Pmi: la crisi stimola il cambiamento

Pmi: la crisi stimola il cambiamento
23 Aprile 2015 ore 18:48

La crisi che, nel 2008 ha colpito il manifatturiero e che ancora, per alcuni aspetti perdura, ha tuttavia accelerato le riconversioni e stimolato l’innovazione delle Pmi piemontesi operative nei settori classici del “made in Italy”. Questa una delle conclusioni cui giunge la ricerca promossa dal Gruppo Unipol e curata da “Torino Nord Ovest” presentata lunedì scorso nel capoluogo piemontese. Le 14.500 Pmi piemontesi stanno cambiando pelle, assumendo una mentalità nuova che le rende più internazionali, più proclivi a nuovi modelli di business e dotate di una sempre maggior capacità di fare partnership con soggetti anche stranieri o di filiere diverse. In un contesto non più caratterizzato dalla grande industria, queste Pmi  costituiscono un esercito importante ma, come nota la ricerca, ancora un esercito di “fanteria leggera”. Per Nicolò Zumaglini (Comitato Piccola di Uib e Confindustria Piemonte) e Roberto Francoli (Comitato Piccola Ain), l’indagine fotografa bene la realtà, ma mette anche il dito nella piaga rappresentata da un enorme capacità e potenziale frenati dall’assenza di politiche industriali ad hoc.

Giovanni Orso 

Leggi di più sull’Eco di Biella di giovedì 23 aprile 

La crisi che, nel 2008 ha colpito il manifatturiero e che ancora, per alcuni aspetti perdura, ha tuttavia accelerato le riconversioni e stimolato l’innovazione delle Pmi piemontesi operative nei settori classici del “made in Italy”. Questa una delle conclusioni cui giunge la ricerca promossa dal Gruppo Unipol e curata da “Torino Nord Ovest” presentata lunedì scorso nel capoluogo piemontese. Le 14.500 Pmi piemontesi stanno cambiando pelle, assumendo una mentalità nuova che le rende più internazionali, più proclivi a nuovi modelli di business e dotate di una sempre maggior capacità di fare partnership con soggetti anche stranieri o di filiere diverse. In un contesto non più caratterizzato dalla grande industria, queste Pmi  costituiscono un esercito importante ma, come nota la ricerca, ancora un esercito di “fanteria leggera”. Per Nicolò Zumaglini (Comitato Piccola di Uib e Confindustria Piemonte) e Roberto Francoli (Comitato Piccola Ain), l’indagine fotografa bene la realtà, ma mette anche il dito nella piaga rappresentata da un enorme capacità e potenziale frenati dall’assenza di politiche industriali ad hoc.

Giovanni Orso 

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