Economia

In Piemonte l’export corre il doppio

In Piemonte l’export corre il doppio
Economia 22 Luglio 2015 ore 08:59

La corsa dell’export dei distretti piemontesi, nel primo trimestre dell’anno, è avvenuta addirittura a velocità doppia rispetto alla media italiana. Il Monitor dei Distretti del Piemonte realizzato dall’Ufficio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo parla chiaro: nel periodo considerato, i distretti subalpini monitorati nella rilevazione curata da Giovanni Foresti hanno visto le loro vendite estere crescere del +6,1%. Una percentuale che non solo rappresenta il doppio della media italiana ma che sbaraglia pure la concorrenza tedesca (la Merkel si arrenda!) che, nei settori di specializzazione dei distretti esaminati, ha accusato addirittura un lieve calo delle vendite estere (-0,4%). 

A conti fatti, l’oreficeria di Valenza (+21,4%), i dolci di Alba e Cuneo (+6,5%), il caffè, le confetterie e il cioccolato di Torino (+15,1%), il tessile (+4,3%) e il meccanotessile (+27,1%) di Biella hanno realizzato le performances più  brillanti a livello nazionale. Positivi, anche se meno brillanti, i risultati incassati dai vini di Langhe, Roero e Monferrato (+1,1%), dal riso di Vercelli (+4,6%) e dai casalinghi di Omegna (+5,4%). Di poco negativa, invece, la dinamica dei flussi di export dei frigoriferi industriali di Casale Monferrato (-0,7%), della nocciola e frutta piemontese (-0,6%) e della rubinetteria e del valvolame di Cusio-Valsesia (-1,6%).

Il tessile di Biella, come precisa il Monitor,  ha visto crescere sia il comparto tessile in senso stretto (+5,9%), sia l’abbigliamento (+10,5%). Sono rimasti, invece, in territorio di sostanziale stagnazione le vendite estere di filati. Guardate sotto il profilo della destinazione geografica, le esportazioni del distretto biellese sono aumentate soprattutto nella penisola iberica, sul mercato cinese e nei paesi dell’Est Europa, caratterizzati nel recente passato da processi di internazionalizzazione produttiva e ancora al centro di intensi processi di interscambio commerciale (import-export). Le esportazioni di macchine tessili di Biella che hanno trovato nuove commesse soprattutto in Russia e nel Regno Unito. Da sottolineare che le esportazioni dei distretti piemontesi hanno mostrato segnali di accelerazione nei nuovi mercati, dove hanno registrato un aumento tendenziale dell’8,8%. In particolare, il tessile biellese (ma anche l’oreficeria di Valenza e i dolci di Alba e Cuneo) ha realizzato buone performance su Hong Kong, compensando i cali risentiti sul mercato tedesco

Giovanni Orso

La corsa dell’export dei distretti piemontesi, nel primo trimestre dell’anno, è avvenuta addirittura a velocità doppia rispetto alla media italiana. Il Monitor dei Distretti del Piemonte realizzato dall’Ufficio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo parla chiaro: nel periodo considerato, i distretti subalpini monitorati nella rilevazione curata da Giovanni Foresti hanno visto le loro vendite estere crescere del +6,1%. Una percentuale che non solo rappresenta il doppio della media italiana ma che sbaraglia pure la concorrenza tedesca (la Merkel si arrenda!) che, nei settori di specializzazione dei distretti esaminati, ha accusato addirittura un lieve calo delle vendite estere (-0,4%). 

A conti fatti, l’oreficeria di Valenza (+21,4%), i dolci di Alba e Cuneo (+6,5%), il caffè, le confetterie e il cioccolato di Torino (+15,1%), il tessile (+4,3%) e il meccanotessile (+27,1%) di Biella hanno realizzato le performances più  brillanti a livello nazionale. Positivi, anche se meno brillanti, i risultati incassati dai vini di Langhe, Roero e Monferrato (+1,1%), dal riso di Vercelli (+4,6%) e dai casalinghi di Omegna (+5,4%). Di poco negativa, invece, la dinamica dei flussi di export dei frigoriferi industriali di Casale Monferrato (-0,7%), della nocciola e frutta piemontese (-0,6%) e della rubinetteria e del valvolame di Cusio-Valsesia (-1,6%).

Il tessile di Biella, come precisa il Monitor,  ha visto crescere sia il comparto tessile in senso stretto (+5,9%), sia l’abbigliamento (+10,5%). Sono rimasti, invece, in territorio di sostanziale stagnazione le vendite estere di filati. Guardate sotto il profilo della destinazione geografica, le esportazioni del distretto biellese sono aumentate soprattutto nella penisola iberica, sul mercato cinese e nei paesi dell’Est Europa, caratterizzati nel recente passato da processi di internazionalizzazione produttiva e ancora al centro di intensi processi di interscambio commerciale (import-export). Le esportazioni di macchine tessili di Biella che hanno trovato nuove commesse soprattutto in Russia e nel Regno Unito. Da sottolineare che le esportazioni dei distretti piemontesi hanno mostrato segnali di accelerazione nei nuovi mercati, dove hanno registrato un aumento tendenziale dell’8,8%. In particolare, il tessile biellese (ma anche l’oreficeria di Valenza e i dolci di Alba e Cuneo) ha realizzato buone performance su Hong Kong, compensando i cali risentiti sul mercato tedesco

Giovanni Orso

 

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