Obiettivo Welfare aziendale

Obiettivo Welfare aziendale
25 Settembre 2014 ore 12:02

La crisi c’è per tutti ma, in un contesto in cui essa diventa talvolta anche un pretesto per togliere, esistono realtà aziendali capaci invece di dare, restando rigorosamente fedeli ad una filosofia di fondo in cui qualità del prodotto e qualità del lavoro inscindibilmente  si tengono, diventando un unico e riconosciuto marchio di garanzia. È questo, certamente, il caso di Vitale Barberis Canonico, il lanificio biellese con sede a Pratrivero le cui best practices in tema di sostenibilità ambientale, di etica d’impresa e di welfare aziendale sono ampiamente riconosciute.

Oggi, Vitale Barberis Canonico compie un ulteriore passo avanti nella direzione del modello di impresa socialmente responsabile e lo fa con il nuovo accordo integrativo aziendale firmato a luglio.

Welfare. L’aspetto più importante ed innovativo (ma non certamente l’unico) che scaturisce dal nuovo accordo integrativo aziendale è quello di una Cassa assistenza  per tutti i dipendenti (somministrati compresi) a completo carico dell’azienda.  Un investimento importante sul capitale umano, se si considera che Vitale Barberis Canonico dà oggi lavoro a 380 dipendenti (negli ultimi tre anni, il lanificio ha operato una trentina di assunzioni a tempo indeterminato). In base a quanto stipulato, l’azienda ha aderito ad una cassa assistenza che provvederà a garantire le spese ospedaliere derivanti da grandi interventi chirurgici (massimale 150 mila euro) o da ricoveri ordinari (massimale 70 mila euro), le spese extra-ospedaliere relative all’alta diagnostica e i trattamenti terapeutici ambulatoriali. Non solo: la prestazione sanitaria integrativa riguarderà anche  altre garanzie (come, per esempio, il caso di protesi ortopediche o acustiche che richiedano interventi chirurgici) nonché  una rendita vitalizia in caso di malattie degenerative o invalidanti che comportino la non autosufficienza.
«Questa scelta – spiega l’Ad, Alessandro Barberis Canonico – è a completamento di quanto già attuato in passato. Da qualche anno, infatti,  l’azienda ha già aderito ad una cassa assistenza che eroga, in caso di morte del dipendente, un capitale ai suoi familiari. Anche la scelta di prevedere questa garanzia per tutti i dipendenti, senza distinzione fra quelli a tempo indeterminati e quelli in contratto di somministrazione, risponde ad una precisa policy aziendale».
In effetti, azienda e Rsu hanno inserito nell’accordo un intero paragrafo appositamente dedicato ai lavoratori in somministrazione, considerandoli in tutto e per tutto alla stregua dei dipendenti del lanificio.

L’accordo. Come precisano alla Vitale Barberis Canonico,  l’accordo integrativo non si esaurisce però qui, ma si articola in una complessiva stipulazione che, da un lato, vuole valorizzare le professionalità interne introducendo meccanismi di premi di produzione, e, dall’altro, vuole creare  un equilibrio virtuoso tra lavoro e qualità della vita.
«Questo integrativo – commenta infatti Stefano D’Agostin, responsabile del personale in Vitale Barberis Canonico –  diventa un imprescindibile punto di partenza per una collaborazione  volta non al semplice utilizzo dell’integrativo aziendale come mezzo di puro incremento contributivo e di costi, ma come strumento di crescita di un benessere generale e di reciproca fidelizzazione tra azienda e lavoratori».
Non è infatti un caso che  un intero paragrafo dell’accordo sia stato dedicato al Welfare aziendale.
«L’accordo è frutto di una contrattazione lunga ed ha avuto una sua accelerazione dopo la chiusura del contratto nazionale di settore – commenta infatti Ivano Malpangotti (Rsu Cisl) -. Esso disciplina aspetti importanti attinenti il Welfare aziendale come quelli relativi al rientro dalle maternità, la concessione dei part time e l’istruzione dei figli dei dipendenti mediante borse di studio. In sintesi, esso assume un valore importante perché testimonia il fatto che non si è scelto di puntare su valori meramente monetari, ma su valori di qualità del lavoro e di sicurezza sociale del dipendente».
Sulla stessa linea, anche Alex Marcolin (Rsu Cgil). «Questo integrativo ha un vero e proprio valore innovativo – dice Marcolin -. Si è superato il dato meramente monetario, pur in sè importante, per approdare insieme ad una visione più alta dove  la sicurezza e la qualità sono centrali».
Albert Einstein consigliava agli uomini di cercare di diventare persone di valore piuttosto che persone di successo. E’ un consiglio che può valere anche per le imprese. Naturalmente, le due cose possono anche coincidere: Vitale Barberis Canonico ne è un ottimo esempio.
Giovanni Orso

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