Per i distretti, export da record nel II trimestre

Per i distretti, export da record nel II trimestre
30 Settembre 2014 ore 11:25

Nel contesto attuale caratterizzato da una crisi prolungata che ha ridotto fatturati e compresso margini,  i distretti industriali, pur soffrendo, restano formula vitale e vincente.

 I dati che arrivano dal Monitor dei Distretti, curato dal servizio studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo e diffuso mercoledì, dicono chiaramente che chi,  mettendo insieme i segni meno della crisi, si è sentito autorizzato a intonare un de profundis al modello distretto, ha compiuto un’operazione quantomeno azzardata. A soffrire, semmai, sono le singole imprese più che i  modelli distrettuali. Anzi, a dirla tutta, le imprese dei distretti reggono meglio le libecciate della crisi.

Segnali. Il Monitor, concentrando l’analisi sul consuntivo del II trimestre 2014, non lascia spazio a dubbi e conferma un trend ormai consolidato anche nelle rilevazioni precedenti: nel periodo in esame, l’export dei distretti del made in Italy, pur rallentando, ha continuato a crescere, facendo registrare un aumento tendenziale del +3,1%. Nel complesso dei primi sei mesi 2014, i distretti hanno toccato la cifra record di 43,1 miliardi: un valore mai raggiunto prima. Non solo, ma, ancora una volta, i distretti italiani, a parità di specializzazione produttiva, hanno dimostrato di saper far meglio sia delle aree non distrettuali (+3,1% contro un +2%) sia dell’intero manifatturiero italiano (+1,2%). Il dato, inoltre, conferma la maggior tenuta rispetto ai principali competitor europei: l’export di manufatti tedesco, infatti,  ha subito un calo dello 0,3% e quello francese del -1,2%.

Le aree. Il Monitor redige una classifica dei primi 30 distretti del manifatturiero made in Italy per i quali  la crescita dell’export è stata particolarmente brillante: un quinto di essi è costituito da distretti del tessile-abbigliamento. Complessivamente, peraltro, i distretti del sistema moda, dopo un buon 2013, si sono rivelati particolarmente dinamici (+6,3%), ma anche quelli specializzati in beni intermedi del sistema moda hanno realizzato una buona performance (+2,6%) battendo quelli dei prodotti in metalli, della meccanica e del food and beverage.

I tessili. Fermando lo sguardo sui principali distretti tessili, l’export del II trimestre si è rivelato particolarmente in crescita ad Arezzo e Prato. Nei due distretti toscani,  l’export ha fatto registrare un +22,4% (+20,8% nel primo semestre) nel primo caso e un +10,2% (+11,3% nel primo semestre complessivo) nel secondo. Nello stesso periodo, anche il tessile-serico comasco si è rivelato particolarmente reattivo, registrando un +7% di incremento export (+9% nel semestre). Il laniero made in Biella ha realizzato invece una crescita del proprio export pari a +4,5% (+4,7% nel semestre). Tra aprile e giugno 2014, la domanda estera di filati made in Biella ha avuto un incremento del +4,8%, quella di tessuti di lana del +2,6% e quella di abbigliamento del +9,6% . Incremento anche per l’export di meccanotessile biellese: +2% nel II trimestre e +5,5% nel primo semestre complessivo.
Giovanni Orso
orso@primabiella.it

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