Economia

Sociale, nessun taglio ai contributi

Sociale, nessun taglio ai contributi
Economia 08 Agosto 2016 ore 13:54

Si è svolta nei giorni scorsi l’assemblea del consorzio socio assistenziale Iris, che ha dato parecchi spunti di riflessione. Ne abbiamo parlato col presidente Paolo Gallana.  Avete deliberato i nuovi contributi che i Comuni verseranno a Iris, c’è qualche novità rispetto al passato?«Tra gli amministratori dei Comuni che fanno parte del Consorzio c'è stata nei mesi scorsi una approfondita discussione sull'organizzazione,  sui servizi offerti, sui loro costi. Sono stati anche analizzati modelli organizzativi diversi ed è stata valutata la possibilità di ridurre alcuni servizi per abbassare le quote di partecipazione. L'assemblea dei Comuni ha valutato che la situazione sociale del nostro territorio non consente una riduzione delle prestazioni sociali ed i Comuni, anche a costo di sacrificare altre attività, hanno deciso di mantenere gli attuali servizi». Quindi qual è stata la decisione finale?«Questo ha portato alla decisione di mantenere le quote a carico dei comuni invariate per il prossimo triennio. Rispetto all'organizzazione occorre considerare che il Consorzio Iris offre i servizi sociali su due livelli: vi sono servizi sovracomunali, come il consultorio famigliare “Il Patio” o il servizio per i giovani “SPAF” o i servizi  per le persone in situazioni di handicap, e vi sono poi i servizi territoriali prestati nelle varie zone in cui è stato suddiviso il territorio del Consorzio. Per quanto riguarda i territori il nostro modello organizzativo prevede che i servizi vengano strutturati sulla base delle esigenze delle diverse zone. E’ stata valutata la possibilità di una  riorganizzazione con la quale realizzare una standardizzazione dei servizi sul territorio ma questa è stata ritenuta inadeguata. L'analisi dei bisogni evidenzia situazioni differenziate, ad esempio, le esigenze della Valle Elvo sono solo in parte uguali a quelle della zona di Gaglianico o della zona di Verrone, e questo richiede che i servizi vengano strutturati in modo diverso negli ambiti territoriali pur garantendo sempre gli stessi diritti ai cittadini».Enzo Panelli  Leggi di più sull’Eco di Biella di lunedì 8 agosto 2016

Si è svolta nei giorni scorsi l’assemblea del consorzio socio assistenziale Iris, che ha dato parecchi spunti di riflessione. Ne abbiamo parlato col presidente Paolo Gallana.  Avete deliberato i nuovi contributi che i Comuni verseranno a Iris, c’è qualche novità rispetto al passato?«Tra gli amministratori dei Comuni che fanno parte del Consorzio c'è stata nei mesi scorsi una approfondita discussione sull'organizzazione,  sui servizi offerti, sui loro costi. Sono stati anche analizzati modelli organizzativi diversi ed è stata valutata la possibilità di ridurre alcuni servizi per abbassare le quote di partecipazione. L'assemblea dei Comuni ha valutato che la situazione sociale del nostro territorio non consente una riduzione delle prestazioni sociali ed i Comuni, anche a costo di sacrificare altre attività, hanno deciso di mantenere gli attuali servizi». Quindi qual è stata la decisione finale?«Questo ha portato alla decisione di mantenere le quote a carico dei comuni invariate per il prossimo triennio. Rispetto all'organizzazione occorre considerare che il Consorzio Iris offre i servizi sociali su due livelli: vi sono servizi sovracomunali, come il consultorio famigliare “Il Patio” o il servizio per i giovani “SPAF” o i servizi  per le persone in situazioni di handicap, e vi sono poi i servizi territoriali prestati nelle varie zone in cui è stato suddiviso il territorio del Consorzio. Per quanto riguarda i territori il nostro modello organizzativo prevede che i servizi vengano strutturati sulla base delle esigenze delle diverse zone. E’ stata valutata la possibilità di una  riorganizzazione con la quale realizzare una standardizzazione dei servizi sul territorio ma questa è stata ritenuta inadeguata. L'analisi dei bisogni evidenzia situazioni differenziate, ad esempio, le esigenze della Valle Elvo sono solo in parte uguali a quelle della zona di Gaglianico o della zona di Verrone, e questo richiede che i servizi vengano strutturati in modo diverso negli ambiti territoriali pur garantendo sempre gli stessi diritti ai cittadini».

Enzo Panelli  

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