Economia

Quando la differenziata diventa un affare

Quando la differenziata diventa un affare
Economia 03 Agosto 2016 ore 09:52

Imparare a differenziare e raggiungere in poco tempo il 70 per cento della raccolta differenziata dei rifiuti sull’intero ambito provinciale, separare correttamente i materiali e ridurre l’inquinamento alla fonte per evitare ogni altra apertura di nuova discarica sul suolo biellese. E, soprattutto, riportare nel territorio un milione di euro all’anno di benefici economici derivanti dai consorzi di filiera e dall’avvio di processi produttivi e nuove star up per la produzione di materiali da rifiuti.
L’idea nasce dal Cosrab, il Consorzio di smaltimento rifiuti dell’area biellese, in collaborazione con Enerbit e Seab, che ha promosso come capofila un progetto cofinanziabile fino a 60mila euro dal Conai per rendere praticabile l’idea di economia circolare e riduzione della produzione di rifiuti e corretto recupero di materiali in tutti i Comuni che vogliono rivoluzionare il loro sistema i raccolta dell’immondizia.

«Il progetto votato all’unanimità dai sindaci nell’ultima assemblea di Cosrab di vederdì scorso - spiega il vice presidente del Consorzio Alessandro Pizzi - è la risposta concreta e praticabile per pensare ad un futuro senza mai più discariche o inceneritori nel territorio biellese. Con l’avvio del progetto nel prossimo settembre, infatti, si prevede la realizzazione di una campagna di comunicazione, informazione pratiche sostenibili e sensibilizzazione sulle tematiche riguardanti i rifiuti e le corrette modalità di gestione degli stessi, evidenziando i vantaggi ambientali, energetici ed economici che derivano dalla corretta differenziazione e
recupero del materiale scartato». Si intende altresì introdurre buone pratiche di gestione rivolte agli esercizi commerciali che saranno invogliati ad attuare buone pratiche sui temi del recupero, riciclo ed riutilizzo dei materiali in modo da essere riconosciuti come attività virtuosa pubblicamente da Cosrab. Nei territori coinvolti dal progetto, in accordo con le amministrazioni comunali e imprese private aderenti si provvederà alla nascita shop center in cui potranno essere venduti oggetti realizzati con i materiali recuperati con la raccolta differenziata dei nostri rifiuti, ad esempio: biciclette, pentole, monopattini, felpe in pile, materiali per edilizia, arredo e oggetti per il giardinaggio prodotto con la collaborazione di aziende e star up locali.

«La campagna di comunicazione, non sarà solo gestita come una campagna tradizionale – continua Pizzi - ma verranno introdotti strumenti tecnologici innovativi ed intelligenti nella comunicazione, come l'ideazione di App per smartphone dedicata che consenta di conoscere il corretto conferimento dei materiali e lo sviluppo di piattaforme multimediali che coinvolgano cittadini e scuole in un “gamification ambientale” interattiva, attiva e premiante. L'intera campagna di comunicazione è strutturata in modo da rendere il cittadino parte attiva della stessa, responsabilizzandolo e rendendolo partecipe delle decisioni che via via verranno messe in campo».

Parimenti il progetto “Differenziati” delle scuole si basa sui concetti fondamentali della “Peer education” e si ispira alle modalità di Agenda 21. I ragazzi saranno coinvolti in classe con attività ludiche e creative che rimanderanno ad approfondimenti da affrontare all'interno delle loro famiglie con attenzione a quanto succede nella loro quotidianità. I ragazzi saranno stimolati e coinvolti con concorsi finalizzati alla realizzazione di vere e proprie campagne di comunicazione, poi presentate alla cittadinanza ed agli amministratori, e che potranno essere di buon esempio per eventuali campagne future. C’è da sottolineare l'importanza che il progetto avrà soprattutto nei confronti degli enti pubblici locali, i quali saranno sensibilizzati, sia dalle stesse scuole che hanno partecipato al progetto, sia con un progetto di formazione strutturata ad hoc e rivolta ai dipendenti pubblici che saranno indotti a fare acquisti verdi applicando le buone pratiche e potenziando la filiera locale. E ad ottobre è in previsione la Prima conferenza provincia- le sull’Economia circolare per lo sviluppo dell’economia locale e di nuova occupazione nel settore del riciclo.
R.E.B.

Imparare a differenziare e raggiungere in poco tempo il 70 per cento della raccolta differenziata dei rifiuti sull’intero ambito provinciale, separare correttamente i materiali e ridurre l’inquinamento alla fonte per evitare ogni altra apertura di nuova discarica sul suolo biellese. E, soprattutto, riportare nel territorio un milione di euro all’anno di benefici economici derivanti dai consorzi di filiera e dall’avvio di processi produttivi e nuove star up per la produzione di materiali da rifiuti.
L’idea nasce dal Cosrab, il Consorzio di smaltimento rifiuti dell’area biellese, in collaborazione con Enerbit e Seab, che ha promosso come capofila un progetto cofinanziabile fino a 60mila euro dal Conai per rendere praticabile l’idea di economia circolare e riduzione della produzione di rifiuti e corretto recupero di materiali in tutti i Comuni che vogliono rivoluzionare il loro sistema i raccolta dell’immondizia.

«Il progetto votato all’unanimità dai sindaci nell’ultima assemblea di Cosrab di vederdì scorso - spiega il vice presidente del Consorzio Alessandro Pizzi - è la risposta concreta e praticabile per pensare ad un futuro senza mai più discariche o inceneritori nel territorio biellese. Con l’avvio del progetto nel prossimo settembre, infatti, si prevede la realizzazione di una campagna di comunicazione, informazione pratiche sostenibili e sensibilizzazione sulle tematiche riguardanti i rifiuti e le corrette modalità di gestione degli stessi, evidenziando i vantaggi ambientali, energetici ed economici che derivano dalla corretta differenziazione e
recupero del materiale scartato». Si intende altresì introdurre buone pratiche di gestione rivolte agli esercizi commerciali che saranno invogliati ad attuare buone pratiche sui temi del recupero, riciclo ed riutilizzo dei materiali in modo da essere riconosciuti come attività virtuosa pubblicamente da Cosrab. Nei territori coinvolti dal progetto, in accordo con le amministrazioni comunali e imprese private aderenti si provvederà alla nascita shop center in cui potranno essere venduti oggetti realizzati con i materiali recuperati con la raccolta differenziata dei nostri rifiuti, ad esempio: biciclette, pentole, monopattini, felpe in pile, materiali per edilizia, arredo e oggetti per il giardinaggio prodotto con la collaborazione di aziende e star up locali.

«La campagna di comunicazione, non sarà solo gestita come una campagna tradizionale – continua Pizzi - ma verranno introdotti strumenti tecnologici innovativi ed intelligenti nella comunicazione, come l'ideazione di App per smartphone dedicata che consenta di conoscere il corretto conferimento dei materiali e lo sviluppo di piattaforme multimediali che coinvolgano cittadini e scuole in un “gamification ambientale” interattiva, attiva e premiante. L'intera campagna di comunicazione è strutturata in modo da rendere il cittadino parte attiva della stessa, responsabilizzandolo e rendendolo partecipe delle decisioni che via via verranno messe in campo».

Parimenti il progetto “Differenziati” delle scuole si basa sui concetti fondamentali della “Peer education” e si ispira alle modalità di Agenda 21. I ragazzi saranno coinvolti in classe con attività ludiche e creative che rimanderanno ad approfondimenti da affrontare all'interno delle loro famiglie con attenzione a quanto succede nella loro quotidianità. I ragazzi saranno stimolati e coinvolti con concorsi finalizzati alla realizzazione di vere e proprie campagne di comunicazione, poi presentate alla cittadinanza ed agli amministratori, e che potranno essere di buon esempio per eventuali campagne future. C’è da sottolineare l'importanza che il progetto avrà soprattutto nei confronti degli enti pubblici locali, i quali saranno sensibilizzati, sia dalle stesse scuole che hanno partecipato al progetto, sia con un progetto di formazione strutturata ad hoc e rivolta ai dipendenti pubblici che saranno indotti a fare acquisti verdi applicando le buone pratiche e potenziando la filiera locale. E ad ottobre è in previsione la Prima conferenza provincia- le sull’Economia circolare per lo sviluppo dell’economia locale e di nuova occupazione nel settore del riciclo.
R.E.B.

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