Il Piemonte si dimostra capace di attrarre investimenti esteri

Il Piemonte si dimostra capace di attrarre investimenti esteri
Economia 23 Novembre 2016 ore 10:23

In Piemonte le multinazionali estere (Mne) sono il primo datore privato di lavoro con una media di 108 addetti per azienda, contro quella regionale di 11, prendendo in esame le sole società di capitale (Spa., la Sapa, Srl, Srls.). Sono infatti le 1.000 Mne presenti che, con 2.221 unità locali, impiegano circa 108.000 addetti. Sebbene rappresentino solo l’1,35% delle 73.814 società di capitale presenti in Piemonte, il loro peso in termini di occupati è molto significativo: esse occupano il 13,8% degli addetti. Per circa il 60% sono concentrate in provincia di Torino, più della metà opera in ambito manifatturiero, il 69% è di nazionalità europea, ma i Paesi di provenienza più rappresentati sono Usa (19%), Francia (18%) e Germania (17%) che complessivamente compongono quindi il 54%.

Sono i principali numeri illustrati a Torino durante la quinta presentazione di Observer, il primo osservatorio in Italia rivolto alle imprese Mne operative in Piemonte, a cura di Centro Estero per l’Internazionalizzazione, Camera di commercio di Torino, Università degli studi di Torino (Dipartimento di Management e Saa School of Management) e Regione Piemonte.

?Fondamentale per l’attrazione di nuovi capitali - ha dichiarato Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte -, è la capacita di un territorio di sviluppare le condizioni di contesto, i cosiddetti fattori di localizzazione: risorse umane, know-how, presenza di filiere integrate, sistema di R&S, costituiscono il motore per l’attrazione di investimenti in Piemonte e la Regione è impegnata costantemente nella ricerca di politiche industriali attente alle reali esigenze delle aziende?.

? L’indagine presentata oggi – ha osservato Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere

Piemonte – restituisce l’immagine di un territorio che si conferma attrattivo per gli investitori esteri in una quadro internazionale complesso. Questo naturalmente non può essere considerato un punto di arrivo, ma di partenza per lo sviluppo di politiche orientate a una duplice strategia: mantenere e incrementare gli investimenti esistenti e attrarne di ulteriori?.

?I dati raccolti fanno emergere un territorio attrattivo, soprattutto per i Paesi di più antica industrializzazione, come Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, che mantiene una forte vocazione manifatturiera - ha commentato Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di commercio di Torino - da quest’anno inoltre é stato rilevato anche il peso della Grande Distribuzione Organizzata che proprio in termini di addetti gioca un peso importante?.

All’edizione 2016 di Observer hanno partecipato anche l’Università di Torino e la Scuola di Amministrazione Aziendale che ?hanno accolto con interesse la proposta di collaborazione - ha sottolineato Giacomo Buchi, Ordinario di Economia e Gestone delle Imprese dell’Università

di Torino - poiché conoscere le caratteristiche delle multinazionali permette anche di comprendere le competenze per loro più appetibili nei profili lavorativi. Un patrimonio estremamente utile per progettare un'offerta formativa universitaria di elevato livello?. Riconoscendo nelle multinazionali che hanno scelto di investire qui una ricchezza fondamentale da utilizzare come stimolo di attrazione per nuovi investimenti ?il data-base aggiornato rappresenta uno strumento di verifica dell’effetto che gli investimenti esteri hanno sull’economia locale, oltre che un punto di partenza per favorire reinvestimenti e stimolarne di nuovi - ha affermato Pierpaolo Antonioli, presidente del Ceipiemonte -. In questo processo ci poniamo anche l’obiettivo di sviluppare il legame, talvolta debole, con il tessuto delle imprese locali: spesso infatti le multinazionali si approvvigionano dall'estero a causa di una filiera frammentata che sta compiendo passi importanti verso una sempre maggiore

aggregazione?.

L’indagine, realizzata tra ottobre 2015 e giugno 2016, ha aggiornato il database di Observer

partendo dalla definizione dell'Unctad (United Nations Conference on Trade and Development) che considera multinazionali le imprese con almeno una filiale all’estero di cui l’azionista straniero detiene almeno il 10% delle azioni ordinarie. L’integrazione delle Mne in Piemonte, i loro bisogni, le risposte del territorio in termini di risorse umane, infrastrutture, pubblica amministrazione e come le aziende locali interagiscono con le Mne sono stati al centro della tavola rotonda che visto confrontarsi 2 Multinazionali insediate in Piemonte (a Torino e a Novara) del comparto elettronico molto attive in termini di innovazione e ricerca, Vishay e SunEdison Semiconductor, quest’ultima inoltre sta ampliando il proprio investimento; 2 aziende locali del comparto auto anch’esse particolarmente attente all’innovazione e ampiamente internazionalizzate, Gruppo Cecomp e Mista SpA; come realtà istituzionali la Regione Piemonte, l’Agenzia Piemonte lavoro e la Direzione Territorio e Ambiente della Città di Torino; per il mondo della formazione, indispensabile per alimentare la crescita di figure altamente professionali e specializzate, l’Istituto Tecnico IS Sobrero; inoltre la società di consulenza immobiliare internazionale JLL Italia.

 

l.c.

In Piemonte le multinazionali estere (Mne) sono il primo datore privato di lavoro con una media di 108 addetti per azienda, contro quella regionale di 11, prendendo in esame le sole società di capitale (Spa., la Sapa, Srl, Srls.). Sono infatti le 1.000 Mne presenti che, con 2.221 unità locali, impiegano circa 108.000 addetti. Sebbene rappresentino solo l’1,35% delle 73.814 società di capitale presenti in Piemonte, il loro peso in termini di occupati è molto significativo: esse occupano il 13,8% degli addetti. Per circa il 60% sono concentrate in provincia di Torino, più della metà opera in ambito manifatturiero, il 69% è di nazionalità europea, ma i Paesi di provenienza più rappresentati sono Usa (19%), Francia (18%) e Germania (17%) che complessivamente compongono quindi il 54%.

Sono i principali numeri illustrati a Torino durante la quinta presentazione di Observer, il primo osservatorio in Italia rivolto alle imprese Mne operative in Piemonte, a cura di Centro Estero per l’Internazionalizzazione, Camera di commercio di Torino, Università degli studi di Torino (Dipartimento di Management e Saa School of Management) e Regione Piemonte.

?Fondamentale per l’attrazione di nuovi capitali - ha dichiarato Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte -, è la capacita di un territorio di sviluppare le condizioni di contesto, i cosiddetti fattori di localizzazione: risorse umane, know-how, presenza di filiere integrate, sistema di R&S, costituiscono il motore per l’attrazione di investimenti in Piemonte e la Regione è impegnata costantemente nella ricerca di politiche industriali attente alle reali esigenze delle aziende?.

? L’indagine presentata oggi – ha osservato Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere

Piemonte – restituisce l’immagine di un territorio che si conferma attrattivo per gli investitori esteri in una quadro internazionale complesso. Questo naturalmente non può essere considerato un punto di arrivo, ma di partenza per lo sviluppo di politiche orientate a una duplice strategia: mantenere e incrementare gli investimenti esistenti e attrarne di ulteriori?.

?I dati raccolti fanno emergere un territorio attrattivo, soprattutto per i Paesi di più antica industrializzazione, come Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, che mantiene una forte vocazione manifatturiera - ha commentato Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di commercio di Torino - da quest’anno inoltre é stato rilevato anche il peso della Grande Distribuzione Organizzata che proprio in termini di addetti gioca un peso importante?.

All’edizione 2016 di Observer hanno partecipato anche l’Università di Torino e la Scuola di Amministrazione Aziendale che ?hanno accolto con interesse la proposta di collaborazione - ha sottolineato Giacomo Buchi, Ordinario di Economia e Gestone delle Imprese dell’Università

di Torino - poiché conoscere le caratteristiche delle multinazionali permette anche di comprendere le competenze per loro più appetibili nei profili lavorativi. Un patrimonio estremamente utile per progettare un'offerta formativa universitaria di elevato livello?. Riconoscendo nelle multinazionali che hanno scelto di investire qui una ricchezza fondamentale da utilizzare come stimolo di attrazione per nuovi investimenti ?il data-base aggiornato rappresenta uno strumento di verifica dell’effetto che gli investimenti esteri hanno sull’economia locale, oltre che un punto di partenza per favorire reinvestimenti e stimolarne di nuovi - ha affermato Pierpaolo Antonioli, presidente del Ceipiemonte -. In questo processo ci poniamo anche l’obiettivo di sviluppare il legame, talvolta debole, con il tessuto delle imprese locali: spesso infatti le multinazionali si approvvigionano dall'estero a causa di una filiera frammentata che sta compiendo passi importanti verso una sempre maggiore

aggregazione?.

L’indagine, realizzata tra ottobre 2015 e giugno 2016, ha aggiornato il database di Observer

partendo dalla definizione dell'Unctad (United Nations Conference on Trade and Development) che considera multinazionali le imprese con almeno una filiale all’estero di cui l’azionista straniero detiene almeno il 10% delle azioni ordinarie. L’integrazione delle Mne in Piemonte, i loro bisogni, le risposte del territorio in termini di risorse umane, infrastrutture, pubblica amministrazione e come le aziende locali interagiscono con le Mne sono stati al centro della tavola rotonda che visto confrontarsi 2 Multinazionali insediate in Piemonte (a Torino e a Novara) del comparto elettronico molto attive in termini di innovazione e ricerca, Vishay e SunEdison Semiconductor, quest’ultima inoltre sta ampliando il proprio investimento; 2 aziende locali del comparto auto anch’esse particolarmente attente all’innovazione e ampiamente internazionalizzate, Gruppo Cecomp e Mista SpA; come realtà istituzionali la Regione Piemonte, l’Agenzia Piemonte lavoro e la Direzione Territorio e Ambiente della Città di Torino; per il mondo della formazione, indispensabile per alimentare la crescita di figure altamente professionali e specializzate, l’Istituto Tecnico IS Sobrero; inoltre la società di consulenza immobiliare internazionale JLL Italia.

 

l.c.