Fondi Ue: scoppia il caso tessile

Fondi Ue: scoppia il caso tessile
Economia 17 Luglio 2014 ore 13:51

Due miliardi di euro di investimenti che si riverseranno nei prossimi sette anni sul Piemonte. È questa l’entità dei fondi strutturali europei: una somma leggermente superiore che nel precedente settennato, anche se la parte di fondi gestiti dalla Regione - anziché da Roma, attorno al 90% - sarà di poco inferiore a quella dei precedenti programmi operativi (872 milioni Fse e 964 milioni di euro Fesr).  Ma sulla questione - affrontata ieri dalla I Commissione (Programmazione e politiche comunitarie presieduta dal Pd biellese Vittorio Barazzotto) in seduta congiunta con la III (Attività produttive) e la VI (Cultura e istruzione), che hanno ascoltato le relazioni degli assessori Giuseppina De Santis e Gianna Pentenero - il centro destra  agita lo spettro della cancellazione del tessile dalle linee strategiche piemontesi.

 «La Giunta Chiamparino  “licenzia” il tessile non inserendolo più tra i settori strategici sui quali puntare nel prossimo quinquennio. Confido che questa scelta venga corretta in tempi celeri», dichiara  il capogruppo di Forza Italia ed ex vice presidente, l’altro biellese di Palazzo Lascaris Gilberto Pichetto.

Le commissioni.  hanno iniziato i lavori della X legislatura con la seduta congiunta per l’informativa della Giunta regionale in merito alla programmazione dei fondi.  La partita è centrale per l’economia del Piemonte. Verrà istituito un Comitato di sorveglianza unico  sui due fondi strutturali e, a fronte della scadenza del gennaio 2015, intende chiudere la fase di contrattazione con la Commissione europea in autunno. Il documento regionale dovrà essere presentato a Bruxelles entro il 22 luglio e in agosto dovrebbe iniziare la fase di contrattazione. Altro obiettivo dell’Esecutivo è quello di una gestione integrata dei fondi  come richiesto dalle linee guida europee.

Il presidente della I Commissione,  Barazzotto, ha chiuso l’incontro, annunciando che i lavori in seduta congiunta procederanno celermente. Ma Pichetto insiste. «Sul tessile si sta compiendo un madornale errore - afferma il consigliere azzurro -. La Giunta di centrodestra ha investito ingenti risorse su questo comparto; è chiaro quindi che la scelta di rimuoverlo da quelli strategici significa vanificare un impegno costruito su investimento di medio-lungo termine. Ricordo, solo per dovere di cronaca, che parliamo del terzo settore in Piemonte per numero di imprese (5.000) e valore aggiunto e quindi credo che sia normale esprimere forte preoccupazione per questa scelta. Una scelta peraltro che rischia di penalizzare oltremodo la Provincia di Biella dove sono oltre 1.000 le aziende che sono coinvolte in queste lavorazioni». E , infine, domanda al presidente  Chiamparino: «Non abbiamo ancora capito che dobbiamo investire sul Made in Italy d’eccellenza? Ma soprattutto vogliamo gettare al vento un patrimonio di competenze e professionalità che rischiavamo di perdere e che invece abbiamo salvaguardato e valorizzato con le nostre politiche negli ultimi anni? Autorevoli economisti  attestano come vi siano interessanti prospettive di crescita nel tessile se si investirà su innovazione e ricerca: scegliamo di non accettare la scommessa? Credo che il Piemonte abbia bisogno di altro e domanderemo in Consiglio regionale che questa scelta venga corretta. Qui è in gioco il futuro dei biellesi e non bastano quattro slide per assicurarglielo».

La replica. «L’impegno verso la filiera del tessile da parte della Giunta regionale, nell’ambito della nuova programmazione dei fondi europei, è ampiamente garantito. Rimane per noi un settore strategico sul quale punteremo», ha replicato in tarda serata  l’assessore alle attività produttive De Santis. «Confermeremo - sottolinea l’assessore - le iniziative già avviate sul tessile negli ultimi anni, in particolare il Polo di innovazione basato a Biella, le attività formative, le azioni di sostegno all’export e  alla transizione tecnologica. Inoltre, la Regione Piemonte intende aderire alla piattaforma tecnologica nazionale su fashion e tessile proposta dalle rappresentanza di settore. Per quanto riguarda l’accesso al credito faremo poi in modo di realizzare misure ulteriori, quali ad esempio mini bond, per offrire nuove opportunità di finanziamento. Preciso altresì che trattandosi di programmi operativi ancora in itinere e oggetto di negoziato, potranno far registrare delle modifiche, anche sulla base degli input che arriveranno dall’Europa». Sul mancato inserimento del tessile nelle smart specialization strategy  De Santis spiega «che la Giunta sta lavorando all’ipotesi di introdurre, in coerenza a quanto previsto nella smart specialization nazionale, una linea “made in”, nel nostro caso “made in Piemonte”».