Economia

L’artigianato piemontese recupera fiducia

L’artigianato piemontese recupera fiducia
Economia 14 Luglio 2015 ore 09:22

Nel terzo trimestre dell’anno, le previsioni delle imprese artigiane piemontesi sono caratterizzate dal recupero di una maggior fiducia sul fronte produttivo: l’analisi arriva da Confartigianato Imprese Piemonte e mette in luce un riallineamento in positivo dei saldi ottimisti-pessimisti.

Per la produzione totale, dopo ben 35 trimestri negativi, si prospetta  infatti finalmente un saldo positivo, passando dal -20,96% al 5,14%. I comparti che registrano aumenti della produzione sono: attività varie (57,50%), impiantisti (51,92%), tessile-abbigliamento (43,33%), pulitintolavanderie (35%), imprese di pulizie (25%), grafica (22,50%). Anche il saldo dei nuovi ordini, pur se ancora negativo, migliora nettamente, passando dal -18,19% al -0,6% . I settori in cui si riscontrano aumenti di nuovi ordini sono: attività varie (42,50%), tessile-abbigliamento (36,67%), impiantisti (32,69%), grafica (17,50%).

Riprende fiato anche il carnet ordini, con previsioni di commesse superiori ai tre mesi che salgono dallo 0,88% al 7,15% confermando il rafforzamento di una programmazione che supera il brevissimo periodo. Per quanto riguarda i nuovi ordini per esportazioni, si assiste ad una riduzione della negatività del saldo, che passa dal -8,08% al -2,57% .Il saldo dell’andamento occupazionale, dopo 29 trimestri negativi, supera finalmente la linea dello zero,  passando dal -2,28% al 3,35%. I settori in cui si prevedono i migliori aumenti occupazionali sono la grafica (37,50%), le imprese di pulizie (35%), il tessile-abbigliamento (30%), le pulitintolavanderie (30%), l’alimentare (23,81%), gli impiantisti (23,08), le attività varie (17,50) e il  legno (15,00%). Le imprese intenzionate all’assunzione di apprendisti salgono dallo 0,35% all’ 8,7% , testimoniando un parziale mutamento di valutazione della categoria artigiana nei confronti di un istituto che, potenzialmente, potrebbe garantire sbocchi occupazionali ai giovani e continuità a molte piccole e piccolissime imprese. Le previsioni di investimenti per ampliamenti salgono poi dallo 0,35% al 3,54%, mentre le imprese intenzionate ad investire per sostituzioni aumentano dallo 0,53% al 6,20%. Da sottolineare che anche le previsioni di incassi regolari migliorano, passando dal 34,09% al 46,48%. Le ipotesi di ritardi scendono poi dal 64,15% al 45,35%. «Ci troviamo di fronte ad una inversione di tendenza delle previsioni delle imprese artigiane - osserva Maurizio Besana, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte - dopo anni di pessimismo pienamente giustificato dalla crisi epocale iniziata nel 2008, le imprese ricominciano a vedere la luce. Per evitare di perdere opportunità che potrebbero non ripresentarsi occorrono ora decise misure da parte del Governo su: riduzione sul fardello fiscale, sburocratizzazione, incentivi all’export».

Nel terzo trimestre dell’anno, le previsioni delle imprese artigiane piemontesi sono caratterizzate dal recupero di una maggior fiducia sul fronte produttivo: l’analisi arriva da Confartigianato Imprese Piemonte e mette in luce un riallineamento in positivo dei saldi ottimisti-pessimisti.

Per la produzione totale, dopo ben 35 trimestri negativi, si prospetta  infatti finalmente un saldo positivo, passando dal -20,96% al 5,14%. I comparti che registrano aumenti della produzione sono: attività varie (57,50%), impiantisti (51,92%), tessile-abbigliamento (43,33%), pulitintolavanderie (35%), imprese di pulizie (25%), grafica (22,50%). Anche il saldo dei nuovi ordini, pur se ancora negativo, migliora nettamente, passando dal -18,19% al -0,6% . I settori in cui si riscontrano aumenti di nuovi ordini sono: attività varie (42,50%), tessile-abbigliamento (36,67%), impiantisti (32,69%), grafica (17,50%).

Riprende fiato anche il carnet ordini, con previsioni di commesse superiori ai tre mesi che salgono dallo 0,88% al 7,15% confermando il rafforzamento di una programmazione che supera il brevissimo periodo. Per quanto riguarda i nuovi ordini per esportazioni, si assiste ad una riduzione della negatività del saldo, che passa dal -8,08% al -2,57% .Il saldo dell’andamento occupazionale, dopo 29 trimestri negativi, supera finalmente la linea dello zero,  passando dal -2,28% al 3,35%. I settori in cui si prevedono i migliori aumenti occupazionali sono la grafica (37,50%), le imprese di pulizie (35%), il tessile-abbigliamento (30%), le pulitintolavanderie (30%), l’alimentare (23,81%), gli impiantisti (23,08), le attività varie (17,50) e il  legno (15,00%). Le imprese intenzionate all’assunzione di apprendisti salgono dallo 0,35% all’ 8,7% , testimoniando un parziale mutamento di valutazione della categoria artigiana nei confronti di un istituto che, potenzialmente, potrebbe garantire sbocchi occupazionali ai giovani e continuità a molte piccole e piccolissime imprese. Le previsioni di investimenti per ampliamenti salgono poi dallo 0,35% al 3,54%, mentre le imprese intenzionate ad investire per sostituzioni aumentano dallo 0,53% al 6,20%. Da sottolineare che anche le previsioni di incassi regolari migliorano, passando dal 34,09% al 46,48%. Le ipotesi di ritardi scendono poi dal 64,15% al 45,35%. «Ci troviamo di fronte ad una inversione di tendenza delle previsioni delle imprese artigiane - osserva Maurizio Besana, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte - dopo anni di pessimismo pienamente giustificato dalla crisi epocale iniziata nel 2008, le imprese ricominciano a vedere la luce. Per evitare di perdere opportunità che potrebbero non ripresentarsi occorrono ora decise misure da parte del Governo su: riduzione sul fardello fiscale, sburocratizzazione, incentivi all’export».

 

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