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Industria, previsioni per il terzo trimestre 2021: “Segnali positivi ma dovremo governare la complessità della ripresa"

A commentare l’indagine è Paolo Barberis Canonico, vice presidente Uib con delega all’Economia di Impresa, Sviluppo delle Filiere e Sostenibilità.

Industria, previsioni per il terzo trimestre 2021: “Segnali positivi ma dovremo governare la complessità della ripresa"
Economia 12 Luglio 2021 ore 12:32

L’indagine congiunturale realizzata da Unione Industriale Biellese rispetto alle previsioni degli imprenditori sul terzo trimestre 2021 riflette il miglioramento delle aspettative già evidenziate a livello nazionale.

Industria, previsioni per il terzo trimestre

Migliorano le previsioni sull'occupazione (il saldo ottimisti-pessimisti torna in area positiva con 9,1% rispetto al -3,2% del trimestre precedente) e sulla produzione, che registra un incoraggiante 6,6%, rispetto allo 0,8% del secondo trimestre 2021. Parallelamente emerge una maggiore fiducia per quanto riguarda le previsioni sugli ordini, che segnano un’inversione di tendenza dall’area negativa a quella positiva: il saldo fra ottimisti e pessimisti per gli ordini esteri passa da -9,8% del secondo trimestre 2021 a 8,9 mentre il saldo per gli ordini totali passa da -3,3%, a 9,1%.

 

 

Il commento del vice presidente

 

A commentare l’indagine è Paolo Barberis Canonico, vice presidente Uib con delega all’Economia di Impresa, Sviluppo delle Filiere e Sostenibilità: “Il sentiment che emerge dalla nostra indagine indica un cambio di tendenza che, dopo la crisi epocale del 2020, guarda alla ripresa. Si tratta di segnali incoraggianti ma è necessario essere consapevoli che dovremo fronteggiare un periodo molto complesso. Dopo tanti mesi di stallo, la risalita dell’economia verso i livelli pre crisi potrà avere un’accelerazione molto rapida: il rischio è non essere abbastanza pronti a governare la ripresa, dopo aver affrontato un pesante periodo di crisi. Questa prospettiva impone quindi scelte strategiche precise da parte delle aziende, supporti strutturali attraverso il PNRR e riforme ormai non più prorogabili. Dovremo fronteggiare la sfida dei cambiamenti che le conseguenze della pandemia hanno imposto in modo così dirompente, governando con visione e concretezza le trasformazioni dettate dai nuovi scenari dei mercati internazionali e dai nuovi modi di intendere l’organizzazione all’interno delle nostre aziende. Da questo punto di vista, sono convinto che la nostra forza, come manifattura e come territorio, sta nella filiera, che possiamo ulteriormente rafforzare e valorizzare”.