Economia

Meccanotessile in tenuta

Meccanotessile in tenuta
Economia 01 Giugno 2012 ore 13:55

«La crescita degli ordini sul mercato italiano per il secondo trimestre consecutivo mette a tacere le cassandre che troppo in fretta hanno decretato la caduta libera del tessile italiano. Ci sono ancora imprese tessili in Italia che investono in nuovi macchinari, in nuovi impianti. E’ un’iniezione di fiducia per l’intera filiera italiana del tessile-abbigliamento»:  Sandro Salmoiraghi, presidente di Acimit, l’associazione che raccoglie i produttori italiani di macchinario tessile, sceglie queste parole per commentare i risultati dell’ultima rilevazione congiunturale.

Primo trimestre. Si tratta di risultati ancora modesti, se misurati in percentuale di crescita, ma sicuramente  importanti perché identificano un mutamento di trend. Nel primo trimestre dell’anno, infatti, la raccolta ordini è cresciuta del 2% rispetto agli ultimi tre mesi del 2011. In base all’indagine congiunturale Acimit, l’indice complessivo degli ordini nel periodo gennaio/marzo 2012 ha segnato un incremento del 2% sul trimestre immediatamente precedente e si attesta ad un valore di 91,2 punti. Si registra, tuttavia, un andamento difforme tra la raccolta ordini in Italia e quella sui mercati esteri. Sul mercato italiano, infatti,  l’indice è aumentato del 34% rispetto all’ultimo trimestre 2011. All’estero, invece, il calo osservato è pari all’1%: l’indebolimento della domanda estera rende urgente  medie imprese italiane degli strumenti necessari per competere sui mercati
internazionali.

Export.  Al di là dei risultati del singolo trimestre, l’export italiano di meccanotessile commisurato sull’intero 2011, incassa tuttavia una buona performance. Come emerso dall’Assemblea annuale di Acimit, nel 2011 i costruttori meccanotessili italiani hanno messo a segno un ulteriore incremento dell’export, nonostante la prepotente ascesa dell’industria meccanotessile cinese. Rispetto al 2010, il settore ha registrato una crescita pari al 10%. Il valore della produzione è stato di 2,7 miliardi di euro mentre le esportazioni hanno totalizzato un valore di 2,1 miliardi di euro.