Economia

"Nessun attacco al tesoretto"

"Nessun attacco<BR> al tesoretto"
Economia 03 Agosto 2012 ore 17:19

Rispetto alla recente elezione del neo presidente della Camera di Commercio di Biella, Andrea Fortolan, e alle polemiche scoppiate in merito all’utilizzo del presunto “tesoretto” dell’ente da parte di via Torino, l’Unione Industriale Biellese interviene perché «abbiamo ritenuto doveroso fare chiarezza» si legge nella nota.

Giochi di potere. «Non entriamo nel merito delle polemiche comparse su alcuni giornali locali relative a presunti giochi di potere di cui l'Unione Industriale Biellese è stata accusata di essere protagonista: non lo facciamo poiché sono logiche che non ci appartengono e non riteniamo che tali insinuazioni meritino risposta».

Il “tesoretto”. «In primo luogo, in merito alla notizia del presunto "tesoretto" della Camera di Commercio il cui ammontare sarebbe di "6 milioni e 200 mila euro di avanzo di amministrazione”, è doveroso precisare che a tanto ammonta il patrimonio totale della “Camera” compresa la valorizzazione dello stabile, ma non sono certamente risorse utilizzabili e disponibili per le azioni che annualmente l'ente mette in atto a sostegno dell’economia del territorio e che approssimativamente sommano a circa 1 milione di euro per ciascun esercizio. In particolare, nel 2011 le risorse messe a disposizione sono state 1 milione e 136 mila euro: di queste, circa il 45% è stato destinato ad iniziative camerali ricorrenti multi-settoriali e fanno riferimento a impegni costanti, fra cui Città Studi, che rappresenta la voce prevalente; al settore Industria è andato circa il 7,5%; il settore a cui è stato destinato l'impegno maggiore è stato il Turismo, cui sono andati finanziamenti pari a circa il 25% della disponibilità annuale. Ogni anno delibere di consiglio e di giunta stabiliscono la destinazione delle risorse “libere” da impegni pluriennali, con equilibrio e secondo le priorità programmate. In casi eccezionali gli organi di governo dell'ente possono attingere alle riserve accantonate negli anni (questo il famoso “tesoretto”?) ma solo dopo aver sottoposto la delibera agli organi di revisione, sempre vigili ed attenti.

Il ruolo dei Confidi. «Per quanto riguarda le affermazioni su Confidi Lombardia, in cui Fidindustria è confluita per aggregazione, si potrebbe pensare che tali supposizioni siano state espresse per ignoranza su questo prezioso sostegno mutualistico, ma qualche sospetto di malafede c'è, visto il clima di inutile polemica che si respira nel nostro Biellese. Chi vive la problematica dell’accesso al credito sa bene il ruolo anticiclico e di reale ammortizzatore sociale che svolgono i Confidi. Conosce anche l’effetto moltiplicatore delle risorse pubbliche date dai Confidi: 1 euro versato ai Confidi come patrimonio genera 16 euro di garanzie prestate e 32 euro di finanziamenti. Prima della crisi del 2009 i Confidi avevano bilanci in pareggio o in utile e la percentuale di sofferenze sullo stock di garanzie era mediamente dell'1%. Oggi tutti i Confidi hanno percentuali di sofferenze intorno al 5-6% e non possono gravare  ulteriormente sulle imprese con un adeguato prezzo del rischio».

Rafforzare i Confidi. «Senza fondi pubblici che ne rafforzino il capitale, i Confidi non sono in grado di svolgere il loro ruolo mutualistico. Per questa ragione anche le Camere di Commercio (su indicazioni precise e ripetute di Unioncamere) hanno messo a disposizione risorse più o meno importanti a seconda del periodo congiunturale. Anche la “Camera” biellese ha dato un significativo supporto ai Confidi operanti nel Territorio, come ha precisato il presidente De Martini alla fine del suo mandato. I fondi destinati ai Confidi sono ripartiti secondo criteri, deliberati dalla giunta, che tengono conto del numero dei soci biellesi e dell’ammontare delle garanzie prestate alle aziende della Provincia, attività certificata. Se un Confidi ha percepito più risorse è perché ha prestato più garanzie sul territorio. Confidi Lombardia conta, per il solo territorio biellese, su circa 600 associati (industrie, artigiani e commercianti) e su quasi 30 milioni di euro di finanziamenti garantiti. Chi ha cercato di sostenere attraverso gli organi di stampa la tesi secondo la quale presunti “tesoretti” saranno destinati agli industriali, e per giunta “lombardi”, è certamente disinformato e probabilmente, lo ripetiamo, in palese malafede».

Niente assalti alla diligenza. «Quanto sopra dovrebbe mettere tutti tranquilli sul rischio che ci possano essere assalti alla diligenza o al “tesoretto”, considerando che le risorse disponibili e libere sono davvero limitate e devono essere indirizzate a poche priorità per avere un effetto di sostegno al territorio e secondo regole ben precise. Proprio su queste “regole”, ed in particolare sulle priorità, siamo convinti che il nuovo consiglio camerale dovrà esprimersi. Si tratta di "fatti", non di "opinioni"».

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