Economia
caccia a chi non vuole lavorare

Furbetti del Reddito di Cittadinanza: Piemonte finanzia corsi di formazione. Chi si rifiuta lo perderà

Saranno 20mila in tutto il Piemonte (degli oltre 80mila che lo percepiscono) a dover sostenere i corsi di formazione da 200 euro. Stanziati 4 milioni

Furbetti del Reddito di Cittadinanza: Piemonte finanzia corsi di formazione. Chi si rifiuta lo perderà
Economia Biella Città, 05 Novembre 2021 ore 12:06

Per contrastare i cosiddetti "Furbetti del reddito di cittadinanza" la regione Piemonte ha messo in campo un bando finanziato con 4 milioni per la formazione di 20mila (degli oltre 80mila) percettori del reddito di cittadinanza nella nostra Regione.

Il bando ispirato dall'assessore biellese Elena Chiorino

In Piemonte l’Assessorato al Lavoro guidato da Elena Chiorino - si legge nella nota regionale - mette in campo percorsi formativi personalizzati, rivolti ai circa 20 mila percettori del reddito di cittadinanza firmatari del patto per il lavoro, sugli 80 mila percettori complessivamente presenti sul territorio regionale. La misura, di cui la Regione Piemonte è capofila, è finanziata per 4 milioni di euro con percorsi formativi dalla durata massima di 200 ore.

Il Presidente della Regione  Alberto Cirio: "Il reddito cittadinanza deve aiutare chi non può, non chi non vuole"

“Il reddito di cittadinanza serve ad aiutare chi non può, non chi non vuole - sottolinea il presidente Alberto Cirio - per questo abbiamo attivato un meccanismo che coinvolgerà chi lo percepisce in percorsi di formazione a supporto della ricollocazione lavorativa. Coloro che rifiuteranno e non parteciperanno verranno segnalati nei report inviati ai centri per l’impiego”.

Attraverso i Centri per l’Impiego, coordinati da Agenzia Piemonte Lavoro l’ente strumentale dell’assessorato al lavoro, mette in campo il progetto in sinergia con le agenzie formative accreditate dalla Regione Piemonte, prevedendo percorsi di apprendimento che ricomprendono due elementi: da un lato competenze digitali e trasversali (funzionali ad un’attivazione più incisiva nella ricerca di un lavoro), dall’altro lo sviluppo di competenze di base, tarate sul fabbisogno effettivo della persona, per renderla più spendibile sul mercato del lavoro.

Elena Chiorino: "Obbligatorietà della formazione per chi prende il reddito di cittadinanza"

Per l’assessore Elena Chiorino "Il reddito di cittadinanza è una misura che purtroppo non aiuta a trovare lavoro, era facilmente prevedibile già quando era stato ideato e i dati oggi lo confermano. E’ una misura indipendente da quelle del Governo, ma interamente regionale. La novità si traduce nell’obbligatorietà della formazione con un doppio obiettivo: per chi è seriamente in cerca di lavoro, si forniscono degli strumenti “personalizzati” per facilitare la ricollocazione e l'incrocio fra domanda e offerta, ma nel contempo si traduce in una “stretta” nei confronti dei furbetti che nel frattempo lavorano in nero. Ci sembra un'azione rispettosa del denaro pubblico e di tutti i cittadini che non percepiscono il reddito di cittadinanza, ma pagano regolarmente le tasse”.

Le “Reti” avranno un particolare riguardo per i percettori Rdc coinvolti nei Puc, i Progetti di Utilità Collettiva, proprio per consentire ai Comuni di dialogare in maniera sinergica con gli Enti formativi coinvolti e con i Centri per l’Impiego, calibrando al meglio i percorsi formativi (che avranno una durata dalle 16 alle 200 ore) e armonizzandoli il più possibile con i bisogni dell’Ente locale.

Deyme: "In caso di rifiuto individueremo chi lo percepisce impropriamente"

Per il Direttore di Agenzia Piemonte Lavoro Federica Deyme “Con questa iniziativa, fortemente voluta dall’Assessore Elena Chiorino, i Centri per l’Impiego, in collaborazione sinergica con i Comuni, le agenzie formative e gli enti del III settore, avviano la rete integrata tra gli attori locali che a vario titolo rimettono al centro del proprio operato l’occupabilità della persona. Con questo intervento si darà un forte impulso al rinforzo di quelle abilità che si rivelano determinanti da un punto di vista dell’integrazione sociale, oltre che professionale. A ciò si aggiunga che, in caso di rifiuto di partecipazione al percorso formativo, sarà possibile individuare casi in cui il reddito è percepito impropriamente”.

IL BANDO DELLA REGIONE

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