Federazione a quattro per la moda made in Italy

Federazione a quattro per la moda made in Italy
Economia 13 Gennaio 2017 ore 12:14

Firenze –  L’unione fa la forza? Può darsi. Di certo, mettendo un po’ à jour il proverbio, l’unione fa…il sistema moda made in Italy. Già, perché da Firenze, dove oggi chiude la 91esima edizione di Pitti Uomo, la notizia che rimbalza è quella della nascita di una grande federazione  capace di rappresentare un settore che sviluppa un fatturato di oltre 90 miliardi di euro. Per ora, a Pitti Uomo, si può parlare solo di “prove tecniche” di federazione, perché il nuovo soggetto, frutto del tavolo nazionale della moda fortemente voluto da Carlo Calenda già da viceministro allo Sviluppo Economico, sarà ufficialmente presentato solo a fine marzo, varato l’atto costitutivo e determinata la governance. Proprio Carlo Calenda, ora nelle vesti di ministro dello Sviluppo Economico, ha salutato comunque positivamente, durante la cerimonia inaugurale di Pitti, martedì a Firenze, l’operazione. Ad allearsi per promuovere con maggior forza il sistema moda made in Italy saranno il tessile-abbigliamento di Smi, le calzature di Assocalzaturifici, le borse di Aimpes e l’occhialeria di Anfao. Il progetto di alleanza (le associazioni citate non si fondono, ma semplicemente si federano per costituire un nuovo soggetto) è stato già deliberato dalle assemblee dei soggetti coinvolti. «In questo modo – afferma il presidente di Smi, Claudio Marenzi -,  la moda italiana dimostra di non essere soltanto immagine. Si tratta di un’iniziativa importante per la competitività del settore. Infatti, essa recepisce in pieno lo spirito della riforma Pesenti e si muove nella direzione di poter pesare di più per affrontare i temi comuni del settore: la sostenibilità, la distribuzione e i problemi sul fronte produttivo».  Proprio il ministro Calenda, a questa 91esima edizione di Pitti Uomo (che ha visto  1.220 marchi presenti di cui il 44% esteri) ha invitato la moda made in Italy a giocare d’attacco, migliorando tuttavia le prestazioni sul fronte della promozione e del commercio web. Il Governo farà comunque la propria parte, assegnando all’Ice una dote di 35 milioni di euro da destinare al pacchetto complessivo delle fiere, della comunicazione e della promozione del fashion made in Italy.   Su questa edizione di Pitti Uomo, pesano però anche le ombre rappresentate dal rinnovo del contratto del settore tessile-abbigliamento, ancora in alto mare dopo la rottura delle trattative in ottobre. Il sindacato di settore (Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil) spera che possa essere ripreso il confronto per tutelare i diritti fondamentali e il potere di acquisto del salario delle lavoratrici e dei lavoratori. «Molte aziende della parte monte della filiera produttiva – spiega, però, il presidente di Smi, Claudio Marenzi – presentano ancora sofferenze tali che rendono difficile la concessione di aumenti salariali». Proprio per oggi, ultimo giorno di Pitti Uomo, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno indetto una giornata di manifestazione nazionale e di sciopero generale a Firenze dove il Biellese sarà presente con una propria delegazioni di un centinaio di  lavoratrici e lavoratori tessili.

Giovanni Orso

Firenze –  L’unione fa la forza? Può darsi. Di certo, mettendo un po’ à jour il proverbio, l’unione fa…il sistema moda made in Italy. Già, perché da Firenze, dove oggi chiude la 91esima edizione di Pitti Uomo, la notizia che rimbalza è quella della nascita di una grande federazione  capace di rappresentare un settore che sviluppa un fatturato di oltre 90 miliardi di euro. Per ora, a Pitti Uomo, si può parlare solo di “prove tecniche” di federazione, perché il nuovo soggetto, frutto del tavolo nazionale della moda fortemente voluto da Carlo Calenda già da viceministro allo Sviluppo Economico, sarà ufficialmente presentato solo a fine marzo, varato l’atto costitutivo e determinata la governance. Proprio Carlo Calenda, ora nelle vesti di ministro dello Sviluppo Economico, ha salutato comunque positivamente, durante la cerimonia inaugurale di Pitti, martedì a Firenze, l’operazione. Ad allearsi per promuovere con maggior forza il sistema moda made in Italy saranno il tessile-abbigliamento di Smi, le calzature di Assocalzaturifici, le borse di Aimpes e l’occhialeria di Anfao. Il progetto di alleanza (le associazioni citate non si fondono, ma semplicemente si federano per costituire un nuovo soggetto) è stato già deliberato dalle assemblee dei soggetti coinvolti. «In questo modo – afferma il presidente di Smi, Claudio Marenzi -,  la moda italiana dimostra di non essere soltanto immagine. Si tratta di un’iniziativa importante per la competitività del settore. Infatti, essa recepisce in pieno lo spirito della riforma Pesenti e si muove nella direzione di poter pesare di più per affrontare i temi comuni del settore: la sostenibilità, la distribuzione e i problemi sul fronte produttivo».  Proprio il ministro Calenda, a questa 91esima edizione di Pitti Uomo (che ha visto  1.220 marchi presenti di cui il 44% esteri) ha invitato la moda made in Italy a giocare d’attacco, migliorando tuttavia le prestazioni sul fronte della promozione e del commercio web. Il Governo farà comunque la propria parte, assegnando all’Ice una dote di 35 milioni di euro da destinare al pacchetto complessivo delle fiere, della comunicazione e della promozione del fashion made in Italy.   Su questa edizione di Pitti Uomo, pesano però anche le ombre rappresentate dal rinnovo del contratto del settore tessile-abbigliamento, ancora in alto mare dopo la rottura delle trattative in ottobre. Il sindacato di settore (Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil) spera che possa essere ripreso il confronto per tutelare i diritti fondamentali e il potere di acquisto del salario delle lavoratrici e dei lavoratori. «Molte aziende della parte monte della filiera produttiva – spiega, però, il presidente di Smi, Claudio Marenzi – presentano ancora sofferenze tali che rendono difficile la concessione di aumenti salariali». Proprio per oggi, ultimo giorno di Pitti Uomo, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno indetto una giornata di manifestazione nazionale e di sciopero generale a Firenze dove il Biellese sarà presente con una propria delegazioni di un centinaio di  lavoratrici e lavoratori tessili.

Giovanni Orso

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