuto realizzato dall’azienda

Un innovativo filato fatto con il...vino: è quello messo a punto da “Vegea”, l’azienda milanese fondata, nel 2016, da Gianpiero Tessitore e Francesco Merlino,  e, da gennaio 2017, insediata presso “Progetto Manifattura”, incubatore clean tech di “Trentino Sviluppo” e polo dell’economia circolare. Lo scorso 28 novembre, “Vegea”, azienda che produce biomateriali innovativi per i settori moda e design, è stata premiata al Parlamento Europeo di Bruxelles nell’ambito della “European TOP 50 competition”, una competizione che ogni anno seleziona le cinquanta migliori idee d’impresa del nuovo millennio, tra migliaia presentate da tutto il continente. «Per noi - commenta Francesco Merlino, direttore tecnico di “ Vegea” - è un onore essere stati selezionati come modello virtuoso di economia circolare che risolve le problematiche connesse al sistema economico lineare sempre più insostenibile, inefficiente e costoso in quanto produce rifiuti, inquinamento e sfruttamento delle risorse naturali». Ma per la giovane azienda, l’evento di Bruxelles è stato anche una grande occasione per annunciare il lancio di un nuovo prodotto: oltre al già noto biomateriale da utilizzare come alternativa alle pelli animali e sintetiche, ecco il nuovo progetto “filato dal vino” che verrà utilizzato per la produzione di tessuti innovativi. 

«In collaborazione con le cantine vinicole, stiamo lavorando ad un importante progetto per la valorizzazione, oltre che dei semi e delle bucce dell’uva, anche per i residui di potatura delle viti - spiega, infatti, Francesco Merlino - . Quest’ultimi, infatti, contengono composti polifunzionali dai quali possiamo produrre un filato innovativo che potrà essere usato per i settori moda, arredo e auto». La nuova ricerca di Vegea è incentrata, oltre che sulla realizzazione di tessuti spalmati biobased alternativi alle pelli animali e sintetiche, anche sullo sviluppo di filati per la creazione di nuovi “tessuti dal vino”, andando ad utilizzare una materia totalmente vegetale e rinnovabile. Ogni anno dalla potatura delle vigne con le quali Vegea collabora, si ricavano 1.200 chili di tralci per ettaro. «Per rendersi conto della grande scalabilità del progetto - aggiunge Merlino -, basta pensare che solo in Italia sono presenti circa 650 mila ettari di vigne, e nel mondo 7,5 milioni di ettari».
Giovanni Orso

Nella foto, il Ceo di “Vegea”, Gianpiero Tessitore con un tessuto realizzato dall’azienda

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