sindacati edili in rivolta

“Molti piemontesi non prenderanno la tredicesima a dicembre”

L'atto d'accusa di Cgil Cisl Uil contro il Governatore Alberto Cirio e "Riparti Piemonte" per la sospensione del Durc: "Danneggerà lavoratori e imprese regolari"

“Molti piemontesi non prenderanno la tredicesima a dicembre”
Biella Città, 31 Maggio 2020 ore 09:31

I sindacati piemontesi degli edili sono in rivolta contro il Governatore Alberto Cirio e il piano “Riparti Piemonte” che tra le altre cose prevede la sospensione del Durc (il documento che attesta la regolarità contributiva delle aziende). Per FENEAL UIL – FILCA CISL – FILLEA CGIL, che sottoscrivono un duro comunicato congiunto, avrà come effetto quello di favorire imprese irregolari a discapito delle altre e molti lavoratori a dicembre rischiano di non avere la tredicesima.

L’attacco al Governatore Alberto Cirio da parte degli edili di Cigl Cisl e Uil

“Per Feneal UIL, Filca CISL e Fillea CGIL la decisione di sospendere il DURC in edilizia, fino a tutto novembre, è un regalo alle imprese irregolari del Presidente Alberto Cirio e della sua giunta – si legge in una nota stampa –  È evidente a tutti che a farne le spese saranno i lavoratori che perderanno pezzi importanti di salario e contribuzione e le imprese regolari che verranno spinte fuori mercato.
“Il Presidente Cirio, decidendo di non ascoltare ancora una volta i tanti appelli di chi rappresenta i lavoratori del settore, commette un clamoroso errore –  dice Giuseppe Manta, segretario generale FENEAL Uil Piemonte  Sospendere il DURC non significa sburocratizzare, tutt’altro, significa liberalizzare in maniera incontrollata e selvaggia colpendo le imprese serie e favorendo le  irregolarità. Quando a dicembre molti lavoratori, per colpa di questa norma, non prenderanno la tredicesima, vorrà dire che li porteremo sotto il palazzo della Regione.

Cogliandro: “Per certi politici la legalità è un freno all’economia”

Per Massimo Cogliandro, segretario generale della Fillea CGIL Piemonte, “ciò che preoccupa maggiormente è che la scelta della giunta Cirio è stata chiara e consapevole. Evidentemente oggi, per una parte della politica, la regolarità e la legalità sono da considerarsi un freno all’economia. Il Durc, obbligatorio in edilizia dal 2005, fu introdotto proprio per distinguere e proteggere le imprese regolari (quelle che pagavano correttamente tasse e stipendi ai lavoratori) da quelle irregolari, con l’obiettivo di impedire la concorrenza sleale. Con questa scelta scellerata di sospenderlo la giunta Cirio fa passare un messaggio ambiguo e pericoloso, riportando un settore delicato e border line in Piemonte al far west precedente all’introduzione della norma”.

Tarrizzo: “Il Durc  certifica il versamento dei contributi. Imprese irrevolari potranno concorrere agli appalti”

Per Piero Tarizzo di Filca CISL Piemonte, “il DURC sospeso dalla Regione fino al 30 novembre, non è burocrazia né una tassa aggiuntiva, ma certifica il versamento  dei contributi, Inps Inail ai lavoratori per la pensione, la sanità e gli infortuni, più le loro ferie, tredicesima e TFR in Cassa edile. Sono soldi sacrosanti dei lavoratori. Senza versare i soldi del DURC 30.000 operai in Piemonte già penalizzati dalla cig e dai mancati anticipi delle banche, non avranno neppure i soldi delle ferie. Avremmo una tensione sociale non più gestibile. Oltre al danno anche la beffa: le
imprese furbe che non pagheranno risulteranno in regola per gli appalti, portando via il lavoro e benefit a quelle sane che hanno pagato”.
Cogliandro, Manta e Tarizzo non escludono che anche le tre federazioni degli edili piemontesi impugnino la norma al TAR.

Il Governatore Cirio e l’assessore Vittoria Poggio alla presentazione di Riparti Piemonte
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