I dieci anni del Vino del Sorriso

I dieci anni del Vino del Sorriso
Economia 17 Settembre 2016 ore 16:48

E’ un vino speciale, il Vino del Sorriso, che nasce da una storia a lieto fine, una di quelle rare storie dove i sogni, seppure un po’ bizzarri, sembrano realizzarsi. Tutto inizia alle porte di Candelo, al “Campile”, un tempo aperta campagna e oggi zona residenziale di villette e giardini recintati: qui, fino al 2001, c’è un bel vigneto -  uno dei pochi rimasti, dei tanti che un tempo ricoprivano queste terre – e c'è Giuseppe Ressia, che ha trascorso gran parte della sua vita a coltivarlo e a produrre un buon vino per sé e per la sua famiglia. Quando lui se ne va, il vigneto resta abbandonato, con il rischio di perdere non solo le viti, ma tutto quel mondo di passione, lavoro, competenza, cura quotidiana della terra di cui rappresentava una ormai rara testimonianza.

Così la figlia Lorella - insieme all’associazione Ti Aiuto Io, che realizza progetti a sostegno delle persone disabili - inizia ad immaginare una nuova vita per la vigna, con il sogno di farla non solo rinascere e produrre, ma anche di diventare un laboratorio di integrazione e solidarietà. Con la consulenza di esperti, il vigneto viene dapprima ristrutturato, completamente rinnovato sia nella struttura che nelle varietà di viti, e poi coltivato collettivamente da viticultori, appassionati, volontari e persone disabili, con la partecipazione di realtà come Domus Laetitiae, Anffas, Centro Don Franco Picco di Lessona, Bottega dei Mestieri, La Coccinella, Anteo e tante altre.

Poi, quando il lavoro dà i suoi frutti, si passa alla produzione del vino, grazie alla collaborazione dell’Azienda Centovigne, che realizza la vinificazione nelle proprie cantine. E, una volta imbottigliato, anche il packaging non può che essere “condiviso”, con tanti artisti a disegnare le etichette che impreziosiscono le bottiglie. Quest’anno, a vestire le bottiglie annata 2014, ci sono le opere di artisti del Simposio di arte di Occhieppo Inferiore, che già in passato ha collaborato all’iniziativa. Il risultato di questo lavoro collettivo e solidale - ad oggi sono più di 150 le persone che, a diverso titolo, offrono gratuitamente il proprio tempo, lavoro e competenza al progetto - è il Vino del Sorriso: ogni anno, circa 400 bottiglie - vendute attraverso il passaparola, i mercatini, durante gli eventi - i cui proventi servono a finanziare i progetti dell’associazione Ti Aiuto Io a favore dei disabili.

Ma non solo: il vecchio vigneto è diventato, grazie a questo progetto, un punto di incontro, dove esperti e appassionati si scambiano esperienze e consigli, dove si realizzano corsi di potatura e coltivazione, dove ci si ritrova per momenti conviviali e feste. Da quest’anno poi il Vino del Sorriso partecipa a Let Eat Bi, il progetto di Cittadellarte che mette in rete i saperi, le attività, le iniziative legati alla cura della terra e del paesaggio. E quest’anno, per festeggiare i dieci anni del progetto, una serie di iniziative, iniziate con la partecipazione al Vinincontro nel Ricetto di Candelo. Questi i prossimi appuntamenti: oggi, domenica 18 settembre, dalle 10.30, presso Vigna del Sorriso, Via Campile, Candelo Festa dell’Uva: pigiatura, Messa al campo, pranzo tra i filari. Con la Banda Musicale di Candelo San Giacomo e la Street Band “La Piola”. Per il pranzo, prenotazioni al numero 015 2537129. Domenica 9 ottobre, ore 14.30, ritrovo presso la chiesa di Castellengo visita guidata alla cantina dell’azienda Centovigne di Castellengo, con passeggiata tra i boschi e i filari attorno al castello.  Venerdì 21 ottobre, ore 19, Centro Polivalente Le Rosminiane, Candelo festa finale: apericena con ospiti speciali, presentazione del progetto, musica anni 70/80 con Dj Tere. Info:  015 2537129 o 333 9045366; www.tiaiutoio.org; tiaiutoio@virgilio.it. Il Vino del Sorriso si può acquistare ogni venerdì presso il mercatino di Let Eat Bi di Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, oppure contattando i numeri indicati.

Simona Perolo

E’ un vino speciale, il Vino del Sorriso, che nasce da una storia a lieto fine, una di quelle rare storie dove i sogni, seppure un po’ bizzarri, sembrano realizzarsi. Tutto inizia alle porte di Candelo, al “Campile”, un tempo aperta campagna e oggi zona residenziale di villette e giardini recintati: qui, fino al 2001, c’è un bel vigneto -  uno dei pochi rimasti, dei tanti che un tempo ricoprivano queste terre – e c'è Giuseppe Ressia, che ha trascorso gran parte della sua vita a coltivarlo e a produrre un buon vino per sé e per la sua famiglia. Quando lui se ne va, il vigneto resta abbandonato, con il rischio di perdere non solo le viti, ma tutto quel mondo di passione, lavoro, competenza, cura quotidiana della terra di cui rappresentava una ormai rara testimonianza.

Così la figlia Lorella - insieme all’associazione Ti Aiuto Io, che realizza progetti a sostegno delle persone disabili - inizia ad immaginare una nuova vita per la vigna, con il sogno di farla non solo rinascere e produrre, ma anche di diventare un laboratorio di integrazione e solidarietà. Con la consulenza di esperti, il vigneto viene dapprima ristrutturato, completamente rinnovato sia nella struttura che nelle varietà di viti, e poi coltivato collettivamente da viticultori, appassionati, volontari e persone disabili, con la partecipazione di realtà come Domus Laetitiae, Anffas, Centro Don Franco Picco di Lessona, Bottega dei Mestieri, La Coccinella, Anteo e tante altre.

Poi, quando il lavoro dà i suoi frutti, si passa alla produzione del vino, grazie alla collaborazione dell’Azienda Centovigne, che realizza la vinificazione nelle proprie cantine. E, una volta imbottigliato, anche il packaging non può che essere “condiviso”, con tanti artisti a disegnare le etichette che impreziosiscono le bottiglie. Quest’anno, a vestire le bottiglie annata 2014, ci sono le opere di artisti del Simposio di arte di Occhieppo Inferiore, che già in passato ha collaborato all’iniziativa. Il risultato di questo lavoro collettivo e solidale - ad oggi sono più di 150 le persone che, a diverso titolo, offrono gratuitamente il proprio tempo, lavoro e competenza al progetto - è il Vino del Sorriso: ogni anno, circa 400 bottiglie - vendute attraverso il passaparola, i mercatini, durante gli eventi - i cui proventi servono a finanziare i progetti dell’associazione Ti Aiuto Io a favore dei disabili.

Ma non solo: il vecchio vigneto è diventato, grazie a questo progetto, un punto di incontro, dove esperti e appassionati si scambiano esperienze e consigli, dove si realizzano corsi di potatura e coltivazione, dove ci si ritrova per momenti conviviali e feste. Da quest’anno poi il Vino del Sorriso partecipa a Let Eat Bi, il progetto di Cittadellarte che mette in rete i saperi, le attività, le iniziative legati alla cura della terra e del paesaggio. E quest’anno, per festeggiare i dieci anni del progetto, una serie di iniziative, iniziate con la partecipazione al Vinincontro nel Ricetto di Candelo. Questi i prossimi appuntamenti: oggi, domenica 18 settembre, dalle 10.30, presso Vigna del Sorriso, Via Campile, Candelo Festa dell’Uva: pigiatura, Messa al campo, pranzo tra i filari. Con la Banda Musicale di Candelo San Giacomo e la Street Band “La Piola”. Per il pranzo, prenotazioni al numero 015 2537129. Domenica 9 ottobre, ore 14.30, ritrovo presso la chiesa di Castellengo visita guidata alla cantina dell’azienda Centovigne di Castellengo, con passeggiata tra i boschi e i filari attorno al castello.  Venerdì 21 ottobre, ore 19, Centro Polivalente Le Rosminiane, Candelo festa finale: apericena con ospiti speciali, presentazione del progetto, musica anni 70/80 con Dj Tere. Info:  015 2537129 o 333 9045366; www.tiaiutoio.org; tiaiutoio@virgilio.it. Il Vino del Sorriso si può acquistare ogni venerdì presso il mercatino di Let Eat Bi di Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, oppure contattando i numeri indicati.

Simona Perolo