Paolo Bodo rileva “Biella Collezioni” e presenta la prima collezione uomo con cuore in “Thindown”

Paolo Bodo rileva “Biella Collezioni” e presenta la prima collezione uomo con cuore in “Thindown”
Economia 20 Gennaio 2017 ore 15:00

MILANO - Ci pensava da molti anni, l’imprenditore biellese Paolo Bodo (in foto), inseguendo peraltro un sogno di generazioni di tessitori: quello di trasformare la piuma d’oca in un vero e proprio rivoluzionario tessuto. Lui, biellese (e quindi tenace) lavorando, sin dal 2008, in team con esperti ed ingegneri internazionali e partendo da un’intuizione del canadese Ron Reuben (massimo esperto di produzione ed esportazione di piuma d’oca) è riuscito a creare questa sorta di “pietra filosofale” del tessile e lo ha chiamato “Thindown” . Lunedì scorso, a Milano, al WfyLab by Wivian’s Factory di via Bernina 1, in concomitanza con “Milano Moda Uomo”, la più importante rassegna dell’universo maschile, ha avuto luogo la presentazione della prima collezione uomo autunno-inverno al 100% made in Italy  con il “cuore” proprio in “Thindown”. Una collezione sotto l’egida del marchio “Biella Collezioni” che Bodo, con una cordata di investitori italiani e esteri, ha rilevato nei mesi scorsi. «Una tecnologia e un tessuto così rivoluzionario - spiega, infatti, Paolo Bodo - non potevano non accompagnarsi alla tradizione rappresentata dal patrimonio valoriale del distretto tessile biellese». Bodo, per definire la tecnologia e il tessuto “Thindown” usa un aggettivo inglese: disruptiveossia dirompente. In effetti, “Thindown” è oggi il primo e unico tessuto al mondo realizzato in piuma d’oca 100% naturale. La produzione, rigorosamente made in Italy, di “Thindown” da parte di Nipi (la società  fondata appositamente da Bodo, Ceo e azionista di riferimento, la quale detiene i diritti del brevetto e della tecnologia) è iniziata, nel 2015, nel nuovo stabilimento di Chieti, in Abruzzo, dove è custodito Nipi R40: «Si tratta dell’innovativo macchinario  “gioiello” di altissima tecnologia - spiega Paolo Bodo - su cui abbiamo investito oltre tre milioni di euro e che è dedicato alla realizzazione di questa stoffa rivoluzionaria, che trasforma le piume d’oca in tessuto fermo». Il kick off produttivo, nel 2015, ha visto la sigla di un accordo con Molina & C., azienda operativa da oltre cento anni  nella lavorazione della piuma d’oca. La produzione 2016 ha superato i 300 mila metri preventivati grazie ad accordi firmati con big del calibro di Brioni, Peuterey, Aspesi, Luciano Barbera e Bogner, mentre il 2017 si prepara a essere ancora più brillante. Del resto, Paolo Bodo è un esperto capitano di lungo corso del tessile. Co-fondatore della linea Fila White e ideatore di Fila Sport (1970-’75), Paolo Bodo è stato il primo a introdurre marchi fashion nello sport. Imprenditore e consulente di importanti gruppi internazionali del mondo della moda (tra cui Valentino, Versace, Ungaro e Cerruti 1881), Bodo ha fondato e gestito le controllate asiatiche del Gruppo Sixty, fino alla cessione di quest’ultimo a un primario gruppo cinese. «L’industria del tessile e della moda - spiega Bodo -  si trova oggi davanti a sfide epocali che spingono a mettere insieme innovazione, sostenibilità e tradizione. Per questo, “Thindown”, con i suoi connotati di tessuto naturale, ecologico, sterilizzato e biodegradabile, non poteva prescindere, nella prospettiva delle collezioni di capi di abbigliamento, da un legame con Biella, distretto tessile storico sinonimo di assoluta eccellenza».  Qualche mese fa,  quindi, Bodo, in  cordata con alcuni investitori italiani e esteri, ha rilevato il marchio “Biella Collezioni” che, dal 1990, ha sempre saputo interpretare lo stile, la classe, la qualità, il valore come carattere fondamentale di un’eleganza sobria. «È con questo marchio che oggi facciamo debuttare la nostra prima collezione uomo che ha “Thindown” come cuore e vede l’abbinamento di questo rivoluzionario prodotto con i pregiati tessuti biellesi dei migliori e più blasonati lanifici del distretto. Tutto è al 100% made in Italy:  la sartorialità italiana, la tradizione biellese e l’innovazione si fondono in una collezione complice silenziosa di un sogno realizzato».

Giovanni Orso     

MILANO - Ci pensava da molti anni, l’imprenditore biellese Paolo Bodo (in foto), inseguendo peraltro un sogno di generazioni di tessitori: quello di trasformare la piuma d’oca in un vero e proprio rivoluzionario tessuto. Lui, biellese (e quindi tenace) lavorando, sin dal 2008, in team con esperti ed ingegneri internazionali e partendo da un’intuizione del canadese Ron Reuben (massimo esperto di produzione ed esportazione di piuma d’oca) è riuscito a creare questa sorta di “pietra filosofale” del tessile e lo ha chiamato “Thindown” . Lunedì scorso, a Milano, al WfyLab by Wivian’s Factory di via Bernina 1, in concomitanza con “Milano Moda Uomo”, la più importante rassegna dell’universo maschile, ha avuto luogo la presentazione della prima collezione uomo autunno-inverno al 100% made in Italy  con il “cuore” proprio in “Thindown”. Una collezione sotto l’egida del marchio “Biella Collezioni” che Bodo, con una cordata di investitori italiani e esteri, ha rilevato nei mesi scorsi. «Una tecnologia e un tessuto così rivoluzionario - spiega, infatti, Paolo Bodo - non potevano non accompagnarsi alla tradizione rappresentata dal patrimonio valoriale del distretto tessile biellese». Bodo, per definire la tecnologia e il tessuto “Thindown” usa un aggettivo inglese: disruptiveossia dirompente. In effetti, “Thindown” è oggi il primo e unico tessuto al mondo realizzato in piuma d’oca 100% naturale. La produzione, rigorosamente made in Italy, di “Thindown” da parte di Nipi (la società  fondata appositamente da Bodo, Ceo e azionista di riferimento, la quale detiene i diritti del brevetto e della tecnologia) è iniziata, nel 2015, nel nuovo stabilimento di Chieti, in Abruzzo, dove è custodito Nipi R40: «Si tratta dell’innovativo macchinario  “gioiello” di altissima tecnologia - spiega Paolo Bodo - su cui abbiamo investito oltre tre milioni di euro e che è dedicato alla realizzazione di questa stoffa rivoluzionaria, che trasforma le piume d’oca in tessuto fermo». Il kick off produttivo, nel 2015, ha visto la sigla di un accordo con Molina & C., azienda operativa da oltre cento anni  nella lavorazione della piuma d’oca. La produzione 2016 ha superato i 300 mila metri preventivati grazie ad accordi firmati con big del calibro di Brioni, Peuterey, Aspesi, Luciano Barbera e Bogner, mentre il 2017 si prepara a essere ancora più brillante. Del resto, Paolo Bodo è un esperto capitano di lungo corso del tessile. Co-fondatore della linea Fila White e ideatore di Fila Sport (1970-’75), Paolo Bodo è stato il primo a introdurre marchi fashion nello sport. Imprenditore e consulente di importanti gruppi internazionali del mondo della moda (tra cui Valentino, Versace, Ungaro e Cerruti 1881), Bodo ha fondato e gestito le controllate asiatiche del Gruppo Sixty, fino alla cessione di quest’ultimo a un primario gruppo cinese. «L’industria del tessile e della moda - spiega Bodo -  si trova oggi davanti a sfide epocali che spingono a mettere insieme innovazione, sostenibilità e tradizione. Per questo, “Thindown”, con i suoi connotati di tessuto naturale, ecologico, sterilizzato e biodegradabile, non poteva prescindere, nella prospettiva delle collezioni di capi di abbigliamento, da un legame con Biella, distretto tessile storico sinonimo di assoluta eccellenza».  Qualche mese fa,  quindi, Bodo, in  cordata con alcuni investitori italiani e esteri, ha rilevato il marchio “Biella Collezioni” che, dal 1990, ha sempre saputo interpretare lo stile, la classe, la qualità, il valore come carattere fondamentale di un’eleganza sobria. «È con questo marchio che oggi facciamo debuttare la nostra prima collezione uomo che ha “Thindown” come cuore e vede l’abbinamento di questo rivoluzionario prodotto con i pregiati tessuti biellesi dei migliori e più blasonati lanifici del distretto. Tutto è al 100% made in Italy:  la sartorialità italiana, la tradizione biellese e l’innovazione si fondono in una collezione complice silenziosa di un sogno realizzato».

Giovanni Orso