Tessile-moda: Biella al terzo posto in Italia per quota di imprese “Tac”

Tessile-moda: Biella al terzo posto in Italia per quota di imprese “Tac”
Economia 20 Luglio 2017 ore 15:36

Sono 141.523 le imprese italiane del settore moda censite, a fine primo trimestre 2017, dall’Ufficio Studi di Confartigianato nazionale: a conti fatti, esse rappresentano il 2,3% del totale delle imprese, valore che, però,  raddoppia nel caso dell’artigianato (5,9%) a conferma della struttura del settore produttivo, polarizzato rilevantemente sulle Pmi. Oltre i due terzi (69,9%) delle imprese del settore è poi rappresentato dalle 98.870 imprese del comparto “Tac”, acronimo di tessile, abbigliamento e calzature. I dati sono stati diffusi in occasione dell’ultima edizione del salone “Origin Passion and Beliefs” nell’ambito di Milano Unica.  Il peso del settore moda sul totale imprese del 2,3% viene significativamente superato in 33 province italiane, tra cui Biella (5,8%), mentre la quota Tac (69,9%) è superata in 29 province tra cui sempre Biella (89,7%) che è al terzo posto in questa graduatoria, dopo Prato (96,7%) e Fermo (90,2%). «La moda - spiega Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato - è un settore ad alta vocazione artigiana, con una incidenza dell’artigianato sul totale imprese del settore del 55,4%». In quest’ottica, il Piemonte, con un’incidenza del 65,8% di piazza al settimo posto della top ten regionale. A Biella, le imprese artigiane del settore moda rappresentano il 7,4% dell’artigianato. A Biella, gli addetti assorbiti dal settore moda esteso (dati 2015) sono 12.141 ossia il 21,9% degli addetti totali. Di questi, il 98,9% (ossia 12.002 addetti) sono impiegati in aziende Tac. L’artigianato biellese dei settori tessile-abbigliamento calzature assorbe 1.278 dipendenti. Per quanto concerne il cosiddetto “grado di esposizione” per territorio (dato dal rapporto tra le esportazioni nel settore della moda esteso, al 2016, ed il valore aggiunto territoriale, al 2014, ultimo dato disponibile), lo studio di Confartigianato calcola un valore mediamente pari al 4,19%. La regione con il grado di esposizione maggiore è la Toscana con un rapporto del 12,04% delle esportazioni del settore della moda esteso sul valore aggiunto, seguita dal Veneto con l’11,33%; seguono con un grado minore di esposizione, ma comunque superiore alla media le Marche con il 7,04%, l’Emilia Romagna con il 5,26%, il Piemonte con il 4,56% e la Lombardia con il 4,52%. Un grado di esposizione superiore alla media si registra  poi in 28 province, tra cui Biella dove le esportazioni del settore della moda esteso rappresentano oltre un quinto del proprio valore aggiunto a (33,2%). A caratterizzare poi il sistema tessile-moda di Bella è soprattutto un alto indice di specializzazione delle esportazioni, inteso calcolato come il rapporto fra l’export nei comparti della moda nei territori diviso per il totale export manifatturiero del territorio. L’indice biellese è pari a 501,8 ovvero è un indice di iper-specializzazione tra i più alti a livello nazionale, dopo Prato, con il 530,8%, e Fermo, con il 529,3%. In particolare, Biella presenta esportazioni iper-specializzate nel tessile e altamente specializzate nell’abbigliamento, mentre Prato si rivela iper specializzata sia nel tessile sia nell’abbigliamento.

Giovanni Orso

 

Sono 141.523 le imprese italiane del settore moda censite, a fine primo trimestre 2017, dall’Ufficio Studi di Confartigianato nazionale: a conti fatti, esse rappresentano il 2,3% del totale delle imprese, valore che, però,  raddoppia nel caso dell’artigianato (5,9%) a conferma della struttura del settore produttivo, polarizzato rilevantemente sulle Pmi. Oltre i due terzi (69,9%) delle imprese del settore è poi rappresentato dalle 98.870 imprese del comparto “Tac”, acronimo di tessile, abbigliamento e calzature. I dati sono stati diffusi in occasione dell’ultima edizione del salone “Origin Passion and Beliefs” nell’ambito di Milano Unica.  Il peso del settore moda sul totale imprese del 2,3% viene significativamente superato in 33 province italiane, tra cui Biella (5,8%), mentre la quota Tac (69,9%) è superata in 29 province tra cui sempre Biella (89,7%) che è al terzo posto in questa graduatoria, dopo Prato (96,7%) e Fermo (90,2%). «La moda - spiega Enrico Quintavalle, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato - è un settore ad alta vocazione artigiana, con una incidenza dell’artigianato sul totale imprese del settore del 55,4%». In quest’ottica, il Piemonte, con un’incidenza del 65,8% di piazza al settimo posto della top ten regionale. A Biella, le imprese artigiane del settore moda rappresentano il 7,4% dell’artigianato. A Biella, gli addetti assorbiti dal settore moda esteso (dati 2015) sono 12.141 ossia il 21,9% degli addetti totali. Di questi, il 98,9% (ossia 12.002 addetti) sono impiegati in aziende Tac. L’artigianato biellese dei settori tessile-abbigliamento calzature assorbe 1.278 dipendenti. Per quanto concerne il cosiddetto “grado di esposizione” per territorio (dato dal rapporto tra le esportazioni nel settore della moda esteso, al 2016, ed il valore aggiunto territoriale, al 2014, ultimo dato disponibile), lo studio di Confartigianato calcola un valore mediamente pari al 4,19%. La regione con il grado di esposizione maggiore è la Toscana con un rapporto del 12,04% delle esportazioni del settore della moda esteso sul valore aggiunto, seguita dal Veneto con l’11,33%; seguono con un grado minore di esposizione, ma comunque superiore alla media le Marche con il 7,04%, l’Emilia Romagna con il 5,26%, il Piemonte con il 4,56% e la Lombardia con il 4,52%. Un grado di esposizione superiore alla media si registra  poi in 28 province, tra cui Biella dove le esportazioni del settore della moda esteso rappresentano oltre un quinto del proprio valore aggiunto a (33,2%). A caratterizzare poi il sistema tessile-moda di Bella è soprattutto un alto indice di specializzazione delle esportazioni, inteso calcolato come il rapporto fra l’export nei comparti della moda nei territori diviso per il totale export manifatturiero del territorio. L’indice biellese è pari a 501,8 ovvero è un indice di iper-specializzazione tra i più alti a livello nazionale, dopo Prato, con il 530,8%, e Fermo, con il 529,3%. In particolare, Biella presenta esportazioni iper-specializzate nel tessile e altamente specializzate nell’abbigliamento, mentre Prato si rivela iper specializzata sia nel tessile sia nell’abbigliamento.

Giovanni Orso