Economia

Più artigianato in rosa sul web

Più artigianato in rosa sul web
Economia 13 Dicembre 2016 ore 17:31

Il 73,4% delle imprese femminili artigiane sono attive sul web: il 75,2% dispone di un sito web, il 67,8% di un profilo social e il 9,6% è attivo su negozi di e-commerce e/o su una piattaforma di servizi on-line. Questi alcuni dei dati del recentissimo studio di Confartigianato realizzato su un campione di 912 imprenditrici artigiane dell’età media di 47 anni. In particolare, Il 38,6% delle imprenditrici intervistate sono a capo di imprese B2B, mentre il 61,4% guida invece imprese B2C. Inoltre, il 69,8% delle imprenditrici del campione lavora in imprese con meno di 5 addetti e il 73,5% delle imprenditrici opera in imprese con oltre 10 anni di età.

Quello del rapporto tra impresa artigiana femminile e mondo digitale, peraltro, è solo uno degli aspetti complessivi dello studio di Confartigianato che scandaglia anche il rapporto tra la dimensione imprenditoriale e familiare facendo luce sulle dinamiche di conciliazione  famiglia-lavoro (il 44,3% delle intervistate rileva difficoltà penalizzanti nel conciliare impegni lavorativi e familiari; il 14,5% è fortemente penalizzata nelle attività lavorative e il 29,8% è penalizzata, oltre che nell’attività lavorativa, anche nelle altre attività professionali non familiari) e il rapporto con i soggetti erogatori del credito (il 61,7% delle imprese femminili hanno linee di credito attive. Il 39,5% delle imprenditrici ha riscontrato maggiori difficoltà nell'accesso al credito nel corso del 2016).

Nell’86,6% dei casi, le imprenditrici artigiane del campione di Confartigianato  ha creato sui social un account ad hoc dedicato all’impresa. Per motivi professionali le imprenditrici sono maggiormente propense all’utilizzo di Facebook (92,8%); a seguire Google (58,5%), Instagram (44,9%) e LinkedIn (44,9%). La propensione ad utilizzare i social tra le imprenditrici si è sviluppata gradualmente: l’80,3% delle imprenditrici che hanno attivato un account Facebook dell’impresa dispongono anche di un sito web. Questo testimonia che i social integrano la presenza dell’impresa sul web. Il 22,8% delle imprese femminili utilizzano o utilizzeranno in futuro tecnologie digitali. Dallo studio emerge poi che, per quanto riguarda le imprese digitali, il 30% appartiene al settore Manifatturiero, Comunicazione e Ict, il 27%  a quello dell’Edilizia e installazione di impianti e il 17,6% delle imprese dei Servizi. Tra le imprese che oggi utilizzano tecnologie digitali nelle aziende (18%) si osserva una maggior diffusione dell’Internet delle Cose (48,7%), dei Social Manufacturing (40,1%) e della Manifattura 3d (37,5%).

Il 3% delle imprese offre beni e/o servizi su piattaforme di sharing economy. Il 23,5% delle imprese risente o prevede di risentire in futuro della concorrenza dei servizi offerti su piattaforme di sharing economy: il 9,1% ne risente già ora mentre il 14,4% teme di risentirne nei prossimi anni.

G.O.

Il 73,4% delle imprese femminili artigiane sono attive sul web: il 75,2% dispone di un sito web, il 67,8% di un profilo social e il 9,6% è attivo su negozi di e-commerce e/o su una piattaforma di servizi on-line. Questi alcuni dei dati del recentissimo studio di Confartigianato realizzato su un campione di 912 imprenditrici artigiane dell’età media di 47 anni. In particolare, Il 38,6% delle imprenditrici intervistate sono a capo di imprese B2B, mentre il 61,4% guida invece imprese B2C. Inoltre, il 69,8% delle imprenditrici del campione lavora in imprese con meno di 5 addetti e il 73,5% delle imprenditrici opera in imprese con oltre 10 anni di età.

Quello del rapporto tra impresa artigiana femminile e mondo digitale, peraltro, è solo uno degli aspetti complessivi dello studio di Confartigianato che scandaglia anche il rapporto tra la dimensione imprenditoriale e familiare facendo luce sulle dinamiche di conciliazione  famiglia-lavoro (il 44,3% delle intervistate rileva difficoltà penalizzanti nel conciliare impegni lavorativi e familiari; il 14,5% è fortemente penalizzata nelle attività lavorative e il 29,8% è penalizzata, oltre che nell’attività lavorativa, anche nelle altre attività professionali non familiari) e il rapporto con i soggetti erogatori del credito (il 61,7% delle imprese femminili hanno linee di credito attive. Il 39,5% delle imprenditrici ha riscontrato maggiori difficoltà nell'accesso al credito nel corso del 2016).

Nell’86,6% dei casi, le imprenditrici artigiane del campione di Confartigianato  ha creato sui social un account ad hoc dedicato all’impresa. Per motivi professionali le imprenditrici sono maggiormente propense all’utilizzo di Facebook (92,8%); a seguire Google (58,5%), Instagram (44,9%) e LinkedIn (44,9%). La propensione ad utilizzare i social tra le imprenditrici si è sviluppata gradualmente: l’80,3% delle imprenditrici che hanno attivato un account Facebook dell’impresa dispongono anche di un sito web. Questo testimonia che i social integrano la presenza dell’impresa sul web. Il 22,8% delle imprese femminili utilizzano o utilizzeranno in futuro tecnologie digitali. Dallo studio emerge poi che, per quanto riguarda le imprese digitali, il 30% appartiene al settore Manifatturiero, Comunicazione e Ict, il 27%  a quello dell’Edilizia e installazione di impianti e il 17,6% delle imprese dei Servizi. Tra le imprese che oggi utilizzano tecnologie digitali nelle aziende (18%) si osserva una maggior diffusione dell’Internet delle Cose (48,7%), dei Social Manufacturing (40,1%) e della Manifattura 3d (37,5%).

Il 3% delle imprese offre beni e/o servizi su piattaforme di sharing economy. Il 23,5% delle imprese risente o prevede di risentire in futuro della concorrenza dei servizi offerti su piattaforme di sharing economy: il 9,1% ne risente già ora mentre il 14,4% teme di risentirne nei prossimi anni.

G.O.