Economia

Giorgio Squinzi in videomessaggio scalda la 39esima edizione di Filo

Giorgio Squinzi in videomessaggio scalda la 39esima edizione di Filo
Economia 22 Marzo 2013 ore 10:24

Alla 39ª edizione di Filo, il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, a suo modo, ha voluto esserci. Lo ha fatto con un videomessaggio trasmesso in apertura della conferenza stampa di inaugurazione, mercoledì mattina alle Stelline di Milano, dove il gotha della filatura internazionale è riunito per Filo, la due giorni del filato di alta gamma organizzata da AssoServizi Biella: un salone reso quest’anno ancor più prezioso dalle installazioni artistiche, giocate su mischie e filati, firmate da Topylabrys (al secolo Ornella Piluso) e da quelle floreali di Christian Canterino (L’angolo del Fiore) che, nell’Area Trend, ha addirittura realizzato un’Italia di boccioli e corolle.

 Un salone in crescita per numero di espositori (vedi box a lato) e, a giudicare dall’afflusso della prima giornata di ieri, anche in termini di buyers. Insomma, un salone che, non a caso, proprio Squinzi ha definito “esempio di successo”, per poi concludere dicendo come la presenza di tante aziende qualificate nel contesto del salone B2B di AssoServizi Biella, costituisca la dimostrazione saliente che “farcela si può”. «Le proposte di Filo - ha detto Squinzi - riuniscono, in un unico prodotto, la ricerca, l’innovazione, la tecnologia, il gusto e il rispetto per l’ambiente e i valori etico-sociali dell’impresa. La collaborazione con “Tessile e Salute” permette poi al settore di migliorare continuamente i valori di salubrità dei vostri prodotti: nonostante la concorrenza sleale, pertanto,  le vostre produzioni continuando ad affermarsi in Italia e nel mondo».
«Non smettete di pedalare» ha, infine, concluso il presidente di Confindustria, lanciando un ballon d’essai subito colto dalla presidente Uib, Marilena Bolli. «Non abbiamo nessuna intenzione di  mollare ha, infatti,  risposto, da Milano, Marilena Bolli -: siamo abituati a pedalare e continueremo a farlo».

Impronte. Proprio Marilena Bolli ha ripercorso lo scenario congiunturale della filatura italiana 2012 (vedi articolo a pagina 31) , non nascondendosi le difficoltà presenti che disegnano un settore “a macchia di leopardo”, ma anche individuando le “impronte” (per citare il tema della 39ª edizione di Filo) su cui occorre camminare. «Resiste chi continua ad investire su processo e prodotto - ha detto, infatti, la presidente dell’Uib -. La forza del distretto biellese, in particolare, resta la vocazione all’alta gamma del mercato. E’ nella ricerca e nell’eccellenza che sta la forza della nostra industria: un patrimonio di passione e creatività che dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni. Creare una filiera della formazione risulta, allora, prioritario. Un ottimo esempio è il master “Management and Textile Engineering” realizzato a Biella da Città Studi e Liuc: un corso completamente in lingua inglese, rivolto a laureati in ingegneria per formare professionisti completi da inserire nel settore tessile-abbigliamento-moda».

Futuro. Camminare quindi su quelle impronte non significa guardare al passato ma proiettarsi verso il futuro. «La chiave di volta del futuro del territorio - ha aggiunto infatti il direttore Uib, Pier Francesco Corcione - resta l’industria manifatturiera. Difendere la filiera tessile è priorità imprescindibile per agganciare la ripresa. Non a caso, a Biella, nel giugno prossimo, ospiteremo l’82º congresso mondiale dell’Iwto, incentrato sull’eccellenza della manifattura come patrimonio per il futuro».
A dare forza alla voglia di farcela dei filatori, anche sul versante della internazionalizzazione, ha contribuito l’intervento di Roberto Rimoldi (capogruppo Filatori Uib) che ha parlato della recentissima missione con cui 18 filature italiane (rappresentative del 75% del comparto) hanno partecipato a SpinExpo, a Shanghai, all’interno del progetto “Italian Yarn Creativity and Excellence. «Grazie a questa iniziativa - ha detto Rimoldi -, siamo riusciti a portare nei nostri stands oltre mille buyers, cosa impensabile se, date le nostre piccole dimensioni, ci fossimo mossi in ordine sparso. Così, sarebbe forse opportuno dare maggiore ampiezza al nostro progetto, trasformandolo in una manifestazione di filiera per mostrare la vitalità del nostro tessile e l’unicità del nostro made in Italy».
Un’unicità su cui è intervenuto anche lo stilista Massimo Crivelli.
«Se il vero significato del lusso è vestire le emozioni - ha detto Crivelli -, è evidente che il nostro lavoro di creativi, ad ogni anello della filiera, non può che fondarsi sulla ricerca della massima qualità, tanto dei materiali quanto del capo finito nel suo complesso«.

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