Economia

Made in Italy, crescerà l'export di "Bello Ben Fatto"

Made in Italy, crescerà l'export di "Bello Ben Fatto"
Economia 08 Maggio 2013 ore 14:32

Le importazioni dai paesi emergenti di prodotti belli e ben fatti (Bbf) cresceranno fino a 169 miliardi di euro nel 2018, 54 miliardi in più rispetto al 2012, con un aumento del 47%. Il dato arriva dalla ricerca “Esportare la dolce vita” 2013 presentata lunedì, a Milano, dal Centro Studi Confindustria e Prometeia. In base alla ricerca, oltre un terzo della domanda aggiuntiva verrà da Russia, Cina ed Emirati Arabi Uniti. La quota di mercato italiana sull’import di beni Bbf nei mercati analizzati era nel 2011 dell’8,7%. Se questa quota restasse inalterata, nel 2018 le importazioni di Bbf made in Italy in quei paesi aumenterebbero di 4,4 miliardi di euro, arrivando a 14,4 miliardi.

Il rapporto elabora le stime delle importazioni di beni del  ” “bello e ben fatto” nei 30 principali mercati emergenti per il periodo 2013-18. Le vendite italiane all’estero di Bbf sono state di 61 miliardi di euro nel 2012, il 15,5% del totale delle esportazioni manifatturiere italiane. Il 32% viene dall’alimentare, il 27% dall’abbigliamento e tessile casa, il 16% dai beni d’arredo, il 12% dalle calzature, l’8% dall’oreficeria-gioielleria e il 4% dall’occhialeria. Nel 2018, si legge nel rapporto, ci saranno 194 milioni di nuovi ricchi in più rispetto al 2012, cioè persone con un reddito annuo superiore a 30 mila dollari (a prezzi 2005 e a parità di potere d’acquisto), in grado di comprare beni belli e ben fatti. La metà dei nuovi ricchi risiederà nei principali centri urbani di Cina, India e Brasile. La ricerca ha inoltre esaminato alcuni punti di forza del Bbf italiano: la produzione culturale italiana (che rafforza l’immagine del Bbf nel mondo trasmettendo valori e contenuti dell’Italian style of life); l’importanza della filiera del Bbf (che garantisce la qualità del prodotto italiano e rafforza ulteriormente l’immagine che all’estero viene percepita del made in Italy) e il tessuto imprenditoriale del Bbf, composto da 15 mila imprese che esportano prevalentemente prodotti del Bbf e  rappresentano un quinto delle imprese manifatturiere esportatrici italiane con un’elevata vocazione internazionale nonostante la dimensione contenuta. Infine, la ricerca ha presentato un focus dedicato alla Cina con le regole da seguire per entrare nel mercato cinese con più elevate probabilità di successo: conoscere l’andamento dei consumi e delle forze che lo alimentano; analizzare il profilo dei consumatori; selezionare le aree urbane con migliori prospettive; conoscere gli ostacoli commerciali all’ingresso dei propri prodotti; analizzare i canali di accesso al mercato, cioè il sistema distributivo.

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