Nel Biellese ottomila fabbricati a rischio multa

Nel Biellese ottomila fabbricati a rischio multa
21 Aprile 2017 ore 20:04

Ben 189 nella sola città di Biella. Altri 47 a Vigliano, 117 a Candelo, 274 a Cossato, 80 a Trivero, 60 a Cavaglià, 151 a Pray, 206 a Donato. E così via. E’ un conto che fa in fretta a raggiungere la somma approssimativa di 8mila unità quello che raggruppa tutti i fabbricati rurali per i quali, presto, i biellesi potrebbero vedersi notificare multe tutt’altro che trascurabili. Da  1.032 a 8.264 euro: a tanto ammontano infatti le sanzioni per chi, entro cinque anni dall’entrata in vigore della normativa che ha introdotto la novità, ovvero dal novembre 2012, non ha provveduto ad iscrivere il proprio fabbricato rurale al catasto fabbricati, vale a dire il catasto urbano. Se, infatti, la legge precedente consentiva di iscrivere semplicemente il fabbricato sal catasto terreni, il decreto Salva Italia del 2011 ha di fatto cambiato  le carte in tavola, imponendo il definitivo accatastamento dei fabbricati rurali – come detto – al catasto urbano, al fine di attribuire anche a questa tipologia di immobili la rendita catastale, finalizzata anche al pagamento dell’Imu. Da qui la necessità, per tutti i proprietari di fabbricati rurali ancora individuati al catasto terreni, di adempiere al dovere di iscrizione al catasto fabbricati, pena l’accatastamento  d’ufficio  con oneri a carico del proprietario. Ed è qui il punto chiave. La normativa prevedeva l’iscrizione entro novembre 2012, con cinque anni a disposizione per un adeguamento a sanzioni ridotte. E nonostante anche questo termine stia per scadere (novembre 2017), nel Biellese permangono ancora circa 8mila fabbricati rurali ancora iscritti al catasto terreni. Tutte situazioni a rischio sanzione, sulle quali l’Agenzia delle Entrate sta mettendo gli occhi, pronta a far partire gli avvisi che impongono l’immediato adeguamento. A chi si muoverà, verrà concessa la possibilità di presentare una dichiarazione di aggiornamento, avvalendosi del ravvedimento operoso, che permette di pagare una sanzione amministrativa ridotta. Per gli altri scatteranno le multe.Ma chi deve preoccuparsi? Tutti coloro che possiedono fabbricati rurali con tetto e non diroccati: depositi, fienili, stalle… Edifici dei quali si è magari scordata addirittura l’esistenza. Per venire incontro alle situazioni più complicate, l’Agenzia delle Entrate ha reso possibile consultare l’elenco dei fabbricati ancora fuori norma (wwwt.agenziaentrate.gov.it/servizi/ImmobiliRurali/motore.php) in modo da consentire a chiunque di verificare la propria posizione. Secondo la normativa, è bene ricordarlo, oltre ai fabbricati rurali, devono essere dichiarati al catasto fabbricati le costruzioni ancora censite al catasto terreni con le seguenti destinazioni: fabbricato promiscuo, fabbricato rurale diviso in subalterni, porzione da accertare di fabbricato rurale, porzione di fabbricato rurale, porzione rurale di fabbricato promiscuo. Inoltre l’Agenzia delle Entrate ricorda che «se non in grado di produrre reddito, sono escluse dall’obbligo di dichiarazione al catasto dei fabbricati le seguenti costruzioni censite al catasto dei terreni:   manufatti con superficie coperta inferiore agli 8 metri quadrati;   serre adibite alla coltivazione e protezione delle piante sul suolo naturale;    vasche per l’acquacoltura o di accumulo per l’irrigazione dei terreni;    manufatti isolati privi di copertura;     tettoie, porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 metri, purché di volumetria inferiore a 150 metri cubi;    manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo;  fabbricati in corso di costruzione-definizione;      fabbricati che presentano un accentuato livello di degrado». In ogni caso, l’intervento di un professionista potrà aiutare a fugare ogni dubbio.Veronica Balocco

Ben 189 nella sola città di Biella. Altri 47 a Vigliano, 117 a Candelo, 274 a Cossato, 80 a Trivero, 60 a Cavaglià, 151 a Pray, 206 a Donato. E così via. E’ un conto che fa in fretta a raggiungere la somma approssimativa di 8mila unità quello che raggruppa tutti i fabbricati rurali per i quali, presto, i biellesi potrebbero vedersi notificare multe tutt’altro che trascurabili. Da  1.032 a 8.264 euro: a tanto ammontano infatti le sanzioni per chi, entro cinque anni dall’entrata in vigore della normativa che ha introdotto la novità, ovvero dal novembre 2012, non ha provveduto ad iscrivere il proprio fabbricato rurale al catasto fabbricati, vale a dire il catasto urbano. Se, infatti, la legge precedente consentiva di iscrivere semplicemente il fabbricato sal catasto terreni, il decreto Salva Italia del 2011 ha di fatto cambiato  le carte in tavola, imponendo il definitivo accatastamento dei fabbricati rurali – come detto – al catasto urbano, al fine di attribuire anche a questa tipologia di immobili la rendita catastale, finalizzata anche al pagamento dell’Imu. Da qui la necessità, per tutti i proprietari di fabbricati rurali ancora individuati al catasto terreni, di adempiere al dovere di iscrizione al catasto fabbricati, pena l’accatastamento  d’ufficio  con oneri a carico del proprietario. Ed è qui il punto chiave. La normativa prevedeva l’iscrizione entro novembre 2012, con cinque anni a disposizione per un adeguamento a sanzioni ridotte. E nonostante anche questo termine stia per scadere (novembre 2017), nel Biellese permangono ancora circa 8mila fabbricati rurali ancora iscritti al catasto terreni. Tutte situazioni a rischio sanzione, sulle quali l’Agenzia delle Entrate sta mettendo gli occhi, pronta a far partire gli avvisi che impongono l’immediato adeguamento. A chi si muoverà, verrà concessa la possibilità di presentare una dichiarazione di aggiornamento, avvalendosi del ravvedimento operoso, che permette di pagare una sanzione amministrativa ridotta. Per gli altri scatteranno le multe.Ma chi deve preoccuparsi? Tutti coloro che possiedono fabbricati rurali con tetto e non diroccati: depositi, fienili, stalle… Edifici dei quali si è magari scordata addirittura l’esistenza. Per venire incontro alle situazioni più complicate, l’Agenzia delle Entrate ha reso possibile consultare l’elenco dei fabbricati ancora fuori norma (wwwt.agenziaentrate.gov.it/servizi/ImmobiliRurali/motore.php) in modo da consentire a chiunque di verificare la propria posizione. Secondo la normativa, è bene ricordarlo, oltre ai fabbricati rurali, devono essere dichiarati al catasto fabbricati le costruzioni ancora censite al catasto terreni con le seguenti destinazioni: fabbricato promiscuo, fabbricato rurale diviso in subalterni, porzione da accertare di fabbricato rurale, porzione di fabbricato rurale, porzione rurale di fabbricato promiscuo. Inoltre l’Agenzia delle Entrate ricorda che «se non in grado di produrre reddito, sono escluse dall’obbligo di dichiarazione al catasto dei fabbricati le seguenti costruzioni censite al catasto dei terreni:   manufatti con superficie coperta inferiore agli 8 metri quadrati;   serre adibite alla coltivazione e protezione delle piante sul suolo naturale;    vasche per l’acquacoltura o di accumulo per l’irrigazione dei terreni;    manufatti isolati privi di copertura;     tettoie, porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 metri, purché di volumetria inferiore a 150 metri cubi;    manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo;  fabbricati in corso di costruzione-definizione;      fabbricati che presentano un accentuato livello di degrado». In ogni caso, l’intervento di un professionista potrà aiutare a fugare ogni dubbio.Veronica Balocco

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