Per fine anno, l’industria made in Biella vede positivo

Per fine anno, l’industria made in Biella vede positivo
02 Ottobre 2014 ore 11:43

Le aziende del manifatturiero biellese guardano all’ultimo trimestre dell’anno in un clima di incertezza che, tuttavia, non impedisce il ritorno in area positiva delle previsioni concernenti l’indice degli ordinativi e della produzione.

Seppur ancora tra le difficoltà del momento, nei saldi di opinione dell’indagine congiunturale previsionale realizzata dall’Area Economia d’Impresa dell’Uib, sono infatti gli ottimisti a prevalere rispetto ai pessimisti che avevano invece caratterizzato la rilevazione scorsa. I risultati dell’indagine sono stati presentati ieri mattina in Camera Commercio Biella, insieme a quelli della rilevazione a consuntivo sul II trimestre curata dall’ufficio studi dell’ente camerale in collaborazione con Unioncamere Piemonte.

Prospettive. Come spiegato dal responsabile Area Economia d’Impresa Uib, Andrea Parolo, l’indagine per il IV  trimestre dell’anno vede migliorare le previsioni  del manifatturiero biellese per quanto riguarda gli ordinativi dall’estero, restituendo un saldo ottimisti/pessimisti del +19,2% contro il +16,3% del terzo trimestre. Non solo ma ritornano in area positiva due indicatori che, nella scorsa rilevazione previsionale, si connotavano invece per il segno meno: previsione circa gli ordini totali e previsione relativa alla produzione. Nel primo caso,  il saldo ottimisti/pessimisti sale a +8,3% rispetto al precedente -1%, mentre nel secondo caso il saldo fa registrare un +12,8% rispetto al -1,9% del terzo trimestre. Si confermano invece di segno negativo le previsioni per quanto riguarda l’aumento dell’occupazione (il saldo ottimisti/pessimisti si attesta a -1,8%, confermando le previsioni precedenti quando il saldo era -1,9%) e la redditività (-6,5% contro il -11,5% del terzo trimestre). Infine, mentre l’intenzione di ricorso alla Cig è segnalata dal 26,6% delle imprese dell’indagine Uib, i ritardi nei tempi di pagamento sono segnalati da oltre il 30% delle imprese manifatturiere (e da oltre il 40% di quelle dei servizi che peraltro rappresentano il 19% del campione): livelli comunque inferiori a quelli della media regionale (50%). «L’incertezza domina ancora – dice il vicepresidente Uib,  Emanuele Scribanti  (foto a lato, dall’alto)-. Da un lato permangono aspettative positive sugli ordini, quindi in definitiva sulla produzione; dall’altro, la redditività è prevista in peggioramento. L’export si conferma il motore trainante del manifatturiero made in Biella, però questo fattore non può essere considerato come sufficiente da solo ad agganciare la ripresa. È chiaro che una situazione come l’attuale, con materie prime stabili ed un riequilibrio del rapporto euro-dollaro, può stimolare un maggior ottimismo. Sul tappeto restano, però, i problemi di fondo delle imprese i quali continuano a coincidere con la prolungata recessione resa più difficile da sostenere a causa del carico fiscale (la riduzione del 10% dell’Irap non è minimamente sufficiente) e dall’incertezza di certe norme come quelle relative al credito d’imposta su ricerca e innovazione, misura che dovrebbe essere resa strutturale».

Consuntivo. Un’analisi fatta propria anche dal presidente di Camera Commercio Biella, Andrea Fortolan che ha, invece, commentato soprattutto i dati che sono usciti dall’analisi a consuntivo sull’andamento del manifatturiero biellese durante il secondo trimestre 2014 che, dopo tre trimestri consecutivi di crescita, ha visto tornare in campo il segno meno. Infatti, nel periodo aprile-giugno, la variazione grezza della produzione industriale biellese è stata del -0,1% su base tendenziale: il risultato peggiore nel contesto regionale dove le atre province hanno comunque, seppur in misura diversa, incassato ancora un segno positivo. Peraltro, il dato è frutto  di un andamento differenziato: Tessitura (+6,1%), Industrie Meccaniche (+2,6%), Altre Industrie Manifatturiere (-3,4%), Altre Industrie Tessili (-2,9%), Finissaggio (-2,1%), Filatura (-1,9%). Non solo, ma le grandi imprese (over 250 addetti) riflettono, con un +4%, un andamento migliore delle medie (+2%) e delle piccole imprese (+2,4%). Decremento invece del -4% per le microipmrese. Alla sostanziale stazionarietà della produzione, si contrappongono i risultati negativi per gli ordinativi nazionali (-1,7%) ed esteri (-5,3%). Il tessile rappresentato da Tessitura e Altre Industrie Tessili, incassa però sul fronte degli ordinativi esteri  rispettivamente un +20,8% ed un +21,6%. «Dopo tre trimestri consecutivi di crescita – commenta Andrea Fortolan (foto a lato, sotto) -, la produzione industriale biellese rallenta, rivelando tuttavia buone performance a livello settoriale, come per il caso della Tessitura. Il contesto economico attuale del Paese non pare offrire  prospettive. Dall’attuale Governo, ci saremmo aspettati ben altre misure e altro atteggiamento, dalla riduzione dell’Irap  al ridimensionamento delle Camere di Commercio che, così come è stato fatto, costituisce invece un grave errore».
Giovanni Orso

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