"Ora, riforme in fretta per ripartire"

"Ora, riforme in fretta per ripartire"
Economia 03 Giugno 2014 ore 14:18

Le grandi questioni (il cahier de doléances, insomma) restano purtroppo sempre quelle. A cambiare, però, oggi sono finalmente il contesto e i protagonisti. E’ questo l’humus da cui germina quella nuova fiducia che il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha saputo trasmettere agli imprenditori riuniti a Roma, mercoledì e giovedì scorsi, per l’annuale assise plenaria dell’associazione. Una fiducia ed una spinta motivazionale che i biellesi componenti la delegazione all’assemblea hanno riportato a Biella.

I punti. Pragmatica ed efficace, l’agenda di Squinzi riflessa nel suo discorso ha toccato alcuni punti essenziali: certezza del diritto, semplificazioni, fiscalità stabile e alleggerita, recupero dell’evasione, efficientamento della spesa pubblica, riforma del Titolo V della Costituzione, stabilità delle legislature sono le tappe di un cammino necessario che ora, grazie ai risultati usciti dalle urne dopo le consultazioni elettorali europee, deve essere compiuto davvero. Squinzi non ne ha fatto mistero: dalle urne, ha detto, esce per Renzi, forte di un risultato senza precedenti per il Pd, un vero mandato per il cambiamento. Ed il semestre italiano di presidenza Ue può essere uno strumento eccezionale per dare linfa alla priorità della crescita e del lavoro.

Fiducia. «Si è trattato di un discorso “pieno” - dice il presidente degli industriali biellesi, Marilena Bolli -: “pieno” nel senso di denso, di pragmatico. Dall’assemblea esce più della semplice richiesta al Governo di fare le riforme, ma una vera e propria investitura in tal senso grazie alla forza derivante dal risultato ottenuto dal Pd di Renzi. Anche la risposta del Governo, per bocca del ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, è stata concreta: per la prima volta, abbiamo davvero sentito un politico rivolgersi a noi con una grammatica condivisa e con una consapevolezza forte dell’ urgenza dei problemi».
Ma Giorgio Squinzi non si è limitato a chiedere alla politica. Egli ha anche chiesto a se stesso e ai colleghi imprenditori di fare tutta la loro parte.
«Proprio per questo, le sue parole sono state credibili e ci hanno rimotivato - commenta Nicolò Zumaglini, presidente del Comitato Piccola Industria Uib -. Soprattutto, a proposito delle Pmi, Squinzi ha richiamato l’esigenza di puntare di più sull’internazionalizzazione e sull’export: le piccole imprese devono essere aiutate a pensare in grande».
Un discorso che ha chiamato in causa anche i giovani e la loro intraprendenza. «Ho apprezzato molto il discorso del presidente Squinzi - dice, infatti, il presidente dei Giovani Uib, Riccardo Stefani - . Noi giovani chiediamo con forza l’attuazione di riforme che facilitino la canalizzazione delle nostre energie nell’impresa. L’agevolazione dell’accesso al credito e la semplificazione burocratica e fiscale rappresentano punti ineludibili. I giovani hanno voglia di fare ma hanno anche un approccio nuovo e diretto alle cose, spesso immediato e veloce grazie alla grande capacità di usare gli strumenti Ict. Non si può frustrare questa voglia di fare costringendola a misurarsi con una burocrazia dai riti ottocenteschi».
Giovanni Orso