Il tessuto produttivo tiene, Biella però in coda

Il tessuto produttivo tiene, Biella però in coda
28 Luglio 2017 ore 18:16

Bilancio anagrafico debolmente positivo per il sistema imprenditoriale piemontese nel II trimestre 2017 con il tessuto imprenditoriale che ha manifestato una lieve espansione, sebbene di intensità inferiore rispetto a quella realizzata nello stesso periodo del 2016. L’andamento maggiormente positivo per la  nati-mortalità delle imprese piemontesi è quello del turismo (+0,95%) e degli altri servizi (+0,80%) e per quelle delle province di Novara (+0,63%) e Torino (+0,55%).  Nel trimestre aprile-giugno 2017, infatti, sono state 6.547 le aziende nate in Piemonte, dato più basso rispetto a quello registrato nel corso del II trimestre 2016 (7.470). Al netto delle 4.589 cessazioni, il saldo è positivo per 1.958 unità (nel II trimestre 2016 il saldo era stato di 2.377 unità), dato che porta a 435.710 lo stock di imprese complessivamente registrate a fine giugno 2017 presso il Registro delle imprese delle Camere di commercio piemontesi. Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si traduce in un tasso di crescita del +0,45%, lievemente più ridotto rispetto a quello registrato nello stesso periodo del 2016 (+0,54%) e di poco inferiore rispetto a quello rilevato a livello medio nazionale (+0,59%).

«Il dato Movimprese tratteggia un Piemonte che continua ad aver voglia di scommette sull’impresa, nonostante tutto. Il saldo è infatti positivo, per quasi 2.000 unità – dichiara Ferruccio Dardanello, presidente Unioncamere Piemonte -. Certo la strada è ancora lunga e c’è ancora molto da fare, ma la direzione intrapresa è quella giusta». Tutti i settori hanno registrato andamenti positivi e tra questi spicca il turismo e il comparto degli ‘altri servizi’ (attività finanziarie e assicurative, trasporto e immagazzinaggio, attività immobiliari, noleggio e agenzie di viaggio): settori strategici, insieme al commercio, per ridare slancio al mercato interno.

La lieve espansione registrata a livello regionale è stata il frutto dei risultati positivi, seppur deboli, registrati in tutte le province piemontesi. Novara e Torino, con un tasso di crescita rispettivamente pari a +0,63% e +0,55%, hanno realizzato le dinamiche più elevate. Asti (con una crescita del +0,52%), Vercelli e Verbania (entrambe con un tasso pari al +0,49%) hanno evidenziato ritmi espansivi leggermente migliori rispetto alla media regionale; mentre Cuneo (+0,27%) e Alessandria (+0,21%) hanno mostrato una dinamica più lenta. Il risultato meno brillante continua ad appartenere ormai da tempo al Biellese (+0,05%).

R.A.

Bilancio anagrafico debolmente positivo per il sistema imprenditoriale piemontese nel II trimestre 2017 con il tessuto imprenditoriale che ha manifestato una lieve espansione, sebbene di intensità inferiore rispetto a quella realizzata nello stesso periodo del 2016. L’andamento maggiormente positivo per la  nati-mortalità delle imprese piemontesi è quello del turismo (+0,95%) e degli altri servizi (+0,80%) e per quelle delle province di Novara (+0,63%) e Torino (+0,55%).  Nel trimestre aprile-giugno 2017, infatti, sono state 6.547 le aziende nate in Piemonte, dato più basso rispetto a quello registrato nel corso del II trimestre 2016 (7.470). Al netto delle 4.589 cessazioni, il saldo è positivo per 1.958 unità (nel II trimestre 2016 il saldo era stato di 2.377 unità), dato che porta a 435.710 lo stock di imprese complessivamente registrate a fine giugno 2017 presso il Registro delle imprese delle Camere di commercio piemontesi. Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si traduce in un tasso di crescita del +0,45%, lievemente più ridotto rispetto a quello registrato nello stesso periodo del 2016 (+0,54%) e di poco inferiore rispetto a quello rilevato a livello medio nazionale (+0,59%).

«Il dato Movimprese tratteggia un Piemonte che continua ad aver voglia di scommette sull’impresa, nonostante tutto. Il saldo è infatti positivo, per quasi 2.000 unità – dichiara Ferruccio Dardanello, presidente Unioncamere Piemonte -. Certo la strada è ancora lunga e c’è ancora molto da fare, ma la direzione intrapresa è quella giusta». Tutti i settori hanno registrato andamenti positivi e tra questi spicca il turismo e il comparto degli ‘altri servizi’ (attività finanziarie e assicurative, trasporto e immagazzinaggio, attività immobiliari, noleggio e agenzie di viaggio): settori strategici, insieme al commercio, per ridare slancio al mercato interno.

La lieve espansione registrata a livello regionale è stata il frutto dei risultati positivi, seppur deboli, registrati in tutte le province piemontesi. Novara e Torino, con un tasso di crescita rispettivamente pari a +0,63% e +0,55%, hanno realizzato le dinamiche più elevate. Asti (con una crescita del +0,52%), Vercelli e Verbania (entrambe con un tasso pari al +0,49%) hanno evidenziato ritmi espansivi leggermente migliori rispetto alla media regionale; mentre Cuneo (+0,27%) e Alessandria (+0,21%) hanno mostrato una dinamica più lenta. Il risultato meno brillante continua ad appartenere ormai da tempo al Biellese (+0,05%).

R.A.

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