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Imprese giovani: a Biella pesano il 7,9%

Imprese giovani: a Biella pesano il 7,9%
Economia 26 Marzo 2016 ore 11:41

Sono 43.487 (dato al 31 dicembre 2015) le imprese giovanili (guidate da un under 35) in Piemonte. Esse rappresentano poco meno del 10% delle imprese complessivamente registrate nella regione. Nel 23,8% dei casi sono guidate da stranieri e il 28,0% è amministrato da giovani imprenditrici.

I dati arrivano da Unioncamere Piemonte che specifica come, durante lo scorso anno, a fronte della nascita di 8.304 imprese giovanili, ne sono cessate 4.327 (al netto delle cancellazioni d’ufficio). Il saldo è risultato, dunque, positivo per 3.977 unità. Senza l’apporto delle imprese guidate da under 35, lo stock delle imprese complessivamente registrate avrebbe manifestato una perdita di circa 4.500 unità.

Il Piemonte si trova così in decima posizione, nella graduatoria delle regioni italiane, con un peso delle imprese giovanili sul totale delle imprese regionali pari al 9,8%. Se il tessuto regionale, così come quello nazionale, è costituito in maggioranza da micro, piccole e medie imprese, questo “nanismo imprenditoriale” è ancora più evidente per le aziende giovanili, che nel 99% dei casi hanno meno di 10 addetti. L’analisi per settori evidenzia come il primo comparto per le imprese under 35 sia quello delle altre attività di servizi (26,7%), seguito dal commercio (25,7%) e dalle costruzioni (19,8%). Circa un’impresa su dieci appartiene al turismo, una su sette si dedica all’agricoltura e solo il 6,2% è industriale. L’analisi territoriale rivela come l’imprenditoria giovanile assuma una rilevanza maggiore nelle province di Novara (l’11,0% del totale provinciale) e Torino (10,3%), mentre risulti meno diffusa ad Alessandria (8,5%) e a Biella (7,9%). «I giovani rappresentano il futuro della nostra economia e un veicolo d’innovazione e crescita per l’impresa e la società, e i dati sulla buona dinamica delle imprese under 35 ce lo confermano - commenta Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere Piemonte -. Istituzioni e attori economici devono quindi dedicare loro un’attenzione particolare, mettendoli nelle condizioni di dare continuità all’ossatura imprenditoriale del nostro territorio. Le Camere di commercio lo fanno da tempo, con iniziative finalizzate ad avvicinare la scuola alla realtà d’impresa, per colmare il gap di competenze con esperienze spendibili nel mondo del lavoro. Il tema dell’alternanza scuola-lavoro è oggi più che mai attuale, ma non è l’unico; per andare incontro alle esigenze dei giovani imprenditori sono necessari anche strumenti di finanza dedicata, quali venture capital e microcredito, oltre a un forte impegno per alleggerire il carico burocratico delle procedure amministrative attraverso la digitalizzazione della Pubblica amministrazione, altro fronte su cui il Sistema camerale è in prima linea».

Sono 43.487 (dato al 31 dicembre 2015) le imprese giovanili (guidate da un under 35) in Piemonte. Esse rappresentano poco meno del 10% delle imprese complessivamente registrate nella regione. Nel 23,8% dei casi sono guidate da stranieri e il 28,0% è amministrato da giovani imprenditrici.

I dati arrivano da Unioncamere Piemonte che specifica come, durante lo scorso anno, a fronte della nascita di 8.304 imprese giovanili, ne sono cessate 4.327 (al netto delle cancellazioni d’ufficio). Il saldo è risultato, dunque, positivo per 3.977 unità. Senza l’apporto delle imprese guidate da under 35, lo stock delle imprese complessivamente registrate avrebbe manifestato una perdita di circa 4.500 unità.

Il Piemonte si trova così in decima posizione, nella graduatoria delle regioni italiane, con un peso delle imprese giovanili sul totale delle imprese regionali pari al 9,8%. Se il tessuto regionale, così come quello nazionale, è costituito in maggioranza da micro, piccole e medie imprese, questo “nanismo imprenditoriale” è ancora più evidente per le aziende giovanili, che nel 99% dei casi hanno meno di 10 addetti. L’analisi per settori evidenzia come il primo comparto per le imprese under 35 sia quello delle altre attività di servizi (26,7%), seguito dal commercio (25,7%) e dalle costruzioni (19,8%). Circa un’impresa su dieci appartiene al turismo, una su sette si dedica all’agricoltura e solo il 6,2% è industriale. L’analisi territoriale rivela come l’imprenditoria giovanile assuma una rilevanza maggiore nelle province di Novara (l’11,0% del totale provinciale) e Torino (10,3%), mentre risulti meno diffusa ad Alessandria (8,5%) e a Biella (7,9%). «I giovani rappresentano il futuro della nostra economia e un veicolo d’innovazione e crescita per l’impresa e la società, e i dati sulla buona dinamica delle imprese under 35 ce lo confermano - commenta Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere Piemonte -. Istituzioni e attori economici devono quindi dedicare loro un’attenzione particolare, mettendoli nelle condizioni di dare continuità all’ossatura imprenditoriale del nostro territorio. Le Camere di commercio lo fanno da tempo, con iniziative finalizzate ad avvicinare la scuola alla realtà d’impresa, per colmare il gap di competenze con esperienze spendibili nel mondo del lavoro. Il tema dell’alternanza scuola-lavoro è oggi più che mai attuale, ma non è l’unico; per andare incontro alle esigenze dei giovani imprenditori sono necessari anche strumenti di finanza dedicata, quali venture capital e microcredito, oltre a un forte impegno per alleggerire il carico burocratico delle procedure amministrative attraverso la digitalizzazione della Pubblica amministrazione, altro fronte su cui il Sistema camerale è in prima linea».