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Rapporto Confindustria-Cerved, Pmi piemontesi più reattive alla crisi

Rapporto Confindustria-Cerved, Pmi piemontesi più reattive alla crisi
Economia 25 Maggio 2017 ore 00:06

Ridotto nelle dimensioni, ma ancora spina dorsale dell’economia piemontese: è il sistema delle Pmi di capitali (le piccole-medie imprese nella forma giuridica di Spa, Srl, Saa ecc) come esce fotografato dal recentissimo rapporto di Confindustria-Cerved. Il quadro che ne esce, pur con i segni lasciati dalla crisi del 2008-’09, è comunque confortante sia per tasso di natalità sia per redditività in ripresa. Il II Rapporto di Confindustria-Cerved analizza i bilanci e le dinamiche demografiche di una parte del sistema economico che, a livello nazionale, è formato da 111 mila Pmi di capitali e che sviluppa 168 miliardi di euro di valore aggiunto (oltre il 10% del Pil italiano), con più di 3 milioni di addetti e un fatturato di 727,5 miliardi di euro.

Il Rapporto, focalizzato sui dati 2015, modula l’analisi per macro-aree (Nord Ovest, Nord Est e Centro), ma, guardando dentro all’articolato studio, è possibile ricavare anche dati che riguardano segnatamente il Piemonte. Il sistema delle Pmi di capitali del Nord Ovest è rappresentato (nell’anno in esame) da circa 48 mila realtà, con un fatturato complessivo pari a 329 miliardi di euro, un valore aggiunto di 78 miliardi e un indebitamento finanziario di 89 miliardi. Non solo, ma, rispetto ai 3,8 milioni di occupati su scala nazionale in questo tipo di Pmi, il Nord-Ovest impiega il maggior numero di addetti: 1,4 milioni di occupati (36,4% del totale). A conti fatti, questi numeri dicono che le Pmi del Nord-Ovest rappresentano, in termini economici, quasi il 40% dell’aggregato nazionale.

La realtà piemontese si caratterizza per circa 10 mila Pmi di capitali (9.710) che danno lavoro a poco più di 288 mila addetti (288.019), per un fatturato di 61.987 miliardi e un valore aggiunto di circa 16. La prima buona notizia è che il numero di Pmi di capitali del Nord Ovest (che era tornato a crescere già nel 2014: +0,9%), nel 2015 ha ulteriormente rafforzato la dinamica positiva, con una crescita del +1,8% che ha portato il totale delle società a livelli più vicini a quelli pre-crisi. Di queste Pmi del Nord Ovest, il fatturato è cresciuto del +3% e, in particolare, quello delle realtà piemontesi ha fatto anche meglio: +3,1%. A continuare la crescita è stato anche il loro valore aggiunto (+3,4% per le Pmi del Nord Ovest e +3,8% per quelle piemontesi). Dopo un consistente peggioramento della marginalità operativa, nel periodo 2008- ’09 e 2011-’12, e un recupero lento nei periodi espansivi, dal 2013 il margine operativo lordo delle Pmi di capitali del Nord Ovest è aumentato del +3,3% nel 2014 e del +4,3% nel 2015. Tra il 2014 e il 2015, l’utile corrente ante oneri finanziari è poi risultato in leggero aumento (4,1% dal 4% del 2014) e il Nord-Ovest rimane l’area con le Pmi di capitali più redditizie (4,3%) e con l’indice in crescita. In particolare, le Pmi piemontesi hanno visto questo utile, nel 2015, a quota del +4,4%, in sintonia con l’anno precedente. Il Rapporto segnala poi la ripresa del Roe delle Pmi di capitali italiane: per le realtà piemontesi esso è stato pari al 9,5%: il più elevato dopo quello delle Pmi di capitali venete. Il Rapporto conferma poi l’andamento positivo dei principali indicatori economici anche nelle previsioni per il 2017: il fatturato delle Pmi del Nord Ovest dovrebbe segnare un incremento del +4,3% (su un 2016 stimato chiudere a +3,6%) e il margine operativo lordo una crescita del +4,9% (su un 2016 dato a +4,1%).

Giovanni Orso

Ridotto nelle dimensioni, ma ancora spina dorsale dell’economia piemontese: è il sistema delle Pmi di capitali (le piccole-medie imprese nella forma giuridica di Spa, Srl, Saa ecc) come esce fotografato dal recentissimo rapporto di Confindustria-Cerved. Il quadro che ne esce, pur con i segni lasciati dalla crisi del 2008-’09, è comunque confortante sia per tasso di natalità sia per redditività in ripresa. Il II Rapporto di Confindustria-Cerved analizza i bilanci e le dinamiche demografiche di una parte del sistema economico che, a livello nazionale, è formato da 111 mila Pmi di capitali e che sviluppa 168 miliardi di euro di valore aggiunto (oltre il 10% del Pil italiano), con più di 3 milioni di addetti e un fatturato di 727,5 miliardi di euro.

Il Rapporto, focalizzato sui dati 2015, modula l’analisi per macro-aree (Nord Ovest, Nord Est e Centro), ma, guardando dentro all’articolato studio, è possibile ricavare anche dati che riguardano segnatamente il Piemonte. Il sistema delle Pmi di capitali del Nord Ovest è rappresentato (nell’anno in esame) da circa 48 mila realtà, con un fatturato complessivo pari a 329 miliardi di euro, un valore aggiunto di 78 miliardi e un indebitamento finanziario di 89 miliardi. Non solo, ma, rispetto ai 3,8 milioni di occupati su scala nazionale in questo tipo di Pmi, il Nord-Ovest impiega il maggior numero di addetti: 1,4 milioni di occupati (36,4% del totale). A conti fatti, questi numeri dicono che le Pmi del Nord-Ovest rappresentano, in termini economici, quasi il 40% dell’aggregato nazionale.

La realtà piemontese si caratterizza per circa 10 mila Pmi di capitali (9.710) che danno lavoro a poco più di 288 mila addetti (288.019), per un fatturato di 61.987 miliardi e un valore aggiunto di circa 16. La prima buona notizia è che il numero di Pmi di capitali del Nord Ovest (che era tornato a crescere già nel 2014: +0,9%), nel 2015 ha ulteriormente rafforzato la dinamica positiva, con una crescita del +1,8% che ha portato il totale delle società a livelli più vicini a quelli pre-crisi. Di queste Pmi del Nord Ovest, il fatturato è cresciuto del +3% e, in particolare, quello delle realtà piemontesi ha fatto anche meglio: +3,1%. A continuare la crescita è stato anche il loro valore aggiunto (+3,4% per le Pmi del Nord Ovest e +3,8% per quelle piemontesi). Dopo un consistente peggioramento della marginalità operativa, nel periodo 2008- ’09 e 2011-’12, e un recupero lento nei periodi espansivi, dal 2013 il margine operativo lordo delle Pmi di capitali del Nord Ovest è aumentato del +3,3% nel 2014 e del +4,3% nel 2015. Tra il 2014 e il 2015, l’utile corrente ante oneri finanziari è poi risultato in leggero aumento (4,1% dal 4% del 2014) e il Nord-Ovest rimane l’area con le Pmi di capitali più redditizie (4,3%) e con l’indice in crescita. In particolare, le Pmi piemontesi hanno visto questo utile, nel 2015, a quota del +4,4%, in sintonia con l’anno precedente. Il Rapporto segnala poi la ripresa del Roe delle Pmi di capitali italiane: per le realtà piemontesi esso è stato pari al 9,5%: il più elevato dopo quello delle Pmi di capitali venete. Il Rapporto conferma poi l’andamento positivo dei principali indicatori economici anche nelle previsioni per il 2017: il fatturato delle Pmi del Nord Ovest dovrebbe segnare un incremento del +4,3% (su un 2016 stimato chiudere a +3,6%) e il margine operativo lordo una crescita del +4,9% (su un 2016 dato a +4,1%).

Giovanni Orso

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