Il commercio biellese vede ancora nero

Il commercio biellese vede ancora nero
Economia 13 Marzo 2014 ore 11:59

Continuano le difficoltà per il commercio biellese. L’indagine di settore, presentata ieri mattina in Camera di Commercio Biella e curata dall’ufficio studi dell’ente camerale in collaborazione con Unioncamere Piemonte, mette in luce come, nel secondo semestre 2013, il quadro continui a restituire dati negativi. Lo studio si è focalizzato su un campione di 60 unità costituite da imprese biellesi appartenenti ai settori del commercio al dettaglio in sede fissa e della ristorazione.

«Le imprese appartenenti a questi comparti - ha detto il segretario di Camera di Commercio Biella, Gianpiero Masera -  manifestano segnali di debolezza per quanto concerne il fatturato, gli ordini effettuati ai fornitori e l’occupazione. Purtroppo, anche gli scenari previsionali relativi al brevissimo periodo permangono negativi e appare piuttosto difficile predisporre localmente strumenti efficaci di supporto alla ripartenza della domanda interna»

I dati. Presentati da Sarah Bovini (Unioncamere Piemonte), i dati parlano chiaro. Nel terzo trimestre 2013, il fatturato delle imprese biellesi del commercio al dettaglio in sede fissa e della ristorazione ha registra complessivamente una flessione  dell’1,3% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. L’andamento è stato negativo anche sul lato degli ordini effettuati ai fornitori e sul fronte occupazionale: infatti, entrambi i saldi di opinione sono stati  negativi e pari, rispettivamente, al -52% e al -39%. Il segno meno, seppur più attenuato, ha caratterizzato anche l’ultimo trimestre del 2013. La variazione del fatturato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è stata pari a -0,2 punti percentuale. Anche  il saldo di opinione riferito agli ordini effettuati ai fornitori e al fronte dell’occupazione, si sono rivelati negativi rispettivamente del -52% e del -14%. In sintesi estrema, a patire maggiormente sono stati gli esercizi del dettaglio tradizionale mentre hanno resistito le imprese della ristorazione. Da sottolineare che il 25% delle imprese ha dichiarato difficoltà di accesso al credito bancario negli ultimi sei mesi. Anche i saldi relativi ai giudizi in merito all’andamento tendenziale dei prezzi si sono rivelati sbilanciati sul pessimismo sia nel terzo (-2%) sia nel quarto trimestre 2013 (-7%). Nei due trimestri considerati, le giacenze di magazzino sono state considerate adeguate rispettivamente  dal 54% e dal 79% del campione.

Disomogeneità. Il settore, tuttavia, riflette valori medi frutto di un andamento complessivamente disomogeneo. Lo ha fatto notare il presidente di Ascom Biella, Mario Novaretti, che ha sottolineato come, in base ad uno studio interno dell’associazione, l’andamento del giro d’affari delle macellerie risulti complessivamente positivo ma il dato, scorporato, denuncia invece la sofferenza delle piccole realtà e l’incremento di quelle maggiori. Senza contare che, sempre secondo i dati di Ascom Biella, si sta assistendo, nel periodo in esame, ad una contrazione del giro d’affari dei bar (-6%). Segnali che anche Confesercenti Biella ha registrato sul proprio campione di imprese. Per il presidente di Confesercenti Biella, Angelo Sacco, inoltre,  la contrazione di fatturato subita dai pubblici esercizi come i bar deriverebbe, in significativa misura, dalla diminuzione del ricorso agli aperitivi da parte della clientela: un fenomeno che indica come la crisi stia mutando le abitudini anche dei giovani biellesi.

Previsioni. Infine, il clima delle aspettative degli imprenditori commerciali della provincia biellese per il  primo trimestre 2014 continua ad essere orientato al pessimismo: per quanto concerne gli ordini effettuati ai fornitori, il saldo di opinione registrato risulta pari a -42 punti. Il fatturato registra un saldo d’opinione negativo per 34 punti, mentre in merito all’occupazione gli imprenditori intervistati propendono per la stazionarietà.
Giovanni Orso