Tessile-moda e e-commerce: boom oppure boomerang?

Tessile-moda e e-commerce: boom oppure boomerang?
22 Aprile 2015 ore 09:06

Tessile-moda e e-commerce: se il 13% delle aziende di settore, nel 2025, immagina la quota dell’e-commerce tra il 16 e il 20% del mercato, il 30% di esse ritiene addirittura che tale quota potrebbe superare il 20% entro 10 anni, andando a penalizzare prevalentemente i negozi multimarca sia appartenenti al dettaglio indipendente sia alle catene. È il risultato della ricerca presentata nel corso del convegno “L’e-commerce  nel tessile-moda: boom o boomerang?” organizzato giovedì scorso a Milano da Smi e Sita Ricerche.

Secondo i dati di Sita Ricerche, in un settore caratterizzato da andamento negativo della spesa dei consumatori italiani (-5% medio negli ultimi 3 anni), l’e-commerce rappresenta un’opportunità di sviluppo per gli operatori di mercato. La sua quota è ancora marginale (il 4,5% della spesa complessiva), ma se si concentra l’analisi ai soli consumatori che acquistano on-line, l’e-commerce ha già raggiunto il 17% di quota: questa misura indica il reale potenziale.

Nonostante la quasi totalità delle aziende del campione vagliate da Sita abbia un sito web, emerge che, oggi, solo il 40% degli associati ha un sito con e-commerce (quota che sale al 54% nel caso delle sole aziende del “valle” della filiera) e l’incidenza di queste vendite sul giro d’affari complessivo, peraltro quasi sempre avviate in tempi molto recenti, raramente supera il 5%. Tuttavia, nonostante numeri ancora limitati, il campione degli intervistati risulta ben consapevole e riconosce numerosi vantaggi attribuiti alla vendita on-line , ma soprattutto ritiene strategicamente importante tale canale (34% del campione totale, quota che sale al 48% nel caso delle aziende operanti a “valle”). Secondo un’indagine svolta da Sita su campione rappresentativo dell’utenza Internet di età compresa tra i 18 e i 65 anni, oltre il 60% dei consumatori ha acquistato on line prodotti del settore, rendendolo category leader dell’e-commerce. Non solo, ma anche fra chi non ha ancora effettuato acquisti di tessile-abbigliamento usando tale canale, oltre il 90% dichiara di voler comprare in futuro prodotti del settore. 

In sede di convegno è poi stato presentato il “Consorzio Netcomm”, costituito con l’obiettivo di supportare la crescita dell’e-commerce in Italia fornendo alle aziende una pluralità di servizi in molte aree: comunicazione, studio, legale, formazione, promozione. La giornata ha visto inoltre una tavola rotonda, moderata da Manuela Mesco del Wall Street Journal, con interventi di Clemente Germanetti (Tollegno 1990, Ragno e Julipet), Stefano Massa (Valstar), Ennio Santagiuliana (Marzotto Lab Divisione Home-Textile).

G.O.

Tessile-moda e e-commerce: se il 13% delle aziende di settore, nel 2025, immagina la quota dell’e-commerce tra il 16 e il 20% del mercato, il 30% di esse ritiene addirittura che tale quota potrebbe superare il 20% entro 10 anni, andando a penalizzare prevalentemente i negozi multimarca sia appartenenti al dettaglio indipendente sia alle catene. È il risultato della ricerca presentata nel corso del convegno “L’e-commerce  nel tessile-moda: boom o boomerang?” organizzato giovedì scorso a Milano da Smi e Sita Ricerche.

Secondo i dati di Sita Ricerche, in un settore caratterizzato da andamento negativo della spesa dei consumatori italiani (-5% medio negli ultimi 3 anni), l’e-commerce rappresenta un’opportunità di sviluppo per gli operatori di mercato. La sua quota è ancora marginale (il 4,5% della spesa complessiva), ma se si concentra l’analisi ai soli consumatori che acquistano on-line, l’e-commerce ha già raggiunto il 17% di quota: questa misura indica il reale potenziale.

Nonostante la quasi totalità delle aziende del campione vagliate da Sita abbia un sito web, emerge che, oggi, solo il 40% degli associati ha un sito con e-commerce (quota che sale al 54% nel caso delle sole aziende del “valle” della filiera) e l’incidenza di queste vendite sul giro d’affari complessivo, peraltro quasi sempre avviate in tempi molto recenti, raramente supera il 5%. Tuttavia, nonostante numeri ancora limitati, il campione degli intervistati risulta ben consapevole e riconosce numerosi vantaggi attribuiti alla vendita on-line , ma soprattutto ritiene strategicamente importante tale canale (34% del campione totale, quota che sale al 48% nel caso delle aziende operanti a “valle”). Secondo un’indagine svolta da Sita su campione rappresentativo dell’utenza Internet di età compresa tra i 18 e i 65 anni, oltre il 60% dei consumatori ha acquistato on line prodotti del settore, rendendolo category leader dell’e-commerce. Non solo, ma anche fra chi non ha ancora effettuato acquisti di tessile-abbigliamento usando tale canale, oltre il 90% dichiara di voler comprare in futuro prodotti del settore. 

In sede di convegno è poi stato presentato il “Consorzio Netcomm”, costituito con l’obiettivo di supportare la crescita dell’e-commerce in Italia fornendo alle aziende una pluralità di servizi in molte aree: comunicazione, studio, legale, formazione, promozione. La giornata ha visto inoltre una tavola rotonda, moderata da Manuela Mesco del Wall Street Journal, con interventi di Clemente Germanetti (Tollegno 1990, Ragno e Julipet), Stefano Massa (Valstar), Ennio Santagiuliana (Marzotto Lab Divisione Home-Textile).

G.O.

 

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