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Gli Ata sostituiti da un software

Gli Ata sostituiti da un software
Economia 24 Marzo 2016 ore 08:33

Esclusi dalle assunzioni della riforma della “Buona Scuola”. Adesso - confermato il taglio di 2.020 unità in tutta Italia, paventato nei mesi scorsi - anche ridotti. E, in queste ore, messi davanti all’ultima ridefinizione degli organici, alla quale la VII Commissione cultura alla Camera ha appena detto “sì”. Insomma, non c’è pace per gli Ata, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola. 

L’ultima novità, per loro, ha un nome che può voler dire tutto o niente, ma che certo impensierisce: “software”. E deriva da quanto previsto dalla legge di stabilità, ovvero la “modernizzazione” delle segreterie, attraverso un investimento nelle tecnologie digitali. Obiettivo: risparmiare circa 50 milioni di euro. Il mezzo: procedimenti automatizzati come l'Ordinativo Informatico Locale, il sistema informativo per la gestione degli inventari. Finalità che alla luce di quei tagli - nel Biellese, dall’anno scolastico 2015-2016 ne sono stati applicati per 20 posti, rispetto ai 589 del precedente - non sembra indicare nient’altro che questo: rendere meno necessario l'impiego di personale. 

Risparmio o qualità del servizio? L’iniziativa darà i suoi frutti? Per rispondere conviene conoscere alcuni aspetti del lavoro che, ogni giorno, portano avanti le segreterie come i bidelli degli istituti locali. A spiegarlo è Domenico Ferro, che presta servizio in una delle segreterie didattiche: «In questi mesi, c’è stato un aggravio di lavoro, che va a contrapporsi a quanto deciso dal governo - afferma Ferro - Va bene digitalizzare, ma in questa fase si dovrebbe proprio procedere all’inverso: ovvero aumentare il personale». Gestioni delle graduatorie, delle iscrizioni, degli esami da una parte; mansioni sempre più complicate dall’altra, che vanno aggiornate. A questo si aggiunge il blocco del turn over, le supplenze che non possono essere coperte da altre unità, in particolare quelle inferiori a dieci giorni e  maternità, perché così vogliono le regole. 

«Se una scuola può contare su tre amministrativi, non si possono fare sostituzioni, per legge. E questa situazione si fa difficile nelle grandi segreterie, dove sì c’è in partenza più personale, ma la consistenza del lavoro è chiaramente proporzionale», fa notare Domenico Ferro. Cosa significa? L’esempio pratico viene fornito da Marco Ramella Trotta di Flc Cgil: all’Iti, dove lavorano 15 impiegati di segreteria, se ne può sostituire 1 se stanno a casa in 13.  In altre parole, basta non scendere sotto le 2 unità attive. Stessa cose per i più piccoli: all’Istituto Comprensivo Biella II, che ha 5 amministrativi, se se ne ammalano 2 nessuno viene sostituito. Se ne devono ammalare in 3 perché ne sia sostituito 1. «Finora, poi, il Ministero ha disposto di piattaforme non idonee, server obsoleti, un numero di utenti per l’accesso troppo limitato, e gran parte delle procedure restano cartacee - afferma Ramella Trotta - Ben venga l’informatizzazione, ma che sia al passo con i tempi e che tenga conto che la segreteria ha un ruolo forte nel contatto con l’utenza».

Il caso più eclatante: il blocco del portale dei servizi Sidi, avvenuto lo scorso giugno, che ha intralciato il lavoro delle segreterie. Domenico Ferro allarga lo sguardo: «Gli Ata sono stati esclusi dal pensiero della riforma. Il contratto è fermo al 2009, è obsoleto, eppure le responsabilità sono cambiate e aumentate. Penso anche ai collaboratori scolastici, la maggior parte prende 900 euro e arriva giusto a fine mese. Se mancano, e anche loro non vengono sostituiti, ne va della sicurezza come della pulizia delle scuole».

Intanto,  la stessa VII Commissione ha espresso l’intenzione di agire considerando riavvio del turn over e  supplenze anche per assenze inferiori a dieci giorni.

Giovanna Boglietti  

Esclusi dalle assunzioni della riforma della “Buona Scuola”. Adesso - confermato il taglio di 2.020 unità in tutta Italia, paventato nei mesi scorsi - anche ridotti. E, in queste ore, messi davanti all’ultima ridefinizione degli organici, alla quale la VII Commissione cultura alla Camera ha appena detto “sì”. Insomma, non c’è pace per gli Ata, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola. 

L’ultima novità, per loro, ha un nome che può voler dire tutto o niente, ma che certo impensierisce: “software”. E deriva da quanto previsto dalla legge di stabilità, ovvero la “modernizzazione” delle segreterie, attraverso un investimento nelle tecnologie digitali. Obiettivo: risparmiare circa 50 milioni di euro. Il mezzo: procedimenti automatizzati come l'Ordinativo Informatico Locale, il sistema informativo per la gestione degli inventari. Finalità che alla luce di quei tagli - nel Biellese, dall’anno scolastico 2015-2016 ne sono stati applicati per 20 posti, rispetto ai 589 del precedente - non sembra indicare nient’altro che questo: rendere meno necessario l'impiego di personale. 

Risparmio o qualità del servizio? L’iniziativa darà i suoi frutti? Per rispondere conviene conoscere alcuni aspetti del lavoro che, ogni giorno, portano avanti le segreterie come i bidelli degli istituti locali. A spiegarlo è Domenico Ferro, che presta servizio in una delle segreterie didattiche: «In questi mesi, c’è stato un aggravio di lavoro, che va a contrapporsi a quanto deciso dal governo - afferma Ferro - Va bene digitalizzare, ma in questa fase si dovrebbe proprio procedere all’inverso: ovvero aumentare il personale». Gestioni delle graduatorie, delle iscrizioni, degli esami da una parte; mansioni sempre più complicate dall’altra, che vanno aggiornate. A questo si aggiunge il blocco del turn over, le supplenze che non possono essere coperte da altre unità, in particolare quelle inferiori a dieci giorni e  maternità, perché così vogliono le regole. 

«Se una scuola può contare su tre amministrativi, non si possono fare sostituzioni, per legge. E questa situazione si fa difficile nelle grandi segreterie, dove sì c’è in partenza più personale, ma la consistenza del lavoro è chiaramente proporzionale», fa notare Domenico Ferro. Cosa significa? L’esempio pratico viene fornito da Marco Ramella Trotta di Flc Cgil: all’Iti, dove lavorano 15 impiegati di segreteria, se ne può sostituire 1 se stanno a casa in 13.  In altre parole, basta non scendere sotto le 2 unità attive. Stessa cose per i più piccoli: all’Istituto Comprensivo Biella II, che ha 5 amministrativi, se se ne ammalano 2 nessuno viene sostituito. Se ne devono ammalare in 3 perché ne sia sostituito 1. «Finora, poi, il Ministero ha disposto di piattaforme non idonee, server obsoleti, un numero di utenti per l’accesso troppo limitato, e gran parte delle procedure restano cartacee - afferma Ramella Trotta - Ben venga l’informatizzazione, ma che sia al passo con i tempi e che tenga conto che la segreteria ha un ruolo forte nel contatto con l’utenza».

Il caso più eclatante: il blocco del portale dei servizi Sidi, avvenuto lo scorso giugno, che ha intralciato il lavoro delle segreterie. Domenico Ferro allarga lo sguardo: «Gli Ata sono stati esclusi dal pensiero della riforma. Il contratto è fermo al 2009, è obsoleto, eppure le responsabilità sono cambiate e aumentate. Penso anche ai collaboratori scolastici, la maggior parte prende 900 euro e arriva giusto a fine mese. Se mancano, e anche loro non vengono sostituiti, ne va della sicurezza come della pulizia delle scuole».

Intanto,  la stessa VII Commissione ha espresso l’intenzione di agire considerando riavvio del turn over e  supplenze anche per assenze inferiori a dieci giorni.

Giovanna Boglietti