Nella sostenibilità, il futuro del tessile-moda

Nella sostenibilità, il futuro del tessile-moda
01 Aprile 2015 ore 10:55

“L’impresa sostenibile. Il valore della sostenibilità per il made in”: questo il titolo del convegno organizzato da Smi, a Dossobuono di Villafranca, nella giornata di giovedì scorso. L’appuntamento ha voluto essere un passo forte nella sensibilizzazione delle aziende del sistema tessile-moda verso le tematiche di ecosostenibilità e ha posto l’accento sul concetto fondamentale che la sostenibilità dovrà diventare un asset indispensabile di ogni azienda di settore nell’immediato futuro.

La sostenibilità ambientale e sociale delle imprese italiane, come è emerso dalla giornata di lavori, si sta dimostrando un argomento di investimento “business oriented” verso un mondo di consumatori sempre più preparati e disposti a scegliere prodotti moda realizzati e distribuiti secondo nuove policy eticamente corrette.

Al convegno hanno partecipato come relatori, Piermario Barzaghi (Risk&Compliance, Climate Change and Sustainability Practice di Kpmg Advisory) e Francesca Rulli (Sustainability&Project Manager di Process  Factory). Dai loro interventi, sono emersi con chiarezza gli scenari futuri nei quali le aziende del settore dovranno muoversi per accedere al mercato. I consumatori, hanno fatto notare i due relatori, stanno cambiando l’approccio e sono disposti a spendere di più per avere prodotti più ecosostenibili. La reputation di ogni brand è, pertanto,  sempre più influenzata dal comportamento sostenibile delle imprese e dalla visibilità che sarà data a questo tema.

Altro focus point operativo, emerso dalle relazioni dei tecnici, è stato quello relativo al concetto che la sostenibilità non è un costo per le imprese, ma genera un business sano e duraturo per l’azienda stessa e  per le risorse umane che operano all’interno di essa. Diventano fondamentali, oltre al rispetto delle normative europee e italiane già esistenti, comportamenti virtuosi, che partono dalla consapevolezza individuale sfociando nello “stakeholder engagement” ossia nel coinvolgimento del portare di interessi nel processo complessivo, destinato a costituire un elemento portante della visibilità aziendale verso i mercati. Quindi, secondo le conclusioni dei relatori, l’operatività del futuro andrà verso processi innovativi e la misurazione degli stessi, destinati ad essere elementi fondanti del marketing della azienda, qualunque sia la sua dimensione e il suo posizionamento all’interno della filiera tessile-moda. 

G.O.

“L’impresa sostenibile. Il valore della sostenibilità per il made in”: questo il titolo del convegno organizzato da Smi, a Dossobuono di Villafranca, nella giornata di giovedì scorso. L’appuntamento ha voluto essere un passo forte nella sensibilizzazione delle aziende del sistema tessile-moda verso le tematiche di ecosostenibilità e ha posto l’accento sul concetto fondamentale che la sostenibilità dovrà diventare un asset indispensabile di ogni azienda di settore nell’immediato futuro.

La sostenibilità ambientale e sociale delle imprese italiane, come è emerso dalla giornata di lavori, si sta dimostrando un argomento di investimento “business oriented” verso un mondo di consumatori sempre più preparati e disposti a scegliere prodotti moda realizzati e distribuiti secondo nuove policy eticamente corrette.

Al convegno hanno partecipato come relatori, Piermario Barzaghi (Risk&Compliance, Climate Change and Sustainability Practice di Kpmg Advisory) e Francesca Rulli (Sustainability&Project Manager di Process  Factory). Dai loro interventi, sono emersi con chiarezza gli scenari futuri nei quali le aziende del settore dovranno muoversi per accedere al mercato. I consumatori, hanno fatto notare i due relatori, stanno cambiando l’approccio e sono disposti a spendere di più per avere prodotti più ecosostenibili. La reputation di ogni brand è, pertanto,  sempre più influenzata dal comportamento sostenibile delle imprese e dalla visibilità che sarà data a questo tema.

Altro focus point operativo, emerso dalle relazioni dei tecnici, è stato quello relativo al concetto che la sostenibilità non è un costo per le imprese, ma genera un business sano e duraturo per l’azienda stessa e  per le risorse umane che operano all’interno di essa. Diventano fondamentali, oltre al rispetto delle normative europee e italiane già esistenti, comportamenti virtuosi, che partono dalla consapevolezza individuale sfociando nello “stakeholder engagement” ossia nel coinvolgimento del portare di interessi nel processo complessivo, destinato a costituire un elemento portante della visibilità aziendale verso i mercati. Quindi, secondo le conclusioni dei relatori, l’operatività del futuro andrà verso processi innovativi e la misurazione degli stessi, destinati ad essere elementi fondanti del marketing della azienda, qualunque sia la sua dimensione e il suo posizionamento all’interno della filiera tessile-moda. 

G.O.

 

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