Economia

Filiera moda piemontese: Biella vale il 41,8%

Filiera moda piemontese: Biella vale il 41,8%
Economia 22 Novembre 2013 ore 11:26

Sono 4.866 le imprese legate al comparto moda che hanno la propria sede legale in Piemonte. Un numero di imprese che dà attualmente lavoro a circa 40 mila addetti di cui oltre la metà (26 mila) impiegati nel settore tessile.
Il dato arriva dall’indagine “L’industria della moda in Piemonte tra creatività e innovazione”, realizzata dalla Step Srl e da Centro Studi Css-Ebla per  Unioncamere Piemonte e presentata lunedì a Torino al Centro Congressi Torino Incontra.

I dati. La scomposizione degli addetti del settore moda piemontese per provincia e sottosettore permette di vedere come, all’interno della regione, vi siano alcuni distretti in cui si concentrano specificità produttive ed eccellenze storiche. Ad emergere su tutti, Biella (con una parte del Vercellese) specializzata nella lavorazione della lana. Per numerosità (assoluta e relativa) degli occupati, il distretto biellese si colloca al terzo posto in Italia, dopo prato e Busto Arsizio. La provincia biellese, infatti, conta (dati al 2012), 15.592 addetti nel tessile, cui devono aggiungersi altri 1.168 addetti operativi nell’abbigliamento, 35 nel sottosettore concia e calzature, 25 in quello design. Il tutto per un totale di 16.820 addetti nella filiera tessile-abbigliamento-moda pari al 41,8% del totale piemontese. Altri distretti del tessile in Piemonte, sono presenti in provincia di Novara oltre che a Chieri e Cocconato d’Asti. Per quanto attiene Novara, gli addetti operativi nel tessile sono 1.862 cui vanno aggiunti altri 2.064 addetti nel settore abbigliamento, 527 nella “concia e calzature” e 273 nel sottosettore design: in totale, 4.726 addetti di filiera pari all’11,8% del settore moda piemontese.

Campione. L’analisi campionaria, condotta nel gennaio 2013, sulle imprese regionali della moda specializzate nei 4 settori di indagine (tessile, articoli di abbigliamento, articoli in pelle e pelliccia, design di moda per la manifattura) si è focalizzata su una selezione di 458 aziende, ottenere un campione rappresentativo dei mestieri presenti nella filiera piemontese, dei territori provinciali con i loro cluster locali, delle dimensioni e delle forme giuridiche in cui sono organizzate le imprese della moda regionale.
Per quanto riguarda le dimensioni medie del campione, il 66,2% è rappresentato da micro imprese, il 21,6% da piccole imprese (con un massimo di 50 occupati e 10 milioni di
euro di fatturato), il 10,9% da medie imprese (con un massimo di 250 occupati e 50 milioni di euro di fatturato). Il campione contiene poi 6 grandi imprese (l’1,3%), con diverse centinaia di occupati e milioni di euro di giro d’affari.

Export. Il 42% delle imprese del campione (191), nel corso del 2012, sono riuscite a vendere i propri prodotti o servizi all’estero. Fra le società di capitale, la quota degli esportatori supera il 68% e fra le imprese medio-grandi quella del 70%. Su 100 euro fatturati dalla filiera piemontese, 44 provengono dall’estero. Questa percentuale sale al 53,4% se si prendono in considerazione solamente le imprese che esportano.

Fatturato. La maggioranza delle imprese del campione ha denunciato un calo di fatturato nel 2012 su base tendenziale, mentre  91 imprese  hanno dichiarato una crescita che, complessivamente, è stata del +11,4%. Circa i fattori che hanno consentito questa crescita, tanto il fattore dimensionale e la forma societaria (il 60% di queste 91 imprese è società di capitale) ma anche la specialità produttiva di gamma medio-alta: fra le imprese che si rivolgono ad un mercato medio-alto, meglio de del lusso, è cresciuta un’impresa su tre.. Premiante anche l’investimento in R&S: il 56% delle 91 imprese realizza investimenti e persegue innovazioni, contro il 42,8% del totale degli intervistati.
Giovanni Orso

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