Economia

Tessile: più ottimismo per il IV trimestre

Tessile: più ottimismo per il IV trimestre
Economia 10 Ottobre 2015 ore 09:28

Migliora decisamente il sentimento di fiducia delle imprese tessili per il IV trimestre dell’anno. Confindustria Piemonte, nella consueta elaborazione previsionale di trimestre sul manifatturiero piemontese realizzata in collaborazione con Unioncamere Piemonte, Intesa Sanpaolo e UniCredit, sottolinea come la fiducia nelle dinamiche economiche dell’ultima parte dell’anno da parte delle aziende tessili piemontesi veda prevalere gli ottimisti con un saldo pari a +9,5%. Un risultato decisamente significativo, se si tiene conto che, nel trimestre scorso, il saldo ottimisti-pessimisti restituiva un clima sbilanciato sull’altro fronte, avendo incassato un -9%. Non basta: il tessile di Biella (distretto trainante) sente ancora di più il vento in poppa: se il saldo ottimisti-pessimisti degli imprenditori tessili biellesi, nel trimestre scorso, ancora languiva assestandosi ad appena +1,6%, in questa rilevazione previsionale gli ottimisti crescono decisamente, chiudendo il saldo a +20%. Certo, si tratta di dati “qualitativi”. Tuttavia, che nel settore il ritmo sia cambiato lo dice anche l’ultimo dato disponibile di consuntivo (quindi certo) sul tessile regionale dell’indagine di Unioncamere Piemonte sul secondo trimestre: +2,9% (contro una media regionale di tutti i settori del 2,2%).

Al di là del tessile, l’indagine comunque conferma che, nel comparto manifatturiero piemontese, la maggioranza delle imprese prevede un aumento di produzione e ordini. «I risultati della rilevazione - commenta il presidente di Confindustria Piemonte, Gianfranco Carbonato - confermano e rafforzano le aspettative positive da parte delle nostre imprese. Ciò mette in luce come i progressi realizzati nei mesi scorsi avessero basi solide. D’altra parte, non possiamo nasconderci le preoccupazioni per la fragilità della ripresa europea, ancora troppo dipendente dalla dinamica dei mercati esteri e fortemente condizionata da variabili extraeconomiche». 

Per le quasi 950 aziende del campione, le attese sui livelli produttivi rimangono, insomma, ottimistiche. Anzi, come visto appunto per il settore tessile, il tenore dei giudizi è più positivo  rispetto alla precedente rilevazione per tutto il manifatturiero. Complessivamente, infatti, il saldo ottimisti-pessimisti migliora di 7 punti rispetto a giugno, passando da +1,9 a +8,6 punti percentuali.  Analoga tendenza è riferibile alle previsioni sugli ordini totali: le attese restano positive e il saldo ottimisti-pessimisti si rafforza salendo da +1,1 a +6,7 punti percentuali. Migliora anche la previsione per l’occupazione: qui, il saldo passa da +2,8% +5%. Il 18% delle aziende prevede poi di fare ricorso alla Cig: si tratta di una quota identica a quella di giugno. Le previsioni vedono poi l’export in tenuta, con un saldo che passa da +8,9 a +10,3 punti percentuali. 

Un segnale particolarmente incoraggiante viene dall’ulteriore consolidamento del tasso di utilizzo della capacità produttiva (73,1%), ormai sostanzialmente allineato al livello considerato “normale”.  Stabili gli investimenti: la quota di imprese con programmi di un certo impegno (23,2%) si attesta sui valori dei mesi scorsi. Improntata alla stabilità anche la previsione del carnet ordini: il 22% delle aziende ha ordini per meno di un mese, quasi la metà (il 49,7%) ha ordinativi per un periodo di 1-3 mesi, il 16,1% per 3-6 mesi, il 12,2% per oltre 6 mesi. Circa i tempi di pagamento, la media complessiva è di 90 giorni; sale a 124 giorni per la Pubblica amministrazione, in calo significativo, però, rispetto ai livelli prevalenti due o tre  anni fa. 

G.O.

Migliora decisamente il sentimento di fiducia delle imprese tessili per il IV trimestre dell’anno. Confindustria Piemonte, nella consueta elaborazione previsionale di trimestre sul manifatturiero piemontese realizzata in collaborazione con Unioncamere Piemonte, Intesa Sanpaolo e UniCredit, sottolinea come la fiducia nelle dinamiche economiche dell’ultima parte dell’anno da parte delle aziende tessili piemontesi veda prevalere gli ottimisti con un saldo pari a +9,5%. Un risultato decisamente significativo, se si tiene conto che, nel trimestre scorso, il saldo ottimisti-pessimisti restituiva un clima sbilanciato sull’altro fronte, avendo incassato un -9%. Non basta: il tessile di Biella (distretto trainante) sente ancora di più il vento in poppa: se il saldo ottimisti-pessimisti degli imprenditori tessili biellesi, nel trimestre scorso, ancora languiva assestandosi ad appena +1,6%, in questa rilevazione previsionale gli ottimisti crescono decisamente, chiudendo il saldo a +20%. Certo, si tratta di dati “qualitativi”. Tuttavia, che nel settore il ritmo sia cambiato lo dice anche l’ultimo dato disponibile di consuntivo (quindi certo) sul tessile regionale dell’indagine di Unioncamere Piemonte sul secondo trimestre: +2,9% (contro una media regionale di tutti i settori del 2,2%).

Al di là del tessile, l’indagine comunque conferma che, nel comparto manifatturiero piemontese, la maggioranza delle imprese prevede un aumento di produzione e ordini. «I risultati della rilevazione - commenta il presidente di Confindustria Piemonte, Gianfranco Carbonato - confermano e rafforzano le aspettative positive da parte delle nostre imprese. Ciò mette in luce come i progressi realizzati nei mesi scorsi avessero basi solide. D’altra parte, non possiamo nasconderci le preoccupazioni per la fragilità della ripresa europea, ancora troppo dipendente dalla dinamica dei mercati esteri e fortemente condizionata da variabili extraeconomiche». 

Per le quasi 950 aziende del campione, le attese sui livelli produttivi rimangono, insomma, ottimistiche. Anzi, come visto appunto per il settore tessile, il tenore dei giudizi è più positivo  rispetto alla precedente rilevazione per tutto il manifatturiero. Complessivamente, infatti, il saldo ottimisti-pessimisti migliora di 7 punti rispetto a giugno, passando da +1,9 a +8,6 punti percentuali.  Analoga tendenza è riferibile alle previsioni sugli ordini totali: le attese restano positive e il saldo ottimisti-pessimisti si rafforza salendo da +1,1 a +6,7 punti percentuali. Migliora anche la previsione per l’occupazione: qui, il saldo passa da +2,8% +5%. Il 18% delle aziende prevede poi di fare ricorso alla Cig: si tratta di una quota identica a quella di giugno. Le previsioni vedono poi l’export in tenuta, con un saldo che passa da +8,9 a +10,3 punti percentuali. 

Un segnale particolarmente incoraggiante viene dall’ulteriore consolidamento del tasso di utilizzo della capacità produttiva (73,1%), ormai sostanzialmente allineato al livello considerato “normale”.  Stabili gli investimenti: la quota di imprese con programmi di un certo impegno (23,2%) si attesta sui valori dei mesi scorsi. Improntata alla stabilità anche la previsione del carnet ordini: il 22% delle aziende ha ordini per meno di un mese, quasi la metà (il 49,7%) ha ordinativi per un periodo di 1-3 mesi, il 16,1% per 3-6 mesi, il 12,2% per oltre 6 mesi. Circa i tempi di pagamento, la media complessiva è di 90 giorni; sale a 124 giorni per la Pubblica amministrazione, in calo significativo, però, rispetto ai livelli prevalenti due o tre  anni fa. 

G.O.

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