Nate a Biella 70 nuove microimprese

Nate a Biella 70 nuove microimprese
Economia 15 Giugno 2012 ore 11:27

Microimprese, spesso unipersonali e polarizzate perlopiù nel commercio al dettaglio: realtà piccole, se singolarmente considerate, ma massa critica di una certa importanza se guardate in termini di investimento sul territorio. Soprattutto, come tiene a precisare l’assessore provinciale al Lavoro, Michele Mosca, “imprese vitali” ossia selezionate e testate per ridurre al minimo il rischio di default. Stiamo parlando delle 70 micro-imprese nate nel Biellese, tra il 2010 ed il 2011, grazie all’attività del programma denominato “Percorsi integrati per la creazione di impresa”, gestito dalla Izi di Roma e patrocinato da Cna, Confesercenti, Confcooperative e dall’Associazione nazionale dei Consulenti del Lavoro di Biella.

Un progetto per il quale la Provincia ha prestato la sua attività di “Sportello” ovvero una consulenza specialistica gratuita nella fase di accompagnamento, selezionando le idee “vincenti”, redigendo il business plan e predisponendo le domande di finanziamento secondo le normative e i canali più opportuni.

Selezione. «Un percorso - ha spiegato mercoledì l’assessore provinciale al Lavoro, Michele Mosca, durante la conferenza stampa di presentazione dei dati - che continuerà sino a tutto il 2013. Il criterio è stato, sin da subito, quello di tenere alta l’asticella, in modo da selezionare i progetti veramente credibili e capaci di resistere al vaglio del mercato. I risultati sono confortanti. A posteriori, infatti, sono state realizzate 26 visite di monitoraggio al altrettante neo-imprese operative da qualche mese. Ne è emerso uno “stato di salute” al di sopra delle stesse attese: nonostante il momento difficile, le imprese monitorate si sono rivelate vitali nell’84% dei casi. Non solo, ma le previsioni del business plan si sono ampiamente tradotte in pratica».

I numeri. Lo “Sportello”, a conti fatti, nel biennio 2010-’11 ha funzionato come un filtro severo. In accoglienza sono infatti arrivati 489 progetti afferenti a 585 soggetti; ne sono stati “accompagnarti” 313 relativi a 374 aspiranti micro-imprenditori ed hanno, infine, avuto validato il proprio business plan 93 progetti imprenditoriali. In sintesi, nel biennio sono state così avviate 70  micro-imprese (più della metà avviate da donne) che hanno generato 83 posti di lavoro. Nelle assunzioni, la forma di contratto più diffusa è stata quella dell’apprendistato o del tirocinio.

La tipologia.  Le 70 microimprese avviate si sono concentrate perlopiù (32) nel settore del commercio al dettaglio e dei servizi alla persona (17) mentre la forma giuridica scelte è stata, nella quasi totalità dei casi (62 su 70), quella della ditta individuale, seguita dalla Snc (6) e da Sas (1) e Srl (1).  Dei 374 destinatari dei servizi di consulenza e accompagnamento erogati dallo “Sportello”, ben 175 avevano un’età massima di 35 anni. Circa il titolo di studio posseduto, solo 22 dei 374 soggetti era in possesso del diploma di laurea a fronte di 136 dotati di diploma di scuola superiore e 127 di licenza media. Da segnalare, infine, che sui 374 aspiranti micro-imprenditori, ben 214 erano rappresentati da disoccupati, 23 da persone in mobilità e 10 da lavoratori in Cigs.
«L’iniziativa - ha concluso l’assessore Mosca - ha soprattutto garantito la sostenibilità delle neoimprese avviate, con un’operazione di scrematura originaria che ha rappresentato una sorta di “salvaguardia sociale” che riteniamo opportuno mantenere, sebbene la fase congiunturale dovuta alla crisi richiederebbe una revisione verso il basso dei profili validati. E’ comunque essenziale che chi oggi pensa di avere un progetto o un’idea di business vincente sappia di poter contare su di noi e sul nostro aiuto. L’auspicio è che possano nascere imprese anche di classe dimensionale maggiore rispetto alle aziende individuali».
Giovanni Orso