I giovani edili: "Imprese a rischio"

I giovani edili: "Imprese a rischio"
Economia 16 Maggio 2012 ore 11:31

Anche i giovani imprenditori edili scendono in campo per sottolineare  «che il settore che negli ultimi anni ha visto una lenta ma inesorabile emorragia in termini di imprese, di fatturato e di posti di lavoro merita attenzione». Il settore, in crisi ovunque, è stato protagonista del convegno nazionale  tenutosi a Roma lo scorso venerdì, intitolato “Oggi imprenditori. Domani?”.

Naturalmente quel “domani?” si riferiva all’importanza che i giovani imprenditori oggi si formino nelle competenze tecnico e scientifiche per fare impresa d’avanguardia. «Ma quel punto interrogativo - spiegano i giovani edili biellesi che hanno partecipato con una delegazione  guidata dal vice Lorenzo Negro - richiama anche al rischio chiusura di tante imprese. Imprese messe a rischio per la mancanza di investimenti sia pubblici che privati, dalla stretta creditizia dovuta alla rigida applicazione dei criteri di Basilea II e Basilea III, e dai ritardati pagamenti della pubblica amministrazione».

I pagamenti.  Proprio sul dilatarsi dei tempi per i pagamenti delle fatture interviene il presidente di Ance Biella Angelo Forgnone, alla vigilia del D-Day di martedì scorso nel quale le imprese sono state chiamate a fornire all’associazione le situazioni dei  ritardi che, verificate, consentiranno  ad Ance di mettere in mora gli enti. «Non possiamo - dice il presidente - fare un’accusa indiscriminata a tutte le amministrazione. Accanto ai molti casi in cui i tempi si dilatano a dismisura, fino a superare i due anni, ci sono amministrazioni virtuose come il comune di Biella, la provincia di Biella e tanti piccoli comuni che puntualmente in una sessantina di giorni provvedono a saldare le fatture. Se tutte le pubbliche amministrazioni fossero così virtuose - aggiunge Forgnone - quel punto interrogativo sul domani, posto anche dal Gruppo giovani Ance di Biella, potrebbe essere meno pressante». Secondo Ance Biella un aiuto a Comuni e di rimbalzo alle aziende operanti con le pubbliche amministrazioni potrebbe venire da una diversa applicazione del patto di stabilità.  «Così come previsto - dice Forgnone - il patto toglierà ai Comuni quelle risorse che nell’anno non saranno riusciti a spendere: saranno risorse perse. Infatti i Comuni non potranno più avere avanzi di bilancio. Sappiamo di Comuni molto preoccupati e di situazioni paradossali in cui le amministrazioni riceveranno contributi nel secondo semestre dell’anno, o addirittura nel quarto trimestre, e non sanno come faranno ad impiegare quelle risorse».