Economia

Gli esodati e la lettera che non arriva

Gli esodati e la lettera che non arriva
Economia 04 Settembre 2012 ore 13:30

Esodati: prima il balletto delle cifre poi quello delle lettere. Già, perché prima i cosiddetti esodati sono stati quantificati dal ministro del Welfare, Elsa Fornero, in 65 mila mentre l’Inps li calcolava in cifra assai maggiore; adesso, sempre sugli stessi poveri  esodati incombe un’altra spada di Damocle. Alcuni, infatti, avrebbero già maturato tutti i requisiti per andare in pensione subito con il vecchio sistema ante riforma Fornero. Peccato però che molti di essi rischiano ora di non saperlo neppure e finiscono per perdere un’occasione importante. A denunciarlo è la Inca Cgil.

Lettera. All’interno della categoria degli esodati, il Ministero ha individuato una particolare sottocategoria, quella dei derogati: si tratta dei lavoratori che avrebbero appunto già perfezionato i requisiti pensionistici di anzianità o vecchiaia con il sistema in vigore prima della riforma Fornero. Per il Piemonte, il Ministero ne ha individuati 7.959. A Biella, in particolare, i derogati sarebbero 330. Chi sono? «Coloro che si trovano in mobilità ordinaria o lunga e hanno cessato l’attività al 4 dicembre scorso - spiega Renato Gibba, responsabile Inca Cgil Biella - , le persone a carico dei fondi di solidarietà di settore (per esempio, i bancari o i dipendenti delle poste) nonché la platea dei soggetti autorizzati alla prosecuzione volontaria dei contributi come, per esempio, tutte le donne  che compiono 60 anni di età nel 2012, hanno almeno 15 anni di contributi e hanno chiesto l’autorizzazione ai versamenti volontari».
Tutti costoro riceveranno presto a casa una lettera dell’Inps e potranno, presentandosi ad un patronato, far così controllare la loro situazione contributiva e, ricorrendo  i presupposti, chiedere la certificazione  al diritto di andare in pensione con il vecchio sistema.
«Attenzione però - aggiunge Gibba -: dalla lista mancano in realtà molti nomi che hanno diritto alla deroga ma, che per motivi incomprensibili, non sono stati inseriti. Chi ritiene quindi di essere in una delle posizioni  suddette deve rivolgersi ad un patronato che richiederà l’inserimento del nominativo».

A rischio. Ma c’è di più. «Purtroppo - avverte Gibba -, per motivi che non siamo riusciti ad appurare, esiste un secondo gruppo di esodati che potrebbero trovarsi nella situazione di deroga, ma ai quali non sarà invece spedita lettera alcuna per renderli edotti della loro posizione. In particolare, si tratta dei dipendenti pubblici in esonero (ma nel Biellese non ce ne sono), quelli in congedo straordinario per assistenza ai figli disabili e quelli che hanno cessato entro il 31 dicembre scorso con accordi individuali e collettivi. Costoro rischiano davvero di perdere un’occasione decisiva se non presenteranno, entro e non oltre il prossimo 21 novembre, alle Direzioni Territoriali del Lavoro un’istanza per il riconoscimento della salvaguardia, corredata della documentazione necessaria. Il consiglio è, pertanto, di contattare un patronato per verificare al più presto la propria posizione previdenziale».

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