Economia

Lavoro temporaneo con una card

Lavoro temporaneo con una card
Economia 01 Maggio 2017 ore 03:37

Non solo i temporary outlet, ma anche la temporary card per il lavoro temporaneo che surroghi i voucher spediti in soffitta dal governo per evitare il referendum Cgil. E’ un parlamentare biellese ad irrompere nel dibattito nazionale sul “dopo voucher” (cancellati dal Jobs Act per legge, ma senza una valida alternativa): si tratta di Roberto Simonetti, deputato di Lega Nord, membro della Commissione Lavoro, che ha depositato una proposta di legge «per colmare il vuoto legislativo». «Il decreto del Governo -dice - non prevede alcuna vigenza delle disposizioni abrogate e la cancellazione improvvisa ha creato non pochi problemi per i lavori stagionali, come ad esempio nel settore turistico, alberghiero o nell’agricoltura, per non parlare poi delle famiglie che utilizzavano lo strumento dei buoni-lavoro per remunerare baby sitter o badanti». E cosi? Simonetti ha pensato ad una proposta di legge che introdurrebbe il rapporto di lavoro temporaneo simile alle disposizioni dei voucher, ma con restrizioni e controlli piu? severi. «La novita? - spiega - infatti è l’istituzione di una card di lavoro temporaneo (temporary card) sulla quale saranno accreditati dai committenti i compensi relativi alle prestazioni lavorative saltuarie effettuate e di cui saranno titolari i prestatori di lavoro saltuario e temporaneo e che gli stessi lavoratori potranno utilizzare per acquisti e pagamenti come un bancomat». Il pagamento potra? avvenire solo in modalita? telematica, attraverso una piattaforma digitale, denominata Tw (temporary work), sulla quale il committente puo? accreditare un importo non superiore a 15mila euro annui. Card e piattaforma, secondo Simonetti, vanno rese operative tramite convenzione tra Inps, che avrebbe il compito dei controlli sui soggetti utilizzatori, e Poste italiane spa, di fatto concessionario del servizio. Quanto varrebbe un’ora di prestazione? «In attesa della stima ministeriale si potrebbe indicare in 15 euro l’ora per un imprenditore o professionista committente o in 10 euro l’ora se il committente e? una persona fisica».

Roberto Azzoni

Non solo i temporary outlet, ma anche la temporary card per il lavoro temporaneo che surroghi i voucher spediti in soffitta dal governo per evitare il referendum Cgil. E’ un parlamentare biellese ad irrompere nel dibattito nazionale sul “dopo voucher” (cancellati dal Jobs Act per legge, ma senza una valida alternativa): si tratta di Roberto Simonetti, deputato di Lega Nord, membro della Commissione Lavoro, che ha depositato una proposta di legge «per colmare il vuoto legislativo». «Il decreto del Governo -dice - non prevede alcuna vigenza delle disposizioni abrogate e la cancellazione improvvisa ha creato non pochi problemi per i lavori stagionali, come ad esempio nel settore turistico, alberghiero o nell’agricoltura, per non parlare poi delle famiglie che utilizzavano lo strumento dei buoni-lavoro per remunerare baby sitter o badanti». E cosi? Simonetti ha pensato ad una proposta di legge che introdurrebbe il rapporto di lavoro temporaneo simile alle disposizioni dei voucher, ma con restrizioni e controlli piu? severi. «La novita? - spiega - infatti è l’istituzione di una card di lavoro temporaneo (temporary card) sulla quale saranno accreditati dai committenti i compensi relativi alle prestazioni lavorative saltuarie effettuate e di cui saranno titolari i prestatori di lavoro saltuario e temporaneo e che gli stessi lavoratori potranno utilizzare per acquisti e pagamenti come un bancomat». Il pagamento potra? avvenire solo in modalita? telematica, attraverso una piattaforma digitale, denominata Tw (temporary work), sulla quale il committente puo? accreditare un importo non superiore a 15mila euro annui. Card e piattaforma, secondo Simonetti, vanno rese operative tramite convenzione tra Inps, che avrebbe il compito dei controlli sui soggetti utilizzatori, e Poste italiane spa, di fatto concessionario del servizio. Quanto varrebbe un’ora di prestazione? «In attesa della stima ministeriale si potrebbe indicare in 15 euro l’ora per un imprenditore o professionista committente o in 10 euro l’ora se il committente e? una persona fisica».

Roberto Azzoni